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Dazi e prezzi, quali conseguenze? MG non interverrà (per ora)

Dazi e prezzi, quali conseguenze? MG non interverrà (per ora)
La reazione dazi-incremento dei prezzi non sarà immediata e potrebbe esserci un effetto rinviato nel tempo, perlomeno a leggere tra le righe della posizione MG, con Saic il gruppo più penalizzato nell'applicazione dei dazi

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Attivato il protezionismo sul fronte delle auto elettriche prodotto in Cina (da costruttori cinesi e da costruttori altri), resta una zona grigia che rischia di rilevare – per volumi in prospettiva – più del tema elettrico. I dazi provvisori e compensativi, infatti, non si applicano alle auto ibride.

Per Byd come per Saic (gruppo del quale fa parte MG), nessun impatto sulle strategie di prezzo e appetibilità dei modelli termici elettrificati. Byd che ha lanciato il suv Seal U PHEV, MG con l’interessante 3 Hybrid+ e una nuova generazione di HS in arrivo nel corso dell’anno. Un fronte, quello delle ibride, dove il vantaggio competitivo e di approvvigionamento tecnologico delle case cinesi non è rilevante quanto sul terreno dell’elettrico a batteria.

DAZI AUTO ELETTRICHE E AUMENTI DEI PREZZI

Restando in casa MG, al momento non sono previsti incrementi di prezzo ai listini delle elettriche. È quanto risalta dalla posizione espressa dal marchio in Francia e dalla divisione italiana, come riporta l’agenzia Reuters. Al momento, nessun intervento. Ciò non toglie che possano arrivare correzioni al rialzo in futuro. Specificando la posizione sul mercato francese, MG ha uno stock di elettriche (MG4) sufficienti a far fronte alla domanda “almeno fino al mese di novembre”. Data in cui la Commissione europea dovrà convertire i dazi provvisori in misure permanenti. Non è da escludere che un dialogo con il governo cinese possa portare a ritocchi delle misure in vigore dal 4 luglio.

MG QUASI IL 50% DI DAZI

Al 10% di dazi sull’export in Europa di auto elettriche, si sommano gli interventi di correzione alla concorrenza voluti da Bruxelles. Saic sopporta il peso maggiore, con il 37,6% che, sommato al 10% già esistente sulla produzione extra-europea di auto, porta a oltre il 47% di dazi. Byd dovrà sostenere un 17,4% sommato al 10%, misura relativamente blanda e giustificata dal grado di collaborazione all’indagine avviata nell’ottobre del 2023 dall’Europa sui sussidi statali ricevuti in Cina dai costruttori.

Leggi anche: Byd a noleggio anche con Ayvens

Resta il dato di fondo di una leva sul fattore prezzo che è in mano ai player cinesi, attraverso la quale potranno compensare in parte l’incremento dei dazi e contenere eventuali correzioni al rialzo dei listini.  

Detto di Dacia che non prevede aumenti al prezzo della Spring (made in Cina), anche le produzioni Tesla e BMW nei distretti industriali sotto l’egida di Pechino subiscono dazi pari al 20,8% – pari al dovuto da parte di Nio – oltre il valore di base del 10%.

Se aumento dei prezzi ci sarà, pare essere uno scenario spostato nei prossimi mesi, perlomeno a leggere tra le righe della posizione MG. Quanto ad altri costruttori, secondo l’analista Tu Le, riportato da Politico.eu, “Byd se l’è cavata con una bacchettata sulle mani”.

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