Il robot autostoppista
Sembra la trama di un romanzo di Philip K. Dick ma in realtà è tutto vero. Costruito da David Harris Smith e Frauke Zeller, studenti rispettivamente della McMaster e della Ryerson University, hitchBOT è stato un robot “autostoppista” creato come esperimento sociale “per vedere se i robot possono fidarsi degli umani”.
L’androide è salito agli onori della cronaca internazionale per essere riuscito, passaggio dopo passaggio, ad attraversare da costa a costa il Canada e aver viaggiato in Europa completamente in autostop tra l’estate del 2014 e i primi mesi dell’anno successivo.

Il piccolo hitchBOT aveva un corpo cilindrico, con due braccia e due gambe flessibili attaccate al torso. Nessuno dei suoi arti era funzionante: veniva infatti “spostato” dalle persone che decidevano di offrirgli un passaggio. Purtroppo è doveroso parlare di questo piccolo automa al passato perché nell’agosto del 2015, durante l’ennesimo viaggio in autostop nel tentativo di attraversare gli Stati Uniti d’America, è stato distrutto da un atto di vandalismo a Filadelfia.
I ricercatori sono riusciti a riprendere il contatto con la macchina, ormai completamente distrutta, grazie al dispositivo GPS e connettività 3G che aveva installato nella sua “testa“. Dopo averlo recuperato, un volontario ha spedito il hitchBOT ai suoi creatori. Una volta appresa la triste notizia sono stati moltissimi gli hacker e roboticisti di Filadelfia ad offrire il proprio aiuto per riparalo.