Il mercato automobilistico italiano chiude la prima metà del 2026 con un segno nettamente positivo, dopo la contrazione registrata nel 2025. È quanto emerge dalla nuova edizione dell’Osservatorio Credit & Mobility, realizzato da Experian in collaborazione con UNRAE, che fotografa un settore in cui il credito al consumo si conferma la leva principale di accesso alla mobilità: circa l’80% delle auto nuove e usate viene acquistato con il supporto di un finanziamento, una quota stabile rispetto all’anno precedente ma che continua a certificare quanto il credito sia strutturale, e non accessorio, nelle dinamiche di vendita del comparto.
Per Armando Capone, Amministratore Delegato di Experian Italia, la transizione verso veicoli più efficienti sta modificando anche le dinamiche di accesso al credito: trattandosi di modelli che richiedono spesso un investimento iniziale più elevato, il mercato risponde con richieste di finanziamento di importo maggiore e con una diffusione crescente delle durate più lunghe, soluzioni che permettono alle famiglie di sostenere la spesa in modo graduale.
“L’Osservatorio Credit & Mobility – evidenzia Andrea Cardinali, Direttore Generale UNRAE – offre una lettura integrata di un mercato vivo e in evoluzione che però, a cinque anni dalla fine dell’emergenza Covid, soffre ancora un gap del 13,5% rispetto ai volumi del 2019. Il primo semestre dell’anno ha mostrato segnali positivi, beneficiando degli incentivi di fine 2025, ma il secondo si preannuncia molto più debole, rendendo ancora più urgente una visione di politica industriale di lungo periodo. Nella transizione energetica, l’Italia resta fanalino di coda in Europa, con una quota BEV che è circa un terzo rispetto alla media dei 30 mercati continentali: un ritardo che riflette l’inadeguatezza delle necessarie condizioni abilitanti strutturali – infrastrutture, fisco, incentivi, costo dell’energia – senza le quali la transizione continuerà a stentare”.
I dati dell’Osservatorio Credit & Mobility – Experian e UNRAE
Nei primi sei mesi dell’anno le immatricolazioni di auto nuove raggiungono le 946.296 unità, in crescita del 9,8% sullo stesso periodo del 2025, mentre le richieste di finanziamento con finalità auto salgono del 6,7%.
A trainare la ripresa sono soprattutto due fattori: la crescita strutturale della domanda di ibride, che sfiorano ormai il 50% delle immatricolazioni (44% un anno fa), e il contributo degli incentivi del MASE sulle elettriche pure, che innescano un balzo del 77,5% nelle immatricolazioni BEV, pur restando su una quota di mercato dell’8,4%.
Bene anche le plug-in hybrid, a +85,1% e al 9% del mix, mentre benzina (-17%) e diesel (-25,5%) proseguono il proprio declino strutturale.
Finanziamenti più lunghi per auto di fascia superiore
I consumatori orientano le proprie scelte di finanziamento verso la sostenibilità della rata mensile, privilegiando durate più estese per accedere a veicoli di fascia superiore. La durata 3-4 anni resta la più richiesta, con il 35,3% dei contratti, ma crescono in modo significativo anche le fasce intermedie e lunghe: +11,6% per i finanziamenti 4-5 anni, +10,3% per quelli oltre i 5 anni. Le durate brevi, 2-3 anni, arretrano invece del 6%.
Parallelamente si registra uno spostamento verso fasce di prezzo più elevate: i veicoli tra 25.001 e 35.000 euro guadagnano oltre due punti percentuali nelle immatricolazioni, arrivando al 31,3% del mix, senza che questo sia accompagnato da un aumento significativo dei prezzi medi di segmento.
La quota maggiore di finanziamenti resta comunque concentrata nella fascia 15.001-25.000 euro, con il 37,4% delle richieste, mentre i finanziamenti per veicoli oltre i 50.000 euro calano del 22,8%, segno che gli acquirenti del segmento premium ricorrono sempre meno al credito. Le rate mensili si concentrano tra 250 e 500 euro (60,8% dei contratti), con preferenza per una maxi-rata finale da 15.000 euro nel 29,6% dei casi.
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Il Sud accelera, le donne protagoniste della ripresa
Uno dei dati più rilevanti del semestre riguarda il riequilibrio territoriale: le regioni meridionali e insulari crescono ben oltre la media nazionale, seppur partendo da quote più contenute.
Sicilia (+32%), Campania (+30,6%), Sardegna (+24,6%) e Puglia (+23,2%) guidano l’incremento delle immatricolazioni, con un andamento analogo anche sul fronte dei finanziamenti. Il Centro-Nord resta comunque dominante in termini di volumi assoluti, con Lombardia, Lazio e Toscana ai primi posti sia per immatricolazioni sia per richieste di credito, e il Trentino-Alto Adige in testa grazie alla spinta del noleggio.
Sul fronte demografico, le acquirenti donne emergono come protagoniste della ripresa, con immatricolazioni a +13,7% e finanziamenti a +12,4%, entrambi sopra la media nazionale. La crescita è trasversale a tutte le fasce d’età, ma spicca la fascia 30-45 anni (+14,3% nelle immatricolazioni) e, sul fronte del credito, il forte incremento dei giovani 18-29 anni (+14,9% nelle richieste di finanziamento), che pesano proporzionalmente più nel credito che nelle immatricolazioni.
Usato stabile, ibrido in forte crescita
Il mercato dell’usato mostra invece un quadro di sostanziale stabilità: nei primi cinque mesi dell’anno i trasferimenti di proprietà calano lievemente (-1,8%, per un totale di 1.335.993 unità) e le richieste di finanziamento arretrano dello 0,8%.
Anche qui, però, si registra una crescita strutturale dell’ibrido, che segna un +26,5% nei passaggi di proprietà e sale al 12,2% di quota, sostenuta dalla progressiva maturazione del parco circolante immatricolato negli anni precedenti. Le elettriche usate crescono ancora di più in termini percentuali (+37,1%), pur restando marginali (1,4%). Anche nell’usato si consolida la preferenza per finanziamenti a lungo termine, con la durata oltre i 5 anni che diventa la scelta più diffusa (42,7% dei contratti, +5%).
Il noleggio, motore silenzioso della ripresa
All’interno di questo quadro, il noleggio si conferma un vettore chiave della trasformazione del mercato.
Il segnale più esplicito arriva dalla classifica regionale delle immatricolazioni: il Trentino-Alto Adige guida la graduatoria con il 17,2% del totale nazionale (proprio grazie alla spinta del noleggio possiamo immaginare), un dato che riflette la concentrazione in regione di alcune realtà specializzate nel breve e medio termine e che da anni pesa in modo determinante sulle statistiche territoriali di immatricolazione.
Il fenomeno va letto in parallelo con la tendenza, trasversale a tutto il mercato, verso l’allungamento delle durate contrattuali e verso una gestione più pianificata della spesa per la mobilità: le stesse logiche che orientano l’acquisto a rate verso rate più sostenibili e durate più lunghe sono, di fatto, il terreno su cui il noleggio a lungo termine costruisce da anni il proprio vantaggio competitivo, offrendo canoni fissi e prevedibili senza immobilizzo di capitale.
In un contesto in cui i veicoli elettrificati richiedono investimenti iniziali più elevati e in cui le famiglie e le imprese cercano soluzioni per diluire l’impegno finanziario, il noleggio si propone sempre più come alternativa strutturale al credito al consumo tradizionale, in particolare per l’accesso a ibride, plug-in ed elettriche di fascia media e alta.
Veicoli commerciali: meno immatricolazioni, investimenti più ambiziosi
Il comparto dei veicoli commerciali leggeri, fino a 3,5 tonnellate, registra invece una flessione delle immatricolazioni del 6,9% (85.524 unità) e dei trasferimenti di proprietà dell’1,4%. I dati sui finanziamenti raccontano però una dinamica diversa: le imprese investono importi crescenti per unità, con un’espansione del 55,6% nelle fasce di importo superiori ai 50.000 euro, mentre si allungano anche le durate contrattuali, con i finanziamenti oltre i 5 anni in crescita del 39%.
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