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Assicurare una Tesla costa un salasso: è colpa dell’effetto Musk

In vertiginosa ascesa i prezzi delle polizze assicurative delle Tesla, la causa è l’aumentare degli atti vandalici contro Elon Musk.

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Se si dimentica il salatissimo prezzo di listino, un’auto elettrica dovrebbe garantire un certo risparmio a chi la possiede: in termini di consumi, manutenzione, tasse e, magari, anche assicurazione. Ma così non è, per lo meno non per chi guida una Tesla. I possessori delle vetture della casa di Musk (proprio a causa delle politiche del suo fondatore) hanno infatti visto schizzare alle stelle i costi della polizza assicurativa.

Assicurare una Tesla costa il 28% in più

Assicurare una vettura Tesla contro furto e incendio costa, ad aprile 2025, 1.022 euro all’anno. L’anno prima, la polizza RC auto con copertura furto incendio non superava i 796 euro annui. Numeri alla mano, ciò significa che il costo assicurativo di una Tesla è aumentato in appena dodici mesi del +28%. Una crescita vertiginosa e ben al di sopra del generale aumento dell’RCA.

I dati arrivano da un’analisi condotta da Facile.it su un campione di più di 130mila preventivi in Italia. “’Le compagnie assicurative valutano diversi elementi per determinare il prezzo di una copertura pertanto è difficile, se non impossibile, collegare le variazioni delle tariffe ad un unico fattore, ma certamente la possibilità che un sinistro si verifichi è uno dei parametri più importanti e quanto sta accadendo in tutto il mondo alle autovetture prodotte da Musk non può essere ignorato” spiegano gli esperti del portale.

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L’effetto Musk e gli atti vandalici

Ma a cosa si riferiscono i ricercatori di Facile.it? Cos’è che sta “accadendo in tutto il mondo delle autovetture prodotte da Musk”? Si tratta, appunto, del cosiddetto Effetto Musk. Dell’odio che ha colpito il brand automotive da quando il suo fondatore ha deciso di entrare in politica e, nello specifico, di entrare nel team del presidente Donald Trump. 

Tweet discutibili, dichiarazioni ancor più discutibili e saluti a braccio teso… Elon Musk ha smesso di piacere a molti e sono in tanti che, vergognandosi di essere a lui associati, hanno deciso di camuffare la propria Tesla. E questa è la soluzione più pacifica, anche buffa per certi aspetti, al problema. Non la sola, però, e non di certo la più aggressiva.

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Da quando Musk ha assunto il ruolo di consigliere del Presidente Usa, promuovendo la politica nazionalistica del Make Europe Great Again, è diventato uno dei bersagli preferiti degli anarchici di tutto il mondo. Gli attacchi contro le vetture Tesla sono iniziati negli States per diffondersi rapidamente in tutto il mondo, fino a giungere in Italia.

Nei giorni precedenti all’insediamento di Trump due vetture sono state imbrattate con vernice spray nei quartieri San Paolo e Garbatella di Roma. “Fuck Elon” si leggeva sulla fiancata. In viale Coni Zugna, a Milano, non ci si è limitati alla vernice, ma alle Tesla parcheggiate sono stati rotti i cristalli e divelti gli specchietti. L’episodio più grave si è registrato nella capitale quando, il 31 marzo, un incendio doloso ha causato la distruzione di 17 vetture parcheggiate all’interno di una concessionaria del brand nella zona di Torre Angela. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo anarchico.

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