Al centro del nuovo impianto di riforma del Codice della strada si colloca la semplificazione delle sanzioni, dal taglio delle spese di accertamento, all’accorpamento delle fasce sanzionatorie che passerebbero da 82 a 21.
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Fra le misure previste, anche alcuni cambiamenti riguardo le notifiche e le possibilità di ricorso.
30 giorni invece di 90 per notificare le multe con l’autovelox
In particolare, si ipotizza l’introduzione di un termine di 30 giorni per notificare determinate multe rilevate da telecamere e sistemi elettronici (autovelox, ZTL o telecamere) rispetto al termine ordinario di 90 giorni previsto per la contestazione differita in numerose situazioni.
Una notifica più rapida permette di intervenire tempestivamente sulle condotte irregolari e consente agli automobilisti di venire a conoscenza prima delle violazioni commesse, evitando multe seriali.
Ricorsi da inviare a chi ci ha sanzionato
La riforma interviene anche sul modo in cui si possono contestare le multe. Il cittadino conserverebbe la possibilità di presentare ricorso al Prefetto o al giudice di pace, ma la procedura prefettizia potrebbe diventare più complessa.
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Il ricorso non potrebbe più essere spedito direttamente in Prefettura, ma dovrebbe essere inviato all’organo di polizia che ha accertato l’infrazione (tramite PEC o raccomandata). Soltanto dopo la richiesta passerà al prefetto. L’organo di polizia ha 60 giorni di tempo per trasmettere il fascicolo completo e le sue deduzioni alla Prefettura, che ha 120 giorni per pronunciarsi.
In caso di rigetto la multa non raddoppia più
La buona notizia è che in caso di rigetto la multa non raddoppia, come accade adesso, ma sarà incrementata di un terzo dell’importo originario.
Ad esempio, se si contesta una sanzione di 150 euro e il prefetto rigetta il ricorso, ora bisogna pagare 300 euro, mentre secondo il meccanismo ipotizzato saranno solo 200 euro.
Questa misura dovrebbe rendere i ricorsi più facili e meno punitivi verso gli automobilisti, limitando comunque il numero dei ricorsi, perché sussiste sempre il rischio di aggravare la sanzione in termini economici.
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