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Le auto elettriche potrebbero uccidere la radio “tradizionale”?

Le auto elettriche potrebbero uccidere la radio “tradizionale”?
Le interferenze elettromagnetiche dei veicoli EV stanno spingendo molte case a togliere dai loro nuovi modelli i dispositivi con frequenze AM.

IN QUESTO ARTICOLO

Era il 1930 quando a Schaumburg, un vasto sobborgo di Chicago, i fratelli Paul e Joseph Gavin crearono il primissimo modello di sistema radio per auto. La Motorola 5T71, oltre a segnare l’inizio della storia dell’omonima azienda statunitense pioniera del campo della telefonia mobile e fissa, fu il capitolo iniziale di una storia lunga quasi 100 anni.

Ancora oggi il palinsesto radiofonico si basa sulle abitudini degli automobilisti di tutto il mondo, mettendo i programmi più seguiti durante il cosiddetto Drive Time: le due fasce orarie, una la mattina e una alla sera, durante le quali le persone si dirigono e tornano dal posto di lavoro, molto spesso utilizzando la propria vettura. 

Motorola 5T71: la prima autoradio della storia

Un sodalizio, quello tra auto e stazioni radiofoniche che, nei prossimi anni, potrebbe venire intaccato dai nuovi dispositivi installati sugli ultimi modelli di veicoli EV. Le vetture elettriche producono una serie di interferenze elettromagnetiche che causano non pochi disturbi alla ricezione dei segnali dalle emittenti che trasmettono in AM

Una problematica, che oltre ad avere effetti sul mondo radiofonico e dell’automotive, sta creando non poche polemiche sopratutto negli Stati Uniti.

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La decimazione delle onde medie negli U.S.A.

A causa dei disturbi emessi da questo tipo di veicoli, moltissime case automobilistiche come Tesla, BMW, Porsche, Audi e Volvo hanno rimosso dalle proprie auto la radio AM. Una decisione seguita in tempi più recenti anche da Volkswagen (con la sua ID.4) e Ford, che ha annunciato la “fine delle trasmissioni” delle onde medie sul suo pick-up full-electric F-150 Lightning a partire da quest’anno.

Dal momento che sempre più brand hanno dichiarato di voler completamente convertire all’elettrico la propria gamma di veicoli, è molto probabile che le radio AM siano destinate a scomparire in pochissimi anni. Se in Italia questa notizia non sta destando particolare scalpore (la stragrande maggioranza di cittadini europei è abituata ad ascoltare le frequenze FM), dall’altro lato dell’Oceano Atlantico le cose stanno in maniera diversa.

Secondo il sistema Nielsen, negli Stati Uniti ben 47 milioni di persone ascoltano ogni giorno la radio in AM. Questo successo è dovuto al fatto che le onde medie viaggiano più lontano rispetto a quelle delle radio FM: una capacità di diffusione capace di coprire il 90% della superficie totale degli U.S.A., pari a quasi 10 milioni di km².

La notizie dell’eliminazione delle radio AM dai veicoli elettrici di ultima generazione ha messo in allarme addirittura l’Ente federale per la gestione delle emergenze degli Stati Uniti. Secondo il Wall Street Journal alcuni funzionari del FEMA avrebbero scritto una lettera al segretario dei Trasporti Pete Buttigieg e ad alcune commissioni del Congresso, spingendoli a chiedere ufficialmente ai brand automobilistici di rimettere immediatamente i dispositivi per la ricezione delle onde medie.

Quartier generale della Federal Emergency Management Agency

I membri della protezione civile americana hanno sottolineato che l’AM è fondamentale nel sistema nazionale di allarme pubblico federale che tiene informato il pubblico durante i disastri naturali e le condizioni meteorologiche estreme, continuando a funzionare quando altri sistemi possono fallire. 

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E le radio in Italia?

Pur non apparendo come una questione di vitale importanza per la sicurezza nazionale, in Italia l’eliminazione delle onde medie dalle auto comporterebbe seri problemi a molte piccole emittenti sparse lungo tutto il suo territorio.

Nel nostro Paese esistono ancora delle stazioni radiofoniche che diffondono il proprio segnale in KHz, mantenendo viva questa banda AM. Tra queste le più importanti e “storiche” sono:

  • Nuova Radio AM che trasmette da Spoltore (Pe) sui 603 KHz;
  • Media Radio Castellana, che trasmette da Castel San Pietro Terme (Bo) sui 711 e 1098 MHz;
  • Radio Luce da Grottaferrata (Rm), presente sugli 846 KHz;
  • Power 927, nota radio lombarda in onda ovviamente sui 927 KHz da Abbiategrasso, in provincia di Milano;
  • Radio Studio X, storica stazione di Momigno (Pt), “on air” sui 1188 KHz e sui 1485 e 1584 KHz rispettivamente da Livorno e da Arezzo.

Queste sono solo alcune delle decine di piccole realtà radiofoniche spesso private che diffondono ancora oggi in AM. Per evitare le interferenze che disturbano il segnale di queste stazioni ancora fedeli alle trasmissioni in KHz, si potrebbero installare filtri e cavi di schermatura oppure studiare un posizionamento diverso dei componenti dei veicoli elettrici. Una serie di modifiche decisamente costose, che richiedono una quantità di tempo e risorse che difficilmente spendibili dalle case automobilistiche. 

radio-studio-radiofonico

Un’altra soluzione potrebbe essere il “trasferimento” delle radio AM alla modulazione di frequenza FM, scelta per la quale verrebbero meno i diversi vantaggi di diffusioni dei segnali in onde medie. A fronte della sempre maggiore “connettività” delle auto, la strada più facilmente percorribile sembrerebbe quella di internet.

Le radio che attualmente utilizzano l’AM potrebbero infatti sopravvivere grazie all’ausilio di app, con le quali è possibile trasmettere i propri programmi in streaming.

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