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Il Governo offre bonus per le colonnine, ma ci sono più punti ricarica che auto elettriche

Il Governo offre bonus per le colonnine, ma ci sono più punti ricarica che auto elettriche
Il Governo stanzia nuovi fondi per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso domestico, colonnine o wallbox: fino a 1.500 euro di sconto per i privati.

IN QUESTO ARTICOLO

Oggi facciamo un altro passo in avanti nell’attuazione del programma che stiamo realizzando per accompagnare la transizione industriale ed ecologica del settore”: così il ministro Adolfo Urso annuncia il nuovo contributo del Mimit per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso privato. I cittadini che lo desiderano potranno accedere ad agevolazioni per l’acquisto e l’installazione di colonnine o wallbox.

IL BONUS PER LA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE

A quanto ammonta

Il bonus colonnine domestiche è parte delle misure incluse nel programma pluriennale per il settore automotive definite nel Dpcm di giugno 2026, a fronte di una dotazione di 68 milioni di euro fino al 2030.

Nello specifico, ai cittadini è concesso un contributo pari all’80% e fino a 1.500 euro per l’acquisto e la posa di infrastrutture di ricarica domestica per auto elettriche e plug-in hybrid. Ai condomini spettano fino a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici.

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Le spese coperte dal bonus sono:

  • acquisto e installazione di infrastrutture di ricarica ed eventuali opere edili necessarie alla posa e all’adeguamento della rete elettrica
  • progettazione e direzione dei lavori
  • sicurezza e collaudi
  • costi per la connessione alla rete elettrica e attivazione di nuovi POD

Per richiedere il bonus è necessario che le infrastrutture siano nuove di fabbrica e che siano state acquistate tramite forme di pagamento tracciabili.

Come e quando richiedere il bonus

Il bonus potrà essere richiesto sulla piattaforma dedicata di Invitalia, consultabile a questo link, a partire dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027.

L’accesso alla piattaforma, dove basta compilare il modulo della procedura guidata, può essere effettuato tramite Spid, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi.

Le tempistiche

Per l’annualità 2026 sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026.

Il bonus richiesto tra il 2027 e il 2029 coprirà le spese delle infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre della rispettiva annualità.

Per il 2030 sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2030.

Il commento delle associazioni

La misura è stata accolta con entusiasmo da Motus-E e definita “molto utile per accompagnare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia” dal segretario generale Francesco Naso. Ad essere apprezzato, in particolare, “l’accento posto dal Mimit anche a quelle che sono le opportunità per le filiere nazionali connesse alla transizione del settore dei trasporti”.

Come associazione abbiamo collaborato con il ministero per rendere la misura continuativa, a prova di futuro e semplice. Motus-E è sempre a disposizione delle Istituzioni per aiutare il Paese a essere protagonista dei grandi cambiamenti in atto nel settore automotive” conclude Naso.

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In Italia più colonnine di ricarica che auto elettriche

Ben vengano i bonus per le colonnine, ma sarebbero ben più utili quelli per l’acquisto (o per lo meno l’utilizzo, vedi alla voce leasing sociale) delle auto che a quelle colonnine dovrebbero ricaricarsi. Nonostante il sentire comune, in Italia le infrastrutture non mancano: stando agli ultimi dati, i punti di ricarica sfiorano gli 85mila nell’intero Paese, e la rete continua a espandersi.

Le auto elettriche, al contrario, hanno appena raggiunto le 400.000 unità, una quota inferiore all’1% del mercato totale.

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