5 Luglio 2018

Come funzionano deducibilità e detraibilità nel car sharing?

La fiscalità del car sharing è un tema di grande attualità. In particolare, è importante chiedersi come funzionano la deducibilità e la detraibilità dei costi nel settore dell’auto condivisa.

generica car sharing car2go
Le auto di Car2Go, uno dei servizi di car sharing più diffusi in Italia

Il nuovo Contratto di Governo fa riferimento all’applicazione della sharing economy nel settore dei trasporti, essendo “necessario concedere gli spazi pubblici per il car sharing a fronte di quote crescenti di vetture elettriche nella flotta”.

LA CRESCITA DEL CAR SHARING

Di vari colori, ma facilmente distinguibili, come sottolineato anche dai numeri del Rapporto Aniasa 2017, si notano sempre più nelle nostre strade i veicoli in car sharing.

Non solo per esigenze private: ogni giorno sono infatti migliaia gli utenti tra professionisti, dipendenti aziendali e lavoratori che effettuano tragitti brevi da un luogo all’altro del loro Comune di appartenenza.

Il crescente uso a fini lavorativi ha determinato la necessità, da parte di aziende e Partite Iva, di conoscere la corretta qualificazione giuridica dei costi sostenuti, con la finalità di riconoscere la possibilità di un’eventuale deduzione.

Su tali aspetti è utile il riferimento a quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, le cui determinazioni (riportate nella Risoluzione n. 83/E del 2016) costituiscono la posizione ufficiale dell’amministrazione finanziaria proprio sul tema della corretta deducibilità di questa particolare categoria di costi.

Approfondisci: i progetti dei principali servizi di auto condivisa in Italia

DEDUCIBILITÀ E DETRAIBILITÀ DEL CAR SHARING

Secondo l’Agenzia, il servizio reso disponibile dalle società di car sharing è equiparabile a quello pubblico fornito dai taxi. Questo servizio offre infatti al cliente la possibilità di spostarsi da un luogo ad un altro con il pagamento di un corrispettivo determinato in base alla tariffa applicata dal Comune di riferimento.

Rapporto Aniasa 2016 studio car sharing

Per l’Amministrazione, “il servizio di car sharing consiste nel mettere a disposizione del cliente un veicolo presso un luogo predefinito (luogo di partenza) e, con tale veicolo, il cliente raggiunge la destinazione desiderata. Similmente al servizio di taxi, anche per il servizio di car sharing, il corrispettivo dovuto dal cliente è quantificato in ragione dell’effettivo utilizzo del veicolo messo a sua disposizione e cioè in base alla durata e ai chilometri percorsi”.

In base a tale ragionamento, dunque, l’Agenzia delle Entrate riconosce la deducibilità dei costi sostenuti per il car sharing, poiché “in conseguenza della possibilità di controllare, tramite gli strumenti inseriti sui mezzi, la durata e i chilometri percorsi dai clienti, le società di car sharing emettono fatture al termine di ogni utilizzo del tutto paragonabili, per analiticità e dettagli, ai documenti predisposti (o che dovrebbero essere predisposti) dai conducenti dei taxi”.

Essendo i servizi di car sharing forniti da soggetti professionali la qualificazione dei proventi trova applicazione anche per la disciplina Iva e, pertanto, è detraibile al 40%.

Articolo a cura di Pietro Teofilatto, presidente della sezione noleggio a lungo termine di Aniasa

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia