Fino a pochi anni fa, dire se l’auto a GPL convenisse o meno – e a quali automobilisti – era molto più “semplice” e dai contorni netti. L’arrivo dell’elettrificazione mild e full hybrid ha ritoccato un po’ lo scenario.
Restano dei punti fermi di fondo, i pro e contro delle auto alimentate a GPL, che possiamo inizialmente riassumere in:
- Minore spesa per il rifornimento
- Emissioni più basse di un corrispondente modello benzina
- Alternativa valida per chi percorre molti chilometri
- Non sono soggette a blocchi del traffico per questioni di tutela dell’ambiente
ma anche i risvolti negativi:
- Diffusione della rete di rifornimento
- Numero dei modelli disponibili nei listini
- Obbligo di sostituzione delle bombole
AUTO A GPL, A CHI CONVIENE E QUALI SONO I PUNTI FORTI
Il primo aspetto di reale convenienza nel guidare auto a GPL è nella minore spesa per il carburante. I dati a fine giugno 2025 dicono di una forbice compresa tra 0,65 e 0,80 euro al litro sulla rete italiana, contro un prezzo della benzina che si attesta a 1,75 euro/litro in modalità self. Si spende meno per fare il pieno, anche se questo vantaggio va contestualizzato con dei consumi di GPL che sono superiori rispetto al consumo di benzina.
EMISSIONI DI CO2 INFERIORI
Altro punto forte del GPL è il suo essere un combustibile più pulito rispetto a benzina e diesel. Non emette infatti zolfo, benzene e piombo. Le emissioni di Co2 sono, mediamente, inferiori del 15% se paragonate all’alimentazione benzina.
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In un confronto diretto con le auto diesel, soggette a blocchi alla circolazione sempre più frequenti per le omologazioni più datate, l’auto a GPL, in ragione del costo del carburante particolarmente basso, è un’alternativa per quanti non percorrono decine e decine di migliaia di chilometri ogni anno. Rispetto alle auto benzina non elettrificate, la maggiore convenienza del carburante alla pompa ne fa un’alimentazione “ponte” verso i motori diesel.
IBRIDE E GPL: ESISTONO
Va detto, tuttavia, come la diffusione dei modelli ibridi, soprattutto i full hybrid e i mild hybrid avanzati, in grado di consumare davvero molto poco, anche chi percorre i 20 mila chilometri all’anno ha un vantaggio diretto dalla scelta di un’auto full hybrid rispetto a una a GPL. Ci sono, poi, costruttori come Kia che hanno lanciato un modello decisamente insolito, ribattezzato tri-fuel, per il suo essere bifuel a GPL e ibrido: Kia Niro 1.6 full hybrid. Altri costruttori, importatori di modelli cinesi, che operano in Italia hanno percorso la via di auto a GPL con un supporto mild hybrid. Senza tralasciare la proposta Dacia, di un mild hybrid GPL.
GPL AFTERMARKET PER RIDURRE LA SPESA
La presenza di modelli elettrificati ha reso, rispetto al passato, molto più sfumata la convenienza netta delle auto a GPL rispetto alle versioni esclusivamente benzina. Un altro vantaggio dei sistemi a GPL è la possibilità di attuare una conversione di alimentazione con relativa facilità e poca spesa. E’ possibile installare in aftermarket il serbatoio e il corredo di accessori – elettronica, valvole per il rifornimento – necessarie al corretto funzionamento del motore, su auto esclusivamente benzina. Le accortezze, in questo caso, riguardano soprattutto la tipologia di valvole del motore presenti sulla propria auto, per evitare il rischio di usura accelerata.
I CONTRO DELLE AUTO A GPL
Di contro, l’auto a GPL non consuma poco. Avendo il GPL un minore potere calorifico rispetto alla benzina, il motore deve bruciare più carburante per eguagliare il potere energetico della benzina verde. In media, il motore “beve” il 20% in più di carburante rispetto ad un motore termico tradizionale. Va poi presa in considerazione la diffusione della rete di rifornimento che può non essere così capillare sul territorio italiano, né coincidere con le stazioni di servizio a erogare benzina e diesel.
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Tra i contro, ancora, le prestazioni insufficienti di quei motori GPL aspirati, sempre meno diffusi nell’offerta delle case. Sono stati soppiantati nella quasi totalità dei modelli da motori turbo GPL, che offrono prestazioni adeguate. Sul mercato dell’usato potreste trovare trasformazioni aftermarket o modelli trasformati dalla casa, con motori aspirati: sappiate che le prestazioni non sono affatto esaltanti.

Tra i compromessi da accettare sulle auto bifuel a GPL, il particolare del serbatoio in molti casi riduce un po’ il volume massimo di carico nel bagagliaio, con l’alloggiamento della bombola spesso previsto sotto il fondo del bagagliaio.
Anche i costi di manutenzione dell’auto a GPL sono teoricamente maggiori rispetto a quelli di una vettura tradizionale: per legge il serbatoio del gas deve essere cambiato periodicamente (ogni dieci anni) e ogni 20 mila km va sostituito il filtro.
Senza considerare il rischio di usura delle sedi delle valvole, soprattutto in caso di modelli convertiti aftermarket e non progettati e ottimizzati dalla casa madre.
Approfondisci: Come funziona la revisione auto con motore GPL
Infine, c’è la tanto discussa questione del parcheggio. Non è vero che non si può posteggiare l’auto a GPL nelle rimesse e nei garage interrati, ma, per farlo, occorre che l’impianto sia omologato secondo il regolamento ECE/ONU R67-01 (tutti gli impianti GPL di ultima generazione lo sono).
Tuttavia, non di rado il regolamento condominiale può essere più forte della normativa e vietare il parcheggio della vettura a GPL nei garage.
COS’È IL GPL
Ma cos’è il GPL? Si tratta di una miscela di idrocarburi che si ottiene dalla raffinazione del petrolio. Al suo interno troviamo soprattutto il propano, ma anche etano, butano, etilene e butilene.
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