Cosa dice l’Art. 172 del Codice della Strada?

L’Art. 172 del Codice della Strada tratta di sistemi di ritenuta per bambini e adulti. Come le cinture di sicurezza, che sono tra le dotazioni di sicurezza passiva basilari.

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L’articolo 172 del codice della strada parla di cinture di sicurezza e altri sistemi di ritenuta

Dal 27 aprile 1989 il loro utilizzo in auto è divenuto obbligatorio, come d’altronde si ritrova – già a partire da tre anni più tardi – nella norma di legge che riguarda questi ed altri sistemi di ritenuta.

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ART. 172 DEL CODICE DELLA STRADA

Per orientarvi, precisiamo che ci stiamo muovendo all’interno del Titolo V (“Norme di comportamento“) del documento generale. Il cappello generale recita: “Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini“.

Il corretto utilizzo di queste soluzioni è definito dall’art. 1 del Dlgs 13/03/2006 n. 150, che è arrivato a sostituire “in toto” la precedente formulazione.

Punto di partenza – della norma e della nostra disanima – sono i soggetti nei confronti dei quali si applica il principio dell’obbligatorietà di utilizzo delle soluzioni predette in qualsiasi situazione di marcia.

Questo significa che, anche se quasi nessuno vi provvede, la legge impone a tutti di allacciare le cinture di cinture, sia che viaggino sui sedili anteriori sia che si siano accomodati su quelli posteriori.

CHI È OBBLIGATO AD INDOSSARE LE CINTURE DI SICUREZZA? 

Entriamo però più nel dettaglio. Il primo comma dell’Art. 172 del Codice della Strada dice che le cinture di sicurezza sono obbligatorie per conducentepasseggeri che si muovano a bordo di un veicolo adibito al trasporto persone/merci. In gergo tecnico, i mezzi di categoria M1, N1, N2 e N3.

Approfondisci: La classificazione dei veicoli di cui all’Art. 47 del CdS

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Quanto ai bambini di altezza inferiore a 1,50 metri, si richiede che siano assicurati al sedile con un sistema di ritenuta “adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti […]”.

L’incolumità dei passeggeri, piccoli e grandi, è demandata al driver, a cui compete  il controllo sulla “persistente efficienza delle cinture di sicurezza, così come dei “seggiolini”.

A CHE ETÀ BISOGNA USARE IL SEGGIOLINO?

Il terzo comma della norma in esame passa ad affrontare il caso in cui il veicolo appartenente a una delle categorie elencate in precedenza sia sprovvisto di sistemi di ritenuta.

L’assenza di questo elemento salva-vita per il bambino impedisce che ad essere trasportati siano i piccoli fino ai tre anni di età.

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Divieto che vige anche per quelli più grandi, ma di statura al di sotto di 1,50 metri. Una volta superata tale quota, il minore può invece essere fatto accomodare sul sedile anteriore.

I CASI SPECIALI CONTEMPLATI DALL’ART. 172

Una situazione a sé si dà in presenza di autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza, così come di NCC (Noleggio con Conducente).

La disciplina specifica prescrive in questo caso che i “famosi” bambini più bassi di 1.50 metri viaggino anche liberi da qualsiasi sistema di ritenuta specifico, purché non di fianco al conducente. Altra condizione necessaria è che siano accompagnati da almeno un passeggero che abbia minimo sedici anni di età.

In nessun caso, comunque, i più piccoli devono essere fatti viaggiare assicurati a un sistema di sicurezza fissato al contrario rispetto a un sedile passeggero provvisto di airbag frontale che non sia stato disattivato.

SULL’AUTOBUS SONO OBBLIGATORIE LE CINTURE?

Sesto e settimo comma dell’Art 172 del Codice della Strada riguardano altre due categorie di veicoli riservati al trasporto di persone, dove il numero di sedute a bordo è superiore a 8 e la massa massima oscilla tra zero e oltre 5 tonnellate. Anche in questo caso la risposta sorprenderà: ebbene sì, anche sugli autobus le cinture di sicurezza sono obbligatorie.

Su questi mezzi di trasporto è fatto obbligo ai passeggeri di età superiore ai tre anni di allacciare – e mantenere allacciate durante la marcia – le cinture di sicurezza.

Un comportamento da tenere, che deve essere necessariamente richiamato da cartelli o pittogrammi “conformi al modello figurante nell’allegato alla direttiva 2003/20/CE e posti in corrispondenza di ciascun sedile.

L’uso di sistemi di ritenuta per bambini è invece contemplato solo se gli stessi sono di tipo omologato, secondo quanto precisato in avvio di servizio.

CHI PUÒ NON INDOSSARE LA CINTURA DI SICUREZZA

“Sfuggono” all’obbligo di utilizzare cinture e “seggiolini” i conducenti e gli addetti a bordo di mezzi anti-incendio e sanitari, le forze di polizia, quelle armate, nonché i vigili urbani/provinciali, impegnati in un intervento di emergenza.

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Altri soggetti esclusi dalla prescrizione sono gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati ingaggiati come scorta; gli istruttori di guida in servizio; i viaggiatori su veicoli appartenenti al sistema di trasporto locale e che coprono l’area urbana, solo se però se i posti in piedi sono autorizzati.

Possono inoltre legalmente fare a meno delle cinture di sicurezza le donne in gravidanza (devono comunque produrre una certificazione sul punto rilasciata dal ginecologo curante), nonché quanti risultino affetti da “patologie particolari o che “presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica” rispetto al loro utilizzo, solo però se opportunamente documentate.

LE SANZIONI PER CHI NON UTILIZZA LE CINTURE

Una volta precisato tutto quanto sopra, che cosa accade all’automobilista sorpreso con la cintura di sicurezza slacciata? O che trasporti un minore senza rispettare le disposizioni stringenti e articolate in materia?

L’Art. 172 del Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa compresa tra 68 euro e 275 euro. Senza contare i cinque punti persi sulla patente.

Sottrazione che si applica ancora quando il conducente o un passeggero, “pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacolo il normale funzionamento” (la sanzione oscilla in questo caso tra 34 euro e 138 euro). Il driver sorpreso con un bimbo non trasportato correttamente ne risponde in prima persona.

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Qualora una delle violazioni appena tratteggiate si ripeta per almeno due volte nel giro di 24 mesi, scatta il provvedimento accessorio della sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

L’Art. 172 del Codice della Strada contempla infine, al comma n. 12, una multa pesante (si parla infatti di una forbice tra 716 euro e 2.867 euro) per chi “importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale” e “chi commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato“.

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