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C’è una Byd molto economica in Giappone che è pronta per l’Europa

C’è una Byd molto economica in Giappone che è pronta per l’Europa
Il segmento delle citycar si sta ripopolando di modelli, sebbene elettrici, e la K-Car Byd Racco verrà introdotta anche in Italia tra i Paesi europei. La sfida è (quasi) tutta sul prezzo

IN QUESTO ARTICOLO

Fa gola anche a Byd il mondo delle citycar e, dopo aver lanciato in Giappone la Racco, prima K-Car del marchio e con soluzioni furbe, ecco che quel modello – o comunque l’idea progettuale alla base – è destinato ad arrivare anche in Europa. 

Il mondo del segmento A fa gola a Byd per il potenziale che ha su specifici mercati europei, con l’Italia a essere tra i Paesi nei quali la domanda di citycar è storicamente più elevata e, al tempo stesso, si trova a fare i conti con un’offerta di modelli molto ridimensionata rispetto anche solo a un decennio fa. Le citycar benzina sono quasi completamente uscite dai radar (e pensare che nei primi anni Duemila il mercato contava addirittura modelli diesel!), salvo sacche di resistenza i cui prezzi di listino sono relativamente competitivi.

BYD RACCO LA PROSSIMA CITYCAR IN ARRIVO

Quanto alle elettriche, il successo di modelli come Dacia Spring e, soprattutto, Leapmotor T03, testimonia un ottimo livello di accettazione dell’elettrico per vetture a vocazione strettamente urbana, dall’autonomia sufficiente (le stime fatte da Dacia sull’utilizzatore-tipo della Spring delineano una percorrenza media quotidiana di 40 km per un’ampissima fetta di automobilisti) e, soprattutto, con prezzi di listino accessibili.

Approfondisci il potenziale delle K-Car sui mercati europei e il rapporto con la E-Car

Byd, secondo le anticipazioni diffuse dal quotidiano finanziario giapponese Nikkei, porterà la Racco su altri mercati fuori dal Giappone e punterà sulla novità dell’architettura X-Pack, specifica per il modello. Avremo un progetto diverso, quindi, dalla Dolphin Surf, utilitaria da 4 metri di lunghezza e tra i 220 e 400 km di autonomia, a seconda della batteria installata, segnatamente per l’integrazione dell’inverter e di altri “accessori” necessari al sistema elettrico nel pacco batteria e non sul motogeneratore. Questo fa sì che si ottimizzino gli ingombri, riducendo quello del vano motore e concedendo più centimetri all’abitacolo. La configurazione X-Pack sposta, di conseguenza, l’inverter sotto al pavimento dell’auto, posizione confermata del pacco batteria. 

QUANDO ARRIVA? LA DATA DEL 2028, LA E-CAR STELLANTIS E I PREZZI

Non sarà una commercializzazione a stretto giro quella della Byd Racco in Europa. La K-Car è stata lanciata in Giappone lo scorso luglio e potrebbe arrivare non prima di un paio di anni, con la produzione destinata a uno dei siti continentali del costruttore, prossimi a essere operativi. Quali saranno le specifiche tecniche del modello specifico è prematuro dirlo, rispetto alla Racco nipponica da 210 km di autonomia (rilevata nel ciclo WLTC e non WLTP) e l’alternativa da 320 km. 

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Il particolare più importante, insieme a un’autonomia che dovrà essere di almeno 230-250 km per competere tra le citycar già sul mercato, sarà il prezzo. La competizione vive dei modelli attuali posizionati sui 18.000 euro, come la Spring, pronta per una nuova generazione che migliorerà il prezzo di listino dell’attuale, la Leapmotor T03 e, guardando al 2028, la promessa di Stellantis che porterà sul mercato la E-Car a partire da 15.000 euro. Un annuncio, tale è al momento, aggressivo che mette pressione ai rivali diretti, anche se andranno verificate le specifiche e le dotazioni che troveremo sui prossimi modelli del segmento A. 

In Giappone, Byd Racco è commercializzata a partire da un prezzo, al cambio Yen-Euro, attualmente pari a 11.600 euro. Un listino che il mercato italiano non vede da almeno 7-8 anni e la seconda generazione delle citycar Peugeot 108, Citroen C1 e Toyota Aygo.

La Racco è un modello da 3,40 metri di lunghezza, limite massimo previsto dalle norme sulle K-Car, per beneficiare di varie agevolazioni fiscali.

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