“Hey Google” non scomparirà. A cambiare sarà ciò che accade dopo aver pronunciato quelle due parole. Dopo quasi dieci anni di servizio, Google Assistant si prepara infatti a lasciare il posto a Gemini, l’intelligenza artificiale generativa sulla quale Google sta progressivamente ricostruendo il proprio ecosistema digitale.
La transizione entrerà nella fase decisiva all’inizio di settembre 2026. Dal 3 settembre Google inizierà a rimuovere l’accesso ad Assistant sui dispositivi mobili interessati, mentre dal giorno successivo la maggior parte degli utenti non potrà più utilizzarlo né ripristinarlo come assistente predefinito. Il passaggio sarà comunque graduale e potrà richiedere alcune settimane prima di raggiungere tutti i dispositivi compatibili. La sostituzione coinvolgerà smartphone e tablet Android, ma anche smartwatch Wear OS, auricolari compatibili e soprattutto Android Auto, dove Gemini è già in fase di distribuzione.
Leggi Anche: Volvo EX60, con Gemini a bordo lancia la sfida a BMW e Mercedes
Cosa cambia su Android Auto
Per chi guida, almeno all’apparenza, cambierà poco. Gemini continuerà ad attivarsi pronunciando “Hey Google”, toccando il microfono sul display oppure utilizzando il pulsante dei comandi vocali sul volante. Dietro un’interazione rimasta familiare, però, il funzionamento sarà molto diverso. Google Assistant era nato principalmente per comprendere ed eseguire istruzioni: chiamare un contatto, impostare una destinazione, inviare un messaggio o riprodurre una canzone. Gemini porta invece nell’abitacolo una logica più conversazionale, nella quale le richieste possono essere formulate in maniera naturale e approfondite senza dover ricominciare ogni volta da capo.
Si potrà, per esempio, chiedere di trovare un ristorante lungo il percorso, aggiungere successivamente che deve avere buone recensioni o un parcheggio nelle vicinanze e infine impostarlo come destinazione. Gemini conserva infatti il contesto della conversazione, rendendo meno necessario imparare formule o comandi specifici.
Maps, Gmail e Calendar entrano nella conversazione
Il salto rispetto ad Assistant riguarda anche la capacità di mettere in relazione servizi differenti. Gemini può utilizzare Google Maps per cercare luoghi e destinazioni, ma può anche recuperare informazioni da Gmail e Calendar, oltre a gestire telefonate, messaggi e musica. Un indirizzo contenuto nella conferma di una prenotazione ricevuta via email, per esempio, può essere individuato dall’assistente e utilizzato direttamente per avviare la navigazione.
Sul fronte della messaggistica, Gemini può riassumere conversazioni, modificare il testo di una risposta senza obbligare il conducente a dettarla nuovamente dall’inizio e tradurre i messaggi in diverse lingue. La differenza non sta quindi soltanto nel numero di funzioni disponibili, ma nella possibilità di collegarle tra loro. L’assistente non deve più limitarsi a eseguire un singolo comando, ma può recuperare un’informazione da un servizio e utilizzarla per completare un’altra operazione.
Gemini Live porta la conversazione in auto
Su Android Auto arriva anche Gemini Live, la modalità pensata per sostenere conversazioni più lunghe e continue con l’intelligenza artificiale.
Durante un viaggio sarà così possibile approfondire un argomento, chiedere informazioni sulla destinazione, organizzare idee o preparare una presentazione senza richiamare l’assistente a ogni nuova domanda. È probabilmente questo l’elemento che segna più nettamente la distanza rispetto alla generazione precedente: Google Assistant attendeva soprattutto un comando, Gemini prova invece a seguire il filo di una conversazione.
Android Auto e Google built-in seguono strade diverse
La sostituzione non avverrà però nello stesso momento su tutte le automobili. Android Auto dipende dallo smartphone collegato e seguirà quindi la migrazione da Assistant a Gemini prevista per i dispositivi mobili. Diversa è la situazione delle vetture dotate di Google built-in, dove Maps, Assistant e gli altri servizi Google sono integrati direttamente nel sistema di infotainment.
Su queste auto Google Assistant non verrà disattivato automaticamente con la scadenza prevista per gli smartphone. Gemini arriverà progressivamente anche sui sistemi integrati a bordo, ma disponibilità e tempistiche dipenderanno dal modello, dal software installato e dagli aggiornamenti previsti dai singoli costruttori.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter e aggiungici alle tue fonti preferite di Google per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
