L’Osservatorio AMINA – Associazione Mediatori Italiani Noleggio Auto ha pubblicato la sua prima rilevazione periodica, sul I semestre 2026, offrendo uno spaccato dell’evoluzione del mercato del noleggio a lungo termine, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese (gli associati infatti seguono complessivamente una flotta di oltre 60mila veicoli), oggi sempre più attente alla sostenibilità economica delle proprie scelte di mobilità.
Emerge che quest’anno gli ordini di auto aziendali raccolti dai broker registrano una flessione dell’8% (ma cresce la richiesta di una consulenza personalizzata), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e che, nonostante le imprese italiane non rinuncino al noleggio a lungo termine, la prudenza è un elemento emergente: le durate dei contratti si sono infatti allungate, rinviando la sostituzione delle auto, e il costo complessivo della mobilità diventa centrale.
“Le imprese oggi compiono scelte più prudenti in materia di mobilità, soprattutto quando si tratta di impegnarsi su contratti pluriennali – ha commentato Iacopo Chelazzi, Presidente di AMINA – La necessità di contenere i costi, insieme alle continue modifiche della normativa fiscale e ai dubbi sulle alimentazioni, stanno allungando i tempi decisionali e spingendo molte aziende a rinviare il rinnovo del proprio parco. In questo scenario, il broker assume un ruolo sempre più strategico: non è soltanto chi propone un’offerta, ma è un consulente che aiuta soprattutto le PMI a orientarsi in un mercato complesso e a individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, seguendole per tutta la durata del contratto“.
Flotte aziendali, si allungano i contratti: fino a 5 anni, anche per contenere i costi
Il segnale più evidente della maggiore prudenza delle imprese arriva dall’andamento dei nuovi ordini che passano dal canale dei broker, in calo dell’8% nel primo semestre del 2026, e dal progressivo allungamento dei tempi decisionali. Le aziende continuano a richiedere preventivi, ma impiegano più tempo a scegliere e sempre più spesso rinviano la sottoscrizione di nuovi contratti.
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Una tendenza che trova riscontro anche nelle rilevazioni di mercato che evidenziano una leggera flessione complessiva delle nuove immatricolazioni nel noleggio a lungo termine rispetto al 2025, soprattutto nella componente aziendale. Anche per contenere il costo mensile della mobilità, le imprese privilegiano contratti di durata pari o superiore ai 48 mesi, con una crescente diffusione di formule fino a 60 mesi, oppure scelgono di prorogare quelli in scadenza, mantenendo più a lungo i veicoli già in flotta. Un fenomeno che rischia di frenare il naturale ricambio delle vetture e l’ingresso in flotta di modelli più moderni, efficienti e a minori emissioni.
Auto elettriche, ibride o tradizionali? Il fisco complica le scelte delle imprese
L’altra grande incognita che viene evidenziata dalla rilevazione riguarda le alimentazioni. La continua evoluzione delle norme sul trattamento fiscale delle auto aziendali, a partire dalla disciplina dei fringe benefit, sta rendendo più complessa la scelta dei veicoli da inserire nelle flotte, spingendo aziende e fleet manager a valutazioni sempre più approfondite sull’effettiva convenienza delle diverse motorizzazioni.
Dall’Osservatorio AMINA emerge un crescente interesse per le vetture ibride, percepite soprattutto dalle PMI come una soluzione capace di conciliare consumi, costi e flessibilità di utilizzo. Le ibride plug-in, in particolare, attirano l’attenzione delle aziende, anche per il favorevole trattamento fiscale previsto per queste auto concesse in fringe benefit.
L’interesse per le alimentazioni elettrificate, tuttavia, non si traduce automaticamente in nuovi contratti. Le imprese valutano attentamente i costi complessivi di gestione, le percorrenze, la disponibilità delle infrastrutture di ricarica e la praticità d’impiego dei veicoli. Il risultato è un mercato ancora molto differenziato: accanto alle imprese che accelerano sull’elettrificazione, altre continuano a orientarsi verso motorizzazioni tradizionali, più rispondenti alle proprie necessità operative.
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