Quella dei veicoli commerciali leggeri elettrici potrebbe presto o tardi passare dall’essere una nicchia di mercato ad una fetta importante delle vendite alla spina per gli OEM automobilistici. In fondo, non esiste ancora una Tesla degli LCV. Sembra un futuro ancora troppo lontano (nel primo quadrimestre 2023 gli elettrici puri sono fermi al 3,6% del mercato, dati Unrae), ma le Case auto stanno dimostrando un certo interesse.
Il mercato dei veicoli commerciali leggeri cresce costantemente in Europa (circa il 4% anno su anno), ma si prevede un ulteriore aumento grazie al boom delle attività di consegna dell’ultimo miglio grazie alla curva di crescita dell’e-commerce che non si è ancora arrestata (7% all’anno). La stessa sorte potrebbe toccare anche al trasporto più pesante, che dovrebbe però puntare più sull’elettrificazione ad idrogeno.
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I vantaggi degli e-LCV sulle auto elettriche
Il mercato della spina dovrebbe raggiungere il 40% entro il 2030, anche grazie ai nuovi concorrenti checostringono i produttori “storici” (più che altro occidentali) a investire, cercare partnership e tagliare i prezzi.
Ci sono indubbiamente vantaggi nel passaggio all’elettrico per una flotta di veicoli commerciali leggeri.
Nell’elettrificazione di un parco auto, l’autonomia dei veicoli elettrici è un discrimine fondamentale e per questo al momento le flotte aziendali si sono più orientate verso soluzioni ibride. La percorrenza media dei Veicoli Commerciali Leggeri, però, non è altissima: si parla di circa 150-160 km al giorno, magari entro i confini cittadini per quanto riguarda l’ultimo miglio. Percorrenze del tutto in linea con la batteria.

Oltre a questo, la vera differenza con le auto è che gli LCV non hanno dimensioni compatte da poter stare alle colonnine cittadine, così come spesso non c’è tempo di lasciarli in carica durante la giornata. La soluzione più ottimale e più efficiente dal punto di vista sia logistico che economico, è che un LCV elettrico parta al mattino con la carica massima, sufficiente per coprire tutta la giornata. Di buono, spesso i mezzi di questo tipo tornano in sede per il carico, se non a fine giornata comunque la mattina e con un’infrastruttura di ricarica adeguata (e una buona pianificazione dei rientri in sede) non avrebbero nessun problema di ricarica.
Ci sono poi dei vantaggi tecnici: i veicoli elettrici sono generalmente più stabili (concentrano il peso sulla parta più bassa); hanno grande capacitò di carico grazie ad un vano completamente sfruttabile e piatto, dimostrano di sopportare masse più importanti.

Cosa stanno facendo i brand automotive per gli e-LCV?
Nel 2023, Stellantis ha rafforzato la sua posizione leader nel mercato italiano dei veicoli commerciali, raggiungendo il 45,5% di quota di mercato con un aumento del 21% nelle vendite. Di recente il numero uno del Gruppo, Carlos Tavares, ha chiarito la volontà di Stellantis di diventare leader globale, arrivando a superare Ford grazie ad un’offensiva negli Usa (a livello globale ha registrato una crescita del 15%, in Europa ha più del 30% del mercato).
L’abbiamo nominata: con una quota di mercato pari a circa il 14% del mercato, il solo Ford Transit Custom è il veicolo commerciale leggero più venduto in Europa. Considerando tutti i modelli del Brand, la quota di mercato in Europa è pari a circa il 15% e, come marchio unico, Ford è leader nel settore.

Nella classifica dei mezzi più venduti, con una quota di mercato del 6,6%, Mercedes-Benz Sprinter è secondo in Europa e la divisione LCv cresce di circa l’8% all’anno (risultati finanziari 2022). Mentre Volkswagen ha quadruplicato le sue immatricolazioni di e-LCV, 29.300 unità (9,2% delle vendite totali).
Renault e Volvo hanno annunciato una nuova joint venture dedicata agli e-LCV, Flexis, che dovrebbe aggiornare la gamma attuale e condividere le tecnologie con un investimento di 600 milioni di euro in totale.
Con la prossima gamma Iveco debutterà l’architettura e-LCV firmata Hyundai, una piattaforma dedicata a mezzi dalle 2,5 alle 3,5 tonnellate. Kia dal canto suo si prepara a produrre 150.000 unità all’anno a partire dalla metà del 2025, grazie ad un investimento di oltre 700 milioni di euro.
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