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Cop28: la “fuoriuscita” dai combustibili fossili ci sarà (entro il 2050)

Cop28: la “fuoriuscita” dai combustibili fossili ci sarà (entro il 2050)
Il testo finale dell'accordo della Cop28 di Dubai parla di "transition away”, cioè una fuoriuscita da gas, petrolio e carbone, da prevedere entro il 2050.

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Le parole sono importanti, e tra “phasedown” (riduzione graduale) dei combustibili fossili, come previsto nella prima bozza dell’accordo giudicata da molti insoddisfacente, e la più radicale  “phaseout” – cioè l’eliminazione delle fonti fossili –  si è scelto di usare la formula più soft “transition away”, cioè una fuoriuscita da gas, petrolio e carbone, da prevedere entro il 2050.

I colloqui sul clima della 28ª conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 28) si sono conclusi comunque con un “accordo storico” che ha visto per la prima volta i Paesi sottoscrittori prendere un impegno ad abbandonare tutti i combustibili fossili entro il 2050.

Lo ha annunciato il sultano degli Emirati Arabi Uniti e presidente della Cop Ahmed Al-Jaber, che è anche CEO della principale compagnia petrolifera emiratina.

GLI OBIETTIVI DEL GLOBAL STOCKTAKE

Il testo racchiude tanti aspetti. Resta l’indicazione di triplicare la capacità di energia rinnovabile e raddoppiare l’efficienza energetica al 2030.

La novità è il riferimento alla “fuoriuscita dalle fonti fossili nel sistema energetico in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico, in modo da raggiungere (le emissioni) nette zero entro il 2050 d’accordo con la scienza”.

Il progetto di accordo lascia libertà di scegliere il modo in cui “ridurre i combustibili fossili” responsabili di circa due terzi delle emissioni di gas serra.

Soddisfatto anche  il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che commenta così l’accordo:

“L’intesa raggiunta a Dubai tiene conto di tutti gli aspetti più rilevanti dell’accordo di Parigi e delle istanze, profondamente diverse tra loro, dei vari Stati, che tuttavia riconoscono un terreno e un obiettivo comune, con la guida della scienza. Per questo, riteniamo il compromesso raggiunto come bilanciato e accettabile per questa fase storica, caratterizzata da forti tensioni internazionali che pesano sul processo di transizione. L’Italia, nella cornice dell’impegno europeo, è stata impegnata e determinata fino all’ultimo per il miglior risultato possibile”.

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