L’imitazione è la più alta forma di adulazione diceva Charles Colton. E se è vero ciò che affermò l’eccentrico scrittore inglese, non ci sono dubbi che la Vespa Piaggio sia il mezzo a due ruote più adulato – e copiato – al mondo. Le copie del mitico scooter sono state così tante nel corso degli anni da portare il brand a registrare non solo nome e logo ma anche l’intera forma tridimensionale della Vespa.
Questo, però, non ha fermato gli imitatori. E la giustizia non è sempre dalla parte di chi arriva prima. A novembre 2023, l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale ha conferito alla società cinese Zhejiang Zhonzheng Industry il permesso di produrre il proprio scooter che, seppur l’Ue dichiari ricco di “numerose e significative” differenze al mezzo italiano è praticamente identico.
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TUTTE LE COPIE DELLA VESPA
Piaggio ha una intera squadra quotidianamente dedicata al monitoraggio dei brand e dei design registrati in tutto il mondo e, solo nell’ultimo biennio, sono stati più di 50 i marchi registrati da terzi cancellati perché copia evidente della Vespa.
Le versioni cinesi

Abbiamo già accennato alla cinese Zhejiang Zhonzheng, che a copiare la Vespa continua a provarci da anni, con la sua intera gamma. Ci sono i modelli Znen, Citizen, Revival e Ves. Più o meno massicci, più o meno spigolosi ma tutti, innegabilmente, “ispirati” alla Vespa. Al punto che Piaggio fu costretta a farli ritirare dall’edizione di Eicma nella quale furono esposti per la prima volta.
La versione indiana

Non è proprio una copia quella del brand indiano LML, ingaggiato per una joint-venture da Piaggio negli anni ’90, a collaborazione finita il marchio rileva legalmente stampi e diritti di produzione, ma non ovviamente i nomi commerciali. Così, ancora oggi è possibile acquistare la Star, che altro non è che una Vespa made in India.
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La copia brasiliana

Piaggio non è presente nel mercato brasiliano, per lo meno non ufficialmente. Perché, in realtà, il popolo carioca ha la possibilità di sfrecciare a bordo di una mitica vespa, sono che in quelle zone si chiama Bee ed è prodotta in Cina. Naturalmente senza il benestare del gruppo di Pontedera.
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