25 Settembre 2018

Black box e flotte aziendali: un convegno per fare chiarezza

Si è tenuto stamattina, 25 settembre, a Milano il convegno “Black box: fleet management e corporate car sharing”, promosso in Assolombarda con Fleet Magazine. Un tema sempre più sul tavolo di aziende e Fleet Manager, anche per le implicazioni sindacali che comporta.

Convegno Assolombarda sulla black box

Al convegno hanno partecipato il Desk Auto Aziendali Assolombarda, esperti legali, aziende produttrici di telematica per flotte aziendali, associazioni di categoria, Fleet Manager che hanno riportato la loro esperienza.

Pietro Teofilatto, direttore della sezione Noleggio a lungo termine di Aniasa, sulla black box ha detto: “Dopo una iniziale riluttanza dei driver, il tema della sicurezza ha fatto crescere la consapevolezza dell’utilità di questi dispositivi. Senza contare il tema della lotta alle appropriazioni indebite:  le imprese di noleggio hanno un danno per furto stimato di 70 milioni di euro l’anno”.

INSTALLAZIONE DELLE BLACK BOX: PROFILI LEGALI

RICHIEDERE SEMPRE L’ACCORDO SINDACALE

L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, sul controllo a distanza dei lavoratori, è stato modificato dal cosiddetto Jobs Act. Prima della riforma, vigeva un divieto assoluto di utilizzo di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Con la rivoluzione tecnologica degli ultimi anni  che ha toccato anche il mondo del lavoro – basti pensare agli smartphone –  si è sentita l’esigenza di aggiornare la normativa.

Gli  impianti dai quali deriva anche  un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori – come le black box istallate sui veicoli usati dai lavoratori – possono essere utilizzate dall’azienda esclusivamente per esigenze di carattere organizzativo e produttivo, di sicurezza del lavoro e di tutela del patrimonio aziendale. Quindi il controllo sull’attività del lavoratore deve essere solo “incidentale” e non può assumere i connotati di un monitoraggio prolungato.

“Istallare uno strumento di geolocalizzazione richiede sempre un accordo sindacale o l’autorizzazione dell’ispettorato del lavoro”, ha ricordato l’avvocato Francesca Pittau, salary partner di NCTM Studio Legale.scatola nera flotte aziendali privacy

PRIVACY: IL NUOVO REGOLAMENTO GDPR

Il Regolamento generale per la protezione dei dati personali n. 2016/679 (General Data Protection Regulation o GDPR) è la normativa europea in materia di protezione dei dati.  “Cambia l’ottica con la quale ci si avvicina alla privacy: ha sostituito regole uguali per tutti passando al palla al titolare del trattamento dei dati – ha sintetizzato l’avvocato Francesca Bonino, equity partner di NCTM Studio Legale -. Il titolare del trattamento dati stabilirà a quali intervalli sarà prevista la geolocalizzazione, che non può essere costante per ridurre l’invasività del sistema. Poi bisogna informare i lavoratori nel dettaglio, raggiungere l’accordo sindacale o l’autorizzazione dell’ispettorato del lavoro. La mancanza di questo è violazione sindacale e anche della privacy, e questo rende i dati raccolti non utilizzabili. In un documento interno l’azienda deve spiegare perché ha scelto di geolocalizzare i mezzi ogni tot minuti. La disciplina riceverà aggiornamenti ma sono validi questi principi fondamentali”.

Approfondisci: Privacy, scatole nera e flotte aziendali: l’esperienza dei Fleet Manager

TELEMATICA PER LE FLOTTE AZIENDALI

Il car sharing aziendale è una delle possibilità offerte dalla telematica. A questo proposito, Roberto Bordin, Car sharing product owner di Targa Telematics ha parlato della libertà e dei vantaggi offerti. Massimo Braga, Vicedirettore di Lojack, ha spiegato come la telematica aziendale sia un vantaggio anche per i driver, esponendo i risultati di un’indagine svolta da Lojack sugli interessi del driver aziendale. Marco Meloni, Head of new mobility Europcar Mobility Group Italia, ha raccontato di Ubeeqo e di come venire incontro alle singole esigenze aziendali.

 

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