Ma come si guida in montagna? E con un’auto ibrida, come si può sfruttare al meglio la tecnologia e perfezionare (o apprendere) lo stile di guida corretto? Va detto che le regole del “buon guidatore” – che poi è anche una pratica divertente, in grado di svelare una certa padronanza della tecnica di base del mezzo – sono tendenzialmente immutate a dispetto della tipologia di percorso.
Quindi, progressività delle accelerazioni, capacità di prevedere l’andamento del traffico e sfruttare le opportunità concesse dal percorso per veleggiare.
In montagna e con un’auto ibrida – soprattutto full hybrid e plug-in hybrid, ma con eccezioni utili anche per certi mild hybrid avanzati – si può mettere in atto un corredo di tecniche che aiutano a consumare davvero poco, sia carburante che meccanica del veicolo.
COME GUIDARE IN MONTAGNA, I CONSIGLI PER LE IBRIDE
Il primo consiglio assoluto da attuare riguarda proprio la gestione dei freni in discesa. Un’auto ibrida – specialmente PHEV – può recuperare tanta energia altrimenti dispersa dai freni sotto forma di calore.
È importante non arrivare a ridosso di una curva ad alte velocità per poi doversi “attaccare ai freni”. Gli effetti controproducenti sarebbero almeno tre:
- Primo: il rischio di andare lunghi.
- Secondo: stressare eccessivamente l’impianto frenante (dopo una serie di frenate intense, anche se l’auto non è a pieno carico, si innesca il fading e l’allungamento della corsa del pedale).
- Terzo: recuperare solo una minima parte dell’energia che sarebbe possibile immagazzinare nella batteria.
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FRENATA RIGENERATIVA AL MEGLIO
Per riuscirci, quindi, conoscendo il percorso o ricorrendo al navigatore, è opportuno iniziare il rallentamento molto in anticipo, sollevando il piede dal gas. Questo fa sì che l’auto veleggi e il motogeneratore elettrico provveda a rallentare l’auto attraverso l’effetto frenante dell’unità elettrica. La strumentazione vi darà anche la quota di watt o kilowatt “recuperati”, in quello che è il processo della frenata rigenerativa.

Anche azionando i freni si innesca una prima fase di recupero energetico, ma se l’azione è brusca, subentra molto presto l’azione dell’impianto idraulico. Pertanto, veleggiare in discesa, iniziando a rallentare molto in anticipo e sollevando il piede dal gas, assicura un prolungato effetto di frenata rigenerativa.
ACCELERAZIONI SOFT
Scenario opposto, quello dell’accelerazione. Le ibride full e plug-in possono contare su una spinta vigorosa del motore elettrico. Ma è anche il modo meno efficiente di guidare. La progressività paga sempre nel contenere i consumi. Quindi, consiglio numero 2: accelerare in modo molto dolce e progressivo, senza affondare il piede sull’acceleratore se non ce n’è davvero bisogno. Non solo consumerete meno (energia e benzina) ma risparmierete ai vostri passeggeri un mal d’auto assicurato e invettive varie su chi vi abbia dato la patente.
Altro consiglio utile attuabile su qualsiasi auto ma su un’ibrida vera con un effetto evidente sui consumi energetici: mantenete un’andatura la più possibile costante. Come nella marcia urbana, nelle ripartenze da fermo, guidare in montagna o su strade in pendenza, costringe i motori – termico ed elettrici – a dover spostare una massa importante dell’auto e farlo su piani inclinati.
Guidare a strappi, accelerando per poi frenare e ripartire, è il modo peggiore di gestire la guida in modo economico ed efficiente. Prendete la vostra andatura e non servirà accelerare come se foste in prova speciale di un rally tra un tornante e l’altro. Salvo casi eccezionali di pendenze molto accentuate.
Uno dei vantaggi della guida di un’auto ibrida in montagna è la possibilità che guidiate un veicolo molto probabilmente con cambio automatico. La frizione ringrazia.
MODALITÀ B E INTENSITÀ FRENATA RIGENERATIVA
Tornando per un istante sul recupero dell’energia in fase di decelerazione, molte auto ibride offrono la possibilità di un tasto “B” (Brake) o di variare l’intensità del recupero energetico (quindi, dell’effetto frenante).
Spesso, il tasto brake si rivela in un marcato rallentamento, al punto che in certi scenari di guida si rivela eccessivo e costringe a premere di nuovo il gas. Su discese molto ripide, lunghe e con tornanti, potreste trovarvi a vostro agio con un recupero energetico aggressivo.
In molti altri casi, se non avete la possibilità di variare l’intensità, potrebbe risultare troppo marcato il recupero della modalità “B” o equivalente. Pertanto, affinare lo stile di guida sulla normale modalità di frenata rigenerativa è già un ottimo risultato che, se padroneggiato al meglio, assicura prolungati recuperi energetici.

Questi consigli “di massima” è bene che vengano abbinati alla lettura della strumentazione di bordo, che vi informa sulla quantità di energia consumata e recuperata (in kilowatt), nonché sulla soglia di carica della batteria.
Al di là dell’estremo recupero di energia, si tratta di uno stile di guida fluido, poco stressante per la meccanica, sicuro e – insieme a manovre sullo sterzo soft – certamente apprezzato dai vostri passeggeri.
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