Dal 2028 guidare un’auto elettrica nel Regno Unito significherà spendere qualche sterlina in più di oggi: il governo ha infatti deciso di introdurre un nuovo contributo basato sulle miglia percorse. La misura, in discussione già da poche settimane, arriva in un momento in cui l’esecutivo è alla ricerca di nuove entrate per sostenere un bilancio sempre più complesso e per aggiornare un sistema fiscale che fatica a tenere il passo con la trasformazione del settore della mobilità.
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3 penny per ogni miglio percorso
A partire da aprile 2028, quindi, chi guida un veicolo completamente elettrico dovrà versare 3 penny per ogni miglio percorso, mentre per le ibride plug-in l’importo sarà dimezzato.
Tradotto in euro (e in chilometri) ciò significa che gli automobilisti dovranno versare 2,1 centesimi di euro per chilometro per le auto elettriche e circa 1 centesimo/km per le ibride Plug-In. (3 pence sono circa 0,034 euro, un miglio corrisponde a 1,609 km, 0,034 €/1,609 km ≈ 0,0211 € al km, per i più precisi).
La tassa poi, specificano, dovrà essere adeguata nel tempo seguendo l’andamento dell’inflazione (e, immaginiamo, la diffusione delle vetture elettriche) con l’obiettivo di riequilibrare il trattamento tra EV e PHEV e ICE quando non saranno più utilizzati i carburanti, che oggi contribuiscono in modo significativo al bilancio statale tra tassazione e accise,
Viene da chiedersi, certamente, come il governo intende certificare il numero di miglia realmente percorse? Al momento si esclude l’installazione di dispositivi di tracciamento obbligatori e resterebbe quindi da percorrere l’unica via: l’autodichiarazione annuale dei conducenti. Quindi bisognerebbe fidarsi della buonafede dei sudditi.
Per controbilanciare la nuova tassa comunque Downing Street ha anche annunciato un pacchetto di incentivi da 1,3 miliardi di sterline, destinato a sostenere la domanda di auto elettriche almeno fino al 2030.
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