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Auto economiche ed essenziali, cosa sacrificare sull’altare del prezzo?

Auto economiche ed essenziali, cosa sacrificare sull’altare del prezzo?
Dacia è stata la prima a intercettare una domanda di automobili economiche e dalla dotazione essenziale. Il successo di vendite continua, anche con l'elettrica Spring. La concorrenza sul medesimo terreno di confronto sta arrivando e no, non sono solo i marchi cinesi

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C’era un tempo in cui al prodotto, anche quello nel segmento B, si facevano le pulci in materia di qualità percepita. Attenzione al dettaglio, alle plastiche morbide, addirittura al feeling dei comandi. Mettevi sulla bilancia una tedesca di segmento B e un’italiana e finivi per raccontare dei microscatti delle rotelle del clima contro manopole all’apparenza molto più economiche.

Segno dei tempi che cambiano e di una competitività sul prezzo che non fa sconti a nessuno, il tema pare essere di minore interesse e di certo non orienta più la scelta dell’automobilista medio. Così, bei design di interni ma con plance tutte in plastiche rigide non fanno più notizia, nonostante listini ben oltre i 20 mila euro. La distrazione di massa di schermi sempre più imponenti in plancia, infotainment dalle funzioni rilevanti più su un tablet o smartphone che non su un’auto, è diventato il nuovo differenziale a parità di listini.

DACIA, AL BANDO IL SUPERFLUO (E SUL MERCATO HA RAGIONE)

dacia qualità interni sandero

Denis Le Vot è a.d. Dacia, marchio che sulla qualità percepita ha fatto passi da gigante rispetto alle primissime Logan, Sandero e Duster. Dal Salone di Ginevra ha ribadito la formula vincente, che continuerà a proporre, di auto essenziali: dotazioni complete di quanto il cliente medio automobilista richiede. 

“Non abbiamo nulla di superfluo sui nostri modelli. Non abbiamo 22 schermi, non abbiamo sedili a regolazione elettrica. Quest’approccio fa sempre più rumore, perché c’è gente che dice di non spendere soldi su cose inutili. Noi non mettiamo cromature in macchina, perché brillano e sono inutili. Le togliamo del tutto“, le parole di Le Vot, riportate dal Financial Times.

Le considerazioni si inseriscono nella partita sui prezzi che sarà difficilissimo reggere contro una concorrenza cinese, Byd quella che pare essere meglio attrezzata al momento, insieme a MG, pronta a entrare nel segmento B e farlo non solo con modelli elettrici ma anche con termici elettrificati. 

mg3 hybrid prezzo

SANDERO ELETTRICA ACCANTO ALLA BENZINA

Così, auto essenziali avranno la loro fetta (ampia) di pubblico, nella visione Dacia. Il marchio introdurrà nel 2027 la seconda auto elettrica dopo la Spring. Toccherà alla Sandero, che “avrà un motore termico ma anche una versione elettrica. Nascerà nel 2027 o nel 2028 e verrà offerta fino al 2035“, ancora Le Vot, ad Automotive News Europe. Un modello che potrebbe nascere sull’architettura elettrica AmpR Small, con gli opportuni adeguamenti per ridurre i costi e riflettere un posizionamento sul mercato da utilitaria entry level.

Leggi anche: Dacia Spring, il restyling cambia quasi tutto

“La concorrenza arriverà, ce l’aspettiamo ed è normale che sia così. Quel che vediamo è l’esistenza di un mercato per auto elettriche posizionate su prezzi accessibili e lo sappiamo meglio di chiunque altro”, ancora l’a.d. Dacia.

AUTO ELETTRICHE A MENO DI 20 MILA EURO, ESSENZIALI PER FORZA

La sfida della redditività di modelli piccoli è reale per i Costruttori, molti a tagliare l’offerta di utilitarie termiche – sempre più costose – e, adesso, con la sfida del prezzo trasferita sul terreno delle piccole elettriche. Dove però il driver fondamentale del prezzo è nel costo della batteria.

citroen e-c3 interni

Il concetto del “less is more” sarà sempre più attuale nei segmenti inferiori: i rivestimenti in pelle sono superflui, lo sono le imbottiture con schiume espanse, le cromature, la proposta di cerchi in lega, le verniciature in tinta di parti in plastica come i paraurti. Sotto l’ombrello della “sostenibilità” (con materiali di riciclo, per i paraurti come per i filati dei rivestimenti – spesso non ulteriormente riciclabili a fine ciclo vitale -), più alla moda da presentare, si nasconde l’altro volto della riduzione dei costi. 

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