L’Agenzia delle Entrate si è espressa in merito al trattamento economico delle biciclette ad uso promiscuo, in particolare con l’interpello 41/2026 dell’Agenzia inserisce le e-bike all’interno del piano di welfare aziendale, riconoscendo in particolare che non genera reddito imponibile per il dipendente.
Ecco cosa c’è da sapere riguardo IVA, deducibilità dei costi e tassazione in capo ai lavoratori per le biciclette a pedalata assistita.
Vieni al lavoro con l’e-bike? Ci guadagniamo tutti
Il motivo per cui secondo l’Agenzia la bicicletta non produrrebbe reddito imponibile è che, in quanto benefit, può rientrare tra le utilità sociali e servizi di welfare previsti dall’art. 51 del TUIR in quanto organizzato dall’azienda, legato a finalità di mobilità sostenibile e utilità sociale e non rappresenta una forma di compenso monetario.
Di conseguenza il valore dell’utilizzo della e-bike non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente: niente IRPEF e niente contributi previdenziali sul benefit.
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DEVI USARLA PER ANDARE AL LAVORO
C’è però un ma: il dipendente deve utilizzare la bici almeno in parte per il tragitto casa-lavoro e il suo utilizzo deve rientrare in un progetto aziendale di mobilità sostenibile.
Questo nesso funzionale è importante perché giustifica l’inquadramento del benefit come misura di welfare e non come compenso personale.
TRATTAMENTO IVA E IMPOSTE PER L’AZIENDA
Le e-bike con potenze uguali o inferiori a 250 W e velocità (in modalità assistita) fino a 25 km/h sono considerate velocipedi e non veicoli a motore, di conseguenza non si applica il regime di detrazione forfetaria del 40% previsto per i veicoli aziendali e l’IVA non è detraibile.
I costi sostenuti dall’azienda per il leasing delle e-bike però sono deducibili dal reddito d’impresa, se inseriti in un piano di welfare.
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