Con il patrocinio di

Tesla, che succede?

Tesla, che succede?
Tesla ha un problema di vendite, non perché i prodotti non siano più validi, ma a causa di un CEO sempre più controverso e "distratto".

IN QUESTO ARTICOLO

Tesla ha un problema, e non sono le vendite che calano ovunque eccetto che in Italia, dove addirittura cresce del 50%. Il calo delle vendite è la punta dell’iceberg di un’azienda che soffre a causa di suo “padre”, il CEO Elon Musk.

Protagonista indiscusso della nuova era Trump, già da qualche anno ormai le sue azioni causano problemi all’azienda statunitense, ben prima dell’insediamento di Trump. E mentre altri CEO, come Carlos Tavares di Stellantis  o Herbert Diess di Volkswagen, hanno terminato le loro carriere per scelte imprenditoriali sbagliate o non gradite dal board, con l’imprenditore sudafricano la questione è ben diversa.

Leggi Anche: Tutti i modi per prendere le distanze da Elon Musk

ELON MUSK E TESLA

Fino a circa 2 anni fa, la principale preoccupazione per il futuro di Tesla era che i suoi quattro modelli di punta stessero diventando obsoleti e che il suo CEO fosse accusato di dedicare troppo tempo alle sue altre aziende, come X (ex Twitter) e SpaceX, quest’ultima il motivo per cui è così tanto interessato alla Groenlandia. Tuttavia, il fan club di Elon Musk e la base di clienti fedeli erano ancora solidi, e il fatto che Tesla avesse uno stabilimento in Cina – il più grande mercato automobilistico del mondo – sembrava garantire ancora più crescita e profitti.

09-tesla-model-3-auto-elettriche

Oggi, i prodotti Tesla sono ancora considerati “vecchi” rispetto agli standard di un’industria che si rinnova costantemente. La Model S è sul mercato da 13 anni con aggiornamenti minimi, anche se un restyling potrebbe arrivare entro l’anno. Il modello più recente, il Cybertruck, non sta vendendo come previsto in patria (in Europa non può essere venduto): solo una frazione del milione di prenotazioni si è trasformata in acquisti effettivi, a causa anche di un arrivo sul mercato a circa 5 anni dopo la presentazione, con continui ritardi.

Inoltre, il veicolo ha subito problemi di qualità e richiami, costringendo Tesla a passare dai rincari agli sconti. Il valore del Cybertruck nel mercato dell’usato è crollato del 58%. In generale, i prezzi delle Tesla usate stanno diminuendo più del doppio rispetto alla media del mercato automobilistico, e le permute di Tesla usate sono aumentate notevolmente.

La Model 3 ha ricevuto un aggiornamento importante lo scorso anno, ma le vendite in California sono in calo: è passata dal secondo al quarto posto nelle vendite di EV. Il modello più venduto rimane la Model Y, aggiornata di recente.

Leggi Anche: La Model 3 è “inaffidabile” per i test di sicurezza

GLI SCIOPERI IN NORD EUROPA E IL DECLINO

Le cose sono iniziate a cambiare nell’autunno 2023, almeno in Europa e nei principali mercati europei per l’elettrico: quelli Nordici. Uno sciopero iniziato in Svezia, dove al porto di Göteborg gli operai e tutto il personale Tesla, per solidarietà, si è rifiutato di trasportare vetture e pezzi di ricambio, perché Musk non voleva adeguare gli orari e i salari a quelli che sono gli standard locali, e che si è protratto poi in Norvegia, Danimarca e Finlandia.

Al punto che uno dei principali investitori dell’azienda, il Fondo Sovrano Norvegese, ha minacciato Tesla di ritirare i suoi investimenti se il CEO non cambiava toni e modi. In Scandinavia, questo ha contribuito a cambiare l’opinione pubblica nei confronti dell’imprenditore e, di riflesso, anche nei confronti di Tesla. E sempre nel 2024, voci mai confermate parlavano di un CdA Tesla stufo del CEO, tanto da desiderare le sue dimissioni, al momento mai arrivate.

Il nuovo status di Musk come amico stretto e potenziale consigliere ufficiale del presidente Donald Trump sembrava rafforzare le prospettive di Tesla, con aspettative di politiche future a favore dell’azienda dopo la stagione elettorale del 2024. Invece si è rivelato un boomerang piuttosto pesante: non solo l’appoggio a Trump, ma anche uscite controverse come quella sui giudici italiani, o sulla Groenlandia (che non ha fatto che peggiorare la sua posizione in Nord Europa) ha fatto sì che da inizio le 2025 le vendite del marchio stiano calando a picco, con addirittura un -70% in Francia a gennaio.

Questo anche per l’incoerenza di Musk, che ora si esprime contro la sostenibilità e le tesi sul cambiamento climatico. Chi sostiene che Musk non abbia mai usato la tematica per promuovere Tesla, forse si è perso le dichiarazioni di 10 anni fa, quando lo stesso CEO promuoveva i prodotti del brand come adatti a promuovere “un futuro più sostenibile”.

