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Citroen 2 CV Concept fa centro al Salone di Parigi 2026: ecco com’è la E-Car

Citroen 2 CV Concept fa centro al Salone di Parigi 2026: ecco com’è la E-Car
La rilettura stilistica del modello originale convince, le dimensioni sono da citycar elettrica con Twingo e Spring tra le rivali. Insieme a Citroen 2CV Concept arriverà la E-Car Fiat

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48-90-26 potrebbero essere misure da top model (dell’auto da città), invece, sono i riferimenti storici di Citroen 2CV Concept, protagonista in casa Stellantis sul tema E-Car. Arriverà entro il 2028 e insieme al progetto con il marchio francese si farà almeno un’altra vettura, a marchio Fiat. Poi, chissà se ci sarà spazio per una terza visione, chissà se Jeep.

Restiamo all’attualità del Salone di Parigi 2026 per dire del 48-80-26, cifre ben in vista sul parabrezza e sul lunotto del Concept. Era il 1948 quando Citroen presentava a quell’edizione del Salone la 2 CV che avrebbe fatto la storia, fu la prima uscita di un’idea di vettura immaginata già nel 1936, poi messa in pausa dalla guerra. Era il 1990 quando venne prodotto l’ultimo esemplare. È il 2026 l’anno della rinascita.

CITROEN AL SALONE DI PARIGI 2026 CON LA SUA E-CAR

Con 2 CV Concept siamo davanti al progetto E-Car, un’auto che farà da collegamento tra il quadriciclo Citroen Ami e la C3 elettrica, come per Fiat lo sarà tra la Multiplina e Pandina. Misura appena 3,76 metri di lunghezza e si posiziona nel segmento A opposta a Dacia Spring, per intenderci e al modello gemello Renault Twingo. 

Lo stile è da applausi perché reinterpreta bene le forme della prima Deux Chevaux, che lo stile certo non lo poneva in cima agli imperativi di progetto. Piuttosto, fu il frutto di precise esigenze tecniche e funzionali. Oggi non servirà a molti di noi per “trasportare 50 kg di patate, viaggiando in quattro e con la capacità di affrontare anche strade sterrate“, perché inesistenti quelle asfaltate. Era la realtà di un 1948 e del decennio successivo, del dopoguerra e con le campagne francesi e i loro abitanti ai quali offrire un mezzo di prima e affidabile mobilità, che finì per determinare le richieste progettuali.

DESIGN SEMPLICE E COSTRUZIONE LEGGERA

Nasce all’insegna della semplicità il concept Citroen, anche per esigenze di contenimento costi e rapidità della produzione. Pannelli della carrozzeria i più piatti possibile, paraurti separati, prese di raffreddamento poste alla base del parabrezza, cerchi in acciaio (sebbene da ben 18 pollici). La modernità è nei tocchi delle luci a led e in una progettazione che punta a limitare il peso a 1.000 kg, perché una citycar ultraleggera consuma meno e, di conseguenza, necessità di minore energia (ergo, batteria più piccola, quindi meno costosa) per avanzare.

INTERNI

Costerà circa 15.000 euro e questo già lo sapevamo. Non conoscevamo le idee applicate allo stile e all’interno, dove i quattro posti sono ricavati su due panche anziché sedili singoli. Lo spazio portaoggetti è un cestino installato al pavimento, all’occorrenza estraibile come la panca anteriore e ritrovarsi un divanetto da esterni.

La radio? Radioen (crasi di radio e Citroen) è estraibile, ha un altoparlante e basta per l’abc della multimedialità, che a bordo ha anche un tablet-infotainment da 8 pollici, con tre manopole fisiche per regolare il climatizzatore, l’audio e l’intensità della ventilazione; poco più sotto, sfoggia la leva per selezionare marcia avanti, parcheggio e retro. Il volante monorazza è un altro richiamo alla Citroen 2 CV delle origini, mentre la strumentazione è rappresentata da un head up display compatto, alla base del parabrezza. 

Il modello che ha messo in auto le masse contadine della Francia del secondo dopoguerra aveva tra le proprie prerogative una robustezza e semplicità che non dovevano impattare su una comodità minima di base. Dovevi poterci portare anche delle uova, se necessario, in auto e senza romperle. Colpi di genio ripescati dai designer Citroen e traslati sul concept, dove il portauova (sei) c’è ed è ricavato dietro uno sportellino sul pannello della portiera. C’è di più: oltre alla versione M1E, autovettura, potrebbe arrivare un veicolo commerciale leggero, immaginiamo una sorta di derivazione van N1, presentata a Parigi e ribattezzata 2 CV Furgonette.

Ultima chicca, per una E-Car che sarà elettrica e garantirà “un’autonomia calibrata sull’uso quotidiano”, come anticipa Citroen (vuol dire almeno 250 km, guardando quanto offre la concorrenza diretta), il sound del clacson e del motore elettrico all’avvio: replicano i suoni della Duex Chevaux benzina.

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