Con il patrocinio di

Auto bifuel a GPL e metano mild hybrid, c’è l’ok dell’Europa

Auto bifuel a GPL e metano mild hybrid, c’è l’ok dell’Europa
Dalla richiesta delle case automobilistiche, la Commissione europea modifica una precedente decisione del 2020 e riconosce i vantaggi del mild hybrid anche in abbinamento ai motori benzina bifuel a gpl o metano

IN QUESTO ARTICOLO

Poche decine di migliaia di veicoli venduti nel bimestre gennaio-febbraio, una quota di mercato storicamente ridotta, eppure, una soluzione efficiente ed ecologica. No, non parliamo di elettriche ma di auto bifuel a metano e a gpl. 

auto bifuel a metano e gpl mild hybrid

Il mondo delle auto alimentate – in modo bivalente o monovalente – a gas si caratterizza da sempre per l’abbattimento delle emissioni di Co2 significativo rispetto alle speculari versioni con motore esclusivamente benzina. Eppure la diffusione e l’offerta di modelli è rimasta sempre piuttosto limitata. Fiat ha un primato tecnologico storico, nell’ultimo decennio si sono affacciati anche altri marchi, soluzioni premium pure, per rendere il bifuel a metano un’alternativa appetibile, dai bassi consumi e costi d’esercizio ridotti. 

AUTO GPL E METANO MILD HYBRID

Caratteristiche di efficienza che potranno essere ulteriormente migliorate dopo l’ultima pronuncia della Commissione europea, con la decisione 2021/488, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo scorso. Sarà effettiva dall’11 aprile prossimo e consente ai costruttori di poter abbinare sistemi mild hybrid a 12 o 48 volt, beneficiando in fase di omologazione dei consumi e delle emissioni di Co2 del valore rilevato nella guida a gas.

Leggi anche: Auto a metano, le 5 più a buon mercato

La pronuncia estende alle auto bifuel – nonché ai modelli che utilizzano benzina E85 (con l’85% di biocarburanti nel mix), tuttavia poco diffusa in Europa – la possibilità di abbinare un sistema mild hybrid, riconoscendone i vantaggi delle auto ibride vere e proprie. Esattamente come avviene per le auto benzina o diesel mild hybrid.

[ngg_images source=”galleries” container_ids=”320″ display_type=”photocrati-nextgen_pro_horizontal_filmstrip” image_crop=”1″ image_pan=”1″ show_playback_controls=”0″ show_captions=”1″ caption_class=”caption_overlay_bottom” caption_height=”70″ aspect_ratio=”1.5″ width=”100″ width_unit=”%” transition=”fade” transition_speed=”1″ slideshow_speed=”5″ border_size=”0″ border_color=”#ffffff” override_thumbnail_settings=”1″ thumbnail_width=”120″ thumbnail_height=”90″ thumbnail_crop=”1″ ngg_triggers_display=”always” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]

LA RICHIESTA DI MODIFICA DEI COSTRUTTORI

A muoversi per chiedere la modifica di una precedente statuizione europea sono stati diversi costruttori auto, nel luglio 2020. Allora furono FCA, Volkswagen, Skoda, Renault, Ford, Seat, PSA con i marchi Opel, Citroen e Peugeot, ad avanzare la “richiesta di modifica della decisione di esecuzione (UE) 2020/174 della Commissione affinché l’alternatore efficiente a 12 volt approvato come tecnologia innovativa con tale decisione possa essere usato anche in autovetture e veicoli commerciali leggeri con motore a combustione interna alimentabili a gas naturale liquefatto (GPL), gas naturale compresso (GNC) e E85”. 

Approfondisci: Revisione bombole, la normativa su GPL e metano

Un passo al quale, nel dicembre 2020, si aggiunsero le richieste da parte di Ford, Honda e Renault per il riconoscimento anche del “superalternatore” a 48 volt.

MILD HYBRID LEGGERO, ECONOMICO E FURBO

Sappiamo come il mild hybrid rappresenti una furba soluzione per contenere un po’ le emissioni di Co2, in particolare nella guida urbana, grazie all’assistenza che produce – mediante un collegamento a cinghia – sul motore termico, oltre a recuperare parte di energia nelle fasi di decelerazione. Dal classico alternatore, così, si è passati a un “superalternatore” che svolge le mansioni combinate di starter-generatore d’energia, quest’ultima immagazzinata in una piccola batteria agli ioni di litio. Tra i 50 e i 75 kg di aggravio di peso, nel totale, uno scherma mild hybrid rispetto alla speculare motorizzazione priva dello starter-generatore.

RISPARMI MILD ANCHE SUI VEICOLI BIFUEL

Ora, la pronuncia della Commissione europea con la quale si riconoscono i vantaggi di tale dispositivo anche nell’abbinamento a veicoli – auto e mezzi commerciali – alimentati a gas o metano, “sorprende” per l’ovvietà alla quale si è giunti. La Decisione 2021/488 infatti va a modificare le Decisioni di esecuzione (UE) 2020/174 e (UE) 2020/1167 e dalla Commissione si precisa come “(…) con riferimento a entrambe le richieste, che i risparmi di CO2 ottenuti grazie alle tecnologie innovative possono essere determinati anche quando queste sono installate in veicoli a GPL, GNC e E85. 

Con l’aggiunta di alcuni fattori specifici per il tipo di carburante, le metodologie per la determinazione dei risparmi di CO2 di cui alle decisioni di esecuzione (UE) 2020/174 e (UE) 2020/1167 sono pertanto considerate adatte a determinare i risparmi di CO2 associati all’uso delle tecnologie innovative nei veicoli alimentati con tali carburanti”. 

NOVITÀ DI PRODOTTO IN ARRIVO?

Riconosciuta la validità del mild-hybrid su auto bifuel a GPL o metano, non resta che osservare gli sviluppi tecnici futuri da parte delle case auto che hanno sollecitato l’intervento per ammettere i vantaggi del mild-hybrid a 12 e 48 volt in fase di omologazione delle emissioni di Co2 dei veicoli a gas. 

Auto a metano mild hybrid

Quanto all’offerta di prodotto, attualmente sul panorama italiano si registrano le soluzioni bifuel del Gruppo Volkswagen con il nuovo 1.5 turbo benzina-metano (appena 108 g/km di Co2 emessa su Audi A3), la proposta bifuel GPL del Gruppo Renault con l’1.0 turbo (da 106 g/km di Co2 su Dacia Sandero), in casa Fiat  il FireFly 1.0 potrebbe essere l’unità candidata a rimpiazzare l’attuale gamma bifuel GPL 1.2 (115 g/km di Co2 emessa su Fiat 500) e metano TwinAir 0.9 bicilindrico su Panda da 111 g/km di Co2 emessa. 

Ford propone un bifuel benzina-gpl aspirato da 1 litro e 113 g/km di Co2 emessa su Fiesta, in casa PSA Citroen ha offerto prima del restyling di C3, una soluzione PureTech 1.2 litri aspirato a GPL da 1.2 litri. Senza contare le opzioni bifuel benzina-gas declinate nel mondo dei veicoli commerciali.

Non resta che attendere la traduzione della libertà normativa decisa in Europa in un adeguamento dell’offerta bifuel GPL e metano in mild-hybrid, per una proposta “green” al quadrato. Nel primo bimestre del 2021 la quota di mercato delle bifuel a GPL è stata del 5,2%, del 2,4% per le bifuel a metano. 15.600 auto a GPL le unità vendute, 6.135 sul fronte metano (dati Unrae).

Abbiamo parlato di:
Auto a GPL Auto a metano
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE