Con il patrocinio di

Che cosa sono le Kei-car e perché le “macchinine” giapponesi sono una grande idea

Che cosa sono le Kei-car e perché le “macchinine” giapponesi sono una grande idea
Le piccole utilitarie nipponiche sono un fenomeno tipicamente giapponese che non conosce crisi. I loro meriti: non occupano spazio, sono economiche e tecnologicamente all'avanguardia

IN QUESTO ARTICOLO

Sono un segmento auto presente solo in Giappone, dove hanno un ruolo importantissimo. Parliamo delle Kei car, che in giapponese significa “veicolo leggero”. Agli occhi di un occidentale appaiono come un incrocio fra una scatoletta e un disegno dei cartoni animati, ma sono veicoli all’avanguardia e che rispondono a bisogni precisi.

Le Kei Car non devono essere più lunghe di 3,4 metri (per dare il senso delle proporzioni: la Fiat 500 misura 3.57 metri) più larghe di 1,48 metri né più alte di 2 metri. Inoltre, il veicolo deve essere alimentato da un motore di cilindrata non superiore a 0,66 litri.

Solo rispettando questi requisiti accedono a una legislazione più favorevole e tariffe assicurative più basse. Le Kei car sono quindi più economiche da comprare e da mantenere e rappresentano oggi il 34% del mercato auto giapponese. Secondo gli ultimi dati forniti da JATO Dynamics, le Kei car hanno venduto 1,17 milioni di unità in Giappone nel 2022. Per dare un’idea dei prezzi, la Honda N-Box parte da  1.428.900 yen (circa 11.300 euro).

LA NASCITA DELLE KEI CAR

Le Kei Car sono nate nel dopoguerra, come misura lungimirante del Governo giapponese che voleva promuovere lo sviluppo dell’industria automobilistica e rendere accessibili i prodotti a un numero crescente di cittadini.

La Subaru 360, detta “coccinella”, fu la prima auto della casa automobilistica giapponese Subaru, costruita dal 1958 al 1971.

Le Kei Car risolvono in parte anche il problema della congestione stradale. Infatti, in Giappone per possedere un’auto è necessario dimostrare di avere uno spazio di parcheggio. Le ridotte dimensioni delle Kei car permettono di richiedere spazi minori.

Leggi Anche: Il Giappone vuole essere leader dell’elettrico

In questo specifico segmento di mercato la competizione tra i vari produttori è molto forte e questo ha portato a migliorare costantemente il contenuto tecnologico, con soluzioni poi introdotte su tutta la gamma di vetture prodotte dal costruttore: dall’aria condizionati al cambio automatico, dai motori turbo ai sistemi di navigazione. Ora sono un segmento chiave per l’elettrificazione.

TIPICAMENTE GIAPPONESI

Nessuno “straniero” produce Kei Car, l’offerta è tutta di marchi giapponesi e rivolta in maggior parte al mercato interno.

Esistono anche Kei car commerciali leggere (le vetture destinate ad uso privato hanno targa a fondo giallo con numeri in nero, mentre per le piccole Lcv i colori sono invertiti).

Leggi Anche: 7 auto talmente brutte che sono diventate iconiche

Leader nella produzione di queste vetturette è Daihatsu, che detiene circa il 30% del mercato. Segue Suzuki, nota a livello mondiale per le sue utilitarie. In terza posizione c’è Honda, che ha anche realizzato la Kei car più venduta nel 2022: la Honda N-Box.

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE