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5 consigli per non farsi rubare la moto

5 consigli per non farsi rubare la moto
In Italia crescono sempre più i furti di moto e scooter. Essere del tutto sicuri non è possibile, ma ci sono alcune accortezze che possono rivelarsi particolarmente utili contro i malintenzionati.

IN QUESTO ARTICOLO

Non va male come per le automobili, ma anche i furti di moto e scooter continuano ad aumentare in Italia. La percentuale di veicoli a due ruote sottratti ai legittimi proprietari è aumenta del 2% rispetto all’anno precedente, per un totale di 31.856 mezzi rubati nello Stivale. Sono i dati del più recente dossier elaborato da LoJack sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Interno sui motoveicoli.

Peggio di noi è messa soltanto la Francia che, così come rilevato dal Vehicle Crime Barometer europeo ci supera per una decina di migliaia di denunce. Oltralpe, però, i furti sono in calo, mentre dai noi aumentano. Così si può fare? Difendersi come meglio si può e seguire, ad esempio, 5 semplici consigli per cercare di proteggere la propria moto dai ladri.

Approfondisci: L’Italia è tra i paesi dove si rubano più auto in Europa

FURTI DI MOTOVEICOLI IN ITALIA

Degli oltre 30mila motoveicoli rubati in Italia, poco più di 13mila (pari a circa il 42%) è rientrato nelle mani del proprietario. I restanti 28mila e passa sono semplicemente spariti, probabilmente fatti a pezzi per alimentare il mercato nero dei ricambi o rivenduti all’estero, in particolare nei paesi dell’Est Europa. Vediamo adesso quali sono le aree e i modelli più a rischio.

Le regioni più a rischio

Le regioni più a rischio restano Campania e Lazio, seppur nella regione di Napoli i furti siano in netto calo (-10%), mentre Sicilia e Lombardia puntano a rubarle il primato. Ecco la classifica delle regioni con il maggior numero di furti nel 2023:

  1. Campania, 6.272 furti
  2. Lazio, 5.842 furti
  3. Sicilia, 5.298 furti
  4. Lombardia, 4.613 furti
  5. Toscana, 2.061 furti
  6. Puglia, 1.541 furti

Possono stare invece relativamente tranquilli i motociclisti di Basilicata, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia-Giulia, Marche, Molise, Trentino Alto Adige e Umbria. Sono loro le regioni meno soggette a furti.

Leggi anche: Città dove si rubano più auto al mondo, 8 su 10 sono italiane

I modelli più a rischio

I modelli di motoveicoli più rubati sono tutti scooter. Perché sono più diffusi (e dunque più richiesti nel mercato nero dei ricambi); dotati di sistemi di antifurto meno sofisticati e più leggeri, dunque facilmente caricabili su furgoni. Ecco i modelli più apprezzati dai delinquenti negli ultimi anni:

  1. Honda SH, 7.226 furti
  2. Piaggio Liberty, 2.332
  3. Vespa, 1.878
  4. Aprilia Scarabeo, 1.840
  5. Kymco Agility, 1.382

Dunque, quasi 1 scooter rubato su 4 è un SH. Modello più rubato e anche tra i più difficili da ritrovare: solo il 38% dei mezzi rubati torna al legittimo proprietario. Lo stesso avviene per le Vespa, recuperare solo nel 34% dei casi.

Scopri anche: La classifica dei modelli di scooter e moto più rubati

5 CONSIGLI PER PROTEGGERE LA MOTO D’ESTATE

Abbiamo visto i dati e non sono confortanti. Come fare allora per evitare che il proprio caro mezzo a due ruote finisca nelle mani sbagliate? Una preghierina, tenere il karma pulito e seguire questi forse banali ma sempre efficaci consigli.

1. Il parcheggio

L’ideale sarebbe, naturalmente, parcheggiare il proprio scooter in un’area privata. Il parcheggio condominiale o, ancora più sicuro, il proprio box al chiuso. Ma se un garage privato non lo abbiamo, è buona norma evitare zone appartate e poco illuminate. Lasciate sempre il vostro mezzo in aree ben illuminate, trafficate e popolate. E, sempre nel rispetto della legge (senza, ad esempio, ingombrare il marciapiede) è consigliabile tenere lo scooter lontano dal ciglio della strada, per evitare che venga irrimediabilmente caricato su un furgoncino e portato via.

2. L’antifurto

Gli antifurti meccanici sono tra i principali mezzi di protezione dai furti. E ne esistono di diverse tipologie, più o meno comode e più o meno sicure. Sconsigliamo il bloccafreno e il bloccadisco, sistemi di sicurezza leggeri e facilmente trasportabili, ma anche facilmente corruttibili dai labri più esperti. Ai malviventi fanno perdere tempo, ma non impediscono il colpo. Da usare, dunque, solo per soste breve in aeree ben popolate. Lo stesso vale per l’easyblock (simile al bloccadisco) che permettere comunque di sollevare e caricare la moto.

Gli antifurti più sicuri sono due: la catena e il D-lock. Iniziamo dalla cara vecchia catena, che resta lo strumento più affidabile, a meno che si scelga quella giusta. Ovvero una catena spessa e pesante, con un lucchetto di qualità che sia difficile da scassinare. La catena deve essere poi abbastanza lunga da agganciare lo scooter a un arredo urbano come una ringhiera o un palo. Simile alla catena è il D-lock, che blocca la ruota del mezzo e lo fissa a un palo o simili. Si tratta sì di oggetti scomodi e pesanti da trasportare, ma valgono la fatica.

3. L’allarme

Un’allarme sonoro non ha alcuna capacità pratica di impedire il furto del mezzo. Però può attirare l’attenzione di vicini e passanti, costringendo il ladro a mollare il colpo (o, per lo meno, a farsi ben vedere mentre lo compie). E, considerato che su Amazon se ne trovano anche a meno di 30 euro, tanto vale aggiungerlo al nostro sistema di sicurezza.

4. Il localizzatore

Di norma, se un mezzo non si ritrova entro le prime 48 ore dal furto, non si ritrova più. Può essere dunque senz’altro utile equipaggiare il proprio scooter di un antifurto satellitare o tracker gps. Vero che i ladri più moderni hanno imparato come disattivarli, ma restano utili perché di solito inviano un segnale allo smartphone del proprietario in caso di tentato furto.

5. Il telo

Infine, perché non tentarle davvero tutte. Perché, ad esempio, non coprire sempre e comunque il proprio scooter con un telo spesso e scuro. Forse ferma solo i ladri più tonti e distratti, ma non è già qualcosa?

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