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Le auto elettriche infiammano Trump e la campagna elettorale

Le auto elettriche infiammano Trump e la campagna elettorale
Donald Trump "cambia idea" sulle auto elettriche grazie al sostegno di Elon Musk, mentre i democratici sostengono da tempo la necessità di una riconversione ecologica.

IN QUESTO ARTICOLO

Donald Trump, candidato repubblicano alle elezioni USA di novembre, è sempre stato critico nei confronti dell’auto elettrica, arrivando persino a minacciarne la vendita. Poi il dietro front perché Elon Musk, Ceo di Tesla, lo appoggia. Ma cosa c’è di vero?

LE AUTO ELETTRICHE NELLA CAMPAGNA PRESIDENZIALE USA

L’automotive è sempre un tema caldo in politica, non solo perché le posizioni “pro” e “contro” l’elettrico sono sempre più ideologiche, ma perché l’auto è una questione di posti di lavoro e riflette le abitudini di un popolo.

LA POSIZIONE DI TRUMP

Trump è da sempre contrario all’elettrico, anche con dichiarazioni colorite come  “Vieterò le vendite di auto elettriche” e sostenendo che già oggi negli Stati Uniti “Ti obbligano ad acquistare un’auto elettrica”. Le sue posizioni si sono ammorbidite da quando ha il sostegno di Elon Musk.

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Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Elon Musk prevede di creare un super PAC (political-action committee) che dia 45 milioni di dollari al mese al sostegno di Donald Trump.

I rapporti tra Musk e Trump sono cordiali, come testimonia la riapertura dell’account Twitter (ora X) di Trump poco dopo l’acquisizione del social network da parte dell’imprenditore sudafricano. Altre voci vogliono Elon Musk consigliere nell’eventuale nuova amministrazione repubblicana.

Trump, durante un suo recente comizio ha detto: “Sono a favore delle auto elettriche. Devo esserlo, perché Elon mi ha garantito il suo appoggio, e quindi non ho scelta”. 

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In realtà, le posizioni di Trump sono meno estreme e più pragmatiche di quanto alcune dichiarazioni lascino immaginare: sostanzialmente è a favore delle elettriche, purché non siano l’unica scelta disponibile. Insomma: è per la neutralità tecnologica.

Il candidato alla vicepresidenza J.D. Vance

Il candidato repubblicano alla vicepresidenza, J.D. Vance, si è creato un posizionamento a favore della classe lavoratrice americana.

Sostiene gli scioperi dei lavoratori dell’automotive, ma allo stesso tempo è radicalmente anti elettrico, perché crede che sia un rischio mortale per l’industria USA:

“le élite di Washington, asservite a interessi speciali e ad attivisti ambientali radicali, minimizzano i costi distruttivi che un’industria automobilistica completamente elettrica comporterebbe” (Newsweek, 2023)

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COSA HA FATTO BIDEN

Joe Biden ha seguito una linea pro auto elettrica e in difesa della produzione americana.

In particolare:

  • Nel 2021 ha dato via a un piano infrastrutturale da 1.200 miliardi di dollari complessivi, che comprende l’installazione di 500.000 colonnine di ricarica.   2,5 miliardi di fondi sono dedicati alla creazione di questi impianti nelle aree disagiate e nelle comunità svantaggiate
  • Nel maggio 2024 ha varato dazi del 102,5% sulle auto elettriche made in China
  • A luglio 2024 ha deciso un’importante sovvenzione per le industrie statunitensi impegnate sul fronte elettrico per 2 miliardi di dollari 

IL PUNTO DI VISTA DI HARRIS

L’attuale vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, ha appoggiato il lancio del network di stazioni di ricarica per auto elettriche e in generale il piano di investimento da un trilione di dollari per “raggiungere un’economia pulita entro il 2045” che mira ad accelerare “la diffusione di veicoli elettrici, pannelli solari e turbine eoliche”.

Diventata la candidata democratica alle elezioni americane, ha posizioni favorevoli all’adozione di massa dei veicoli elettrici. Non ci sono per ora sue recenti dichiarazioni sul tema, ma in passato ha preso posizione contro i combustibili fossili e altri fattori che causano il cambiamento climatico.

Il sindacato dei lavoratori United Auto Workers sostiene Kamala Harris, grazie al supporto durante gli scioperi del 2019 e per “aver riportato posti di lavoro” in alcune località di Ohio e Illinois.

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