Al contempo, sono aumentate le proteste, anche violente, nei confronti di Tesla. Sui social qualsiasi video che parli di un prodotto Tesla riceve commenti negativi: sul nostro profilo TikTok, per esempio, qualcuno ha definito NaziCab il Cybercab che abbiamo mostrato. In altri casi, si sono verificati atti vandalici agli store del marchio, compreso quello di Gae Aulenti a Milano, senza contare le azioni dei proprietari pentiti, che hanno comprato adesivi con scritto “L’ho comprata prima che impazzisse” o adesivi con loghi di altre aziende automobilistiche per coprire quello Tesla.

Approfondisci: La svolta politica di Elon Musk e le vendite di Tesla a picco

PROBLEMI ANCHE IN CINA

I problemi riguardano anche la Cina, dove Tesla cala sia perché la concorrenza è sempre migliore, sia anche perché con i dazi sia europei che americani i cinesi oggi preferiscono comprare locale.

Tesla prevede di lanciare nel 2026 una versione più economica della Model Y, costruita a Shanghai per il mercato cinese, per contrastare il calo delle vendite del 49% registrato a febbraio. Questo modello sarà successivamente prodotto anche in Europa e Nord America. 

nuova tesla model y 2025 SUV

Un altro problema è il software Full Self-Driving (FSD) di Tesla, che non ha ancora ottenuto l’approvazione in Cina, mentre i concorrenti già offrono sistemi di guida autonoma di livello 3. Zeekr, ad esempio, ha annunciato che offrirà gratuitamente il suo sistema di guida autonoma. Musk ha sempre sostenuto che la guida autonoma è il futuro di Tesla, ma l’azienda sta rimanendo indietro.

Anche nella ricarica, Tesla è in svantaggio: BYD ha presentato un nuovo sistema di ricarica rapida da 1 MW che aggiunge 400 km di autonomia in cinque minuti, il doppio rispetto ai tempi di ricarica di una Tesla. Se le tendenze attuali continuano, le vendite di Tesla in Cina potrebbero dimezzarsi quest’anno.

Le vendite globali di Tesla sono diminuite nel 2024 per la prima volta dal 2015, e le previsioni per il 2025 non sono migliori. Negli Stati Uniti, la quota di mercato degli EV sta crescendo, ma le vendite di Tesla stanno diminuendo, così come in Europa. Gli analisti prevedono un ulteriore calo delle vendite a livello globale.

Leggi Anche: Il nosto ultimo test drive della Tesla Model 3

IL CROLLO DELLE AZIONI

Oltre alle vendite, sono crollate anche le azioni Il titolo Tesla ha perso più del 50% dal dicembre scorso, scendendo a circa 230 dollari per azione rispetto a un massimo di 488,54 dollari negli ultimi 12 mesi. Anche insider e membri del consiglio stanno vendendo le loro azioni, segnando una delle peggiori perdite aziendali nello S&P 500.

Secondo JPMorgan, “non esiste un precedente nella storia dell’industria automobilistica in cui un marchio abbia perso così tanto valore così rapidamente“. Musk ha persino implorato pubblicamente di non vendere le azioni Tesla, un appello ripreso anche dal segretario al Commercio di Trump.

Il valore di Tesla è sempre dipeso dalle aspettative sul futuro dell’azienda e dal carisma del suo CEO. Quando Musk godeva di una reputazione positiva, Tesla era valutata 1,2 trilioni di dollari, più della somma dei 20 maggiori costruttori automobilistici. Ora, con Musk sempre più controverso, il valore dell’azienda è crollato e le previsioni per il futuro non sono incoraggianti. Ed è ovviamente il problema di un’azienda che ha deciso di puntare tutto sul suo CEO, prima che sulla qualità effettiva dei suoi prodotti.

Il quadro regolamentare in arrivo potrebbe peggiorare la situazione: Trump ha annunciato l’intenzione di eliminare i crediti fiscali per i veicoli elettrici e modificare le normative sulle emissioni, misure che potrebbero intaccare i ricavi di Tesla, che nel solo ultimo trimestre ha guadagnato 692 milioni di dollari dalla vendita di crediti ambientali.

Nemmeno l’evento alla Casa Bianca dell’11 marzo 2025, in cui Trump ha promosso Tesla al fianco di Musk, ha portato a un aumento significativo delle vendite. Anzi, Tesla si trova in una situazione paradossale: mentre i conservatori, storicamente critici verso le auto elettriche, iniziano a sostenerla per motivi politici, la base tradizionale di clienti progressisti, ovvero il bacino di utenti tipico di Tesla, si sta allontanando.

E con prodotti sempre più interessanti, sia dalla Cina che dall’Europa, avere un CEO meno controverso e più focalizzato sul prodotto potrebbe essere l’unica soluzione per l’azienda.

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

Abbiamo parlato di:
Tesla
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE