Il mercato globale dell’auto non è più tornato ai livelli pre Covid, mentre il noleggio a lungo termine sì, ed è uno strumento di acquisizione sempre più diffuso.
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Ciò non vuol dire che il noleggio sia esente da crisi o difficoltà, ma solo che non segue le stesse identiche logiche del mercato auto. Innanzi tutto perché la maggior parte dei clienti sono aziende, che non hanno diverse dinamiche di acquisto rispetto ai privati.
AUTO, PIL E NOLEGGIO
Dopo la pandemia, la produzione di veicoli si è disaccoppiata dal PIL globale, registrando una crisi molto più acuta a partire dal 2019. Lo si vede bene da questo grafico di Bain&Company (fonte: Analisi Bain su dati S&P Mobility, Gen 2025, Banca Mondiale):

Il disaccoppiamento è stato ulteriormente aggravato da fattori aggiuntivi come il chip shortage e la crisi logistica.
Da allora l’industria automobilistica globale è rimasta sostanzialmente in stagnazione (recessione in alcune regioni). In Italia, il 2024 del mercato auto si è chiuso con un -0,54%.
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Nel 2024, l’economia globale ha registrato una crescita moderata, con un’espansione del PIL mondiale stimata tra il 2,6% (secondo la Banca Mondiale) e il 3,1% (secondo le stime Ocse).
In questo scenario, il PIL dell’Europa cresce dello 0,8%, un dato che però non riflette uno stato di salute generale dell’economia, ma è la media di due realtà che si muovono ormai da due anni in direzioni opposte: bene i comparti legati ai servizi e al turismo, male il comparto industriale, per le note difficoltà che incombono sul sistema produttivo.
Le crescita del noleggio a lungo termine
Alla fine dello scorso anno, il settore del noleggio a lungo termine in Italia ha superato il milione e duecentomila veicoli in flotta, grazie a una crescita netta di 76mila unità (dati Rapporto Aniasa).
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Nel terzo anno post-pandemia il noleggio a lungo termine ha ormai stabilizzato un ritmo di crescita media sugli 86.000 nuovi contratti all’anno, in linea se non leggermente superiore a quelli medi del periodo pre-Covid a partire dal 2016, anno in cui iniziò una vera ripresa dopo un lungo periodo di stasi iniziato con la crisi Lehman e proseguito con quella legata al debito sovrano italiano.
Questi dati tendenziali medi confermano quanto il sistema sia legato fortemente all’andamento generale dell’economia, ancor più che alle oscillazioni del mercato auto. Infatti, analizzando le immatricolazioni di nuove auto, osserviamo come il 2024 abbia visto una contrazione del NLT del 18%, pari a 75mila unità in meno, in un mercato auto di poco sotto la linea di stabilità.
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