Nonostante le varie controversie che la circondano, l’AI di Elon Musk salirà a bordo delle vetture Tesla. Grok, questo il nome dell’intelligenza artificiale sviluppata dalla società del magnate xAI, è infatti al centro di diverse critiche (e anche di qualche inchiesta, come quella europea avviata dal Commissario irlandese per la protezione dei dati): dall’account @Grok sul social network X di Musk sono state create e pubblicate diverse immagini di deepfake sessualmente espliciti, in alcuni casi anche riguardanti minori.
Non solo, perché ci sono stati anche dubbi avanzati sulla gestione dei dati e della privacy degli utenti. Un problema che la società ha “arginato” limitando la possibilità di generare immagini ai profili non a pagamento, un servizio che resta a disposizione di chi ha una subscription.
Ovviamente le funzionalità specifiche che Grok dovrebbe mettere in campo sui veicoli sono diverse da quelle per i social network: l’AI potrà dare comandi di navigazione su richiesta del conducente, impostare destinazioni, modificare percorsi in tempo reale o trovare punti di interesse. Tra le possibilità offerte ci sarà anche la consultazione del Manuale d’uso e manutenzione del veicolo, fornendo consigli utili su buone pratiche, utilizzo ottimale, suggerimenti per la manutenzione e interpretazione degli avvisi sul cruscotto. Ma ci sono dei “ma”.
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Grok sulle Tesla: forse avremmo dovuto pensarci un attimo
Sottolineiamo che Grok non è l’unico sistema generativo interessato da problematiche relative privacy e rispetto delle normative comunitarie, un esempio è Clothoff, ma anche che le immagini sotto accusa prodotte dall’AI di Musk non si possono liquidare con un semplice “se il prompt (ovvero i comandi che le vengono dati) dell’utente è quello di creare immagini di nudo non è colpa dell’AI”, dal momento che come detto il problema non è il nudo di per se, ma la tutela di volti reali, di persone reali, utilizzate per questo tipo di contenuti.
Detto questo, e proprio a fronte di questo, pur nell’utilità che una AI rappresenta a bordo di una vettura, per velocizzare alcuni processi e migliorare l’esperienza a bordo, forse sarebbe stato utile pensarci un po’ di più.
Ci riferiamo nello specifico alle “personalità” disponibili per il proprio assistente (selezionabili dal volante e dal touchscreen della vettura): oltre alle modalità di Grok Assistente, Tutor di lingua, Narratore, eccetera, ci sarebbe anche quella Complotto (in inglese Conspiracy Mode) pensata per rispondere alle domande degli utenti con un approccio propenso alle teorie del complotto. Davvero non necessaria in un contesto in cui da complotti e fake news siamo già sommersi.
Alle modalità specifiche per bambini (Storie per bambini e Quiz per bambini), poi se ne affiancano però alcune “solo per maggiorenni” (e viene da chiedersi a chi altri dovrebbero essere indirizzate, dal momento che alla guida di una vettura c’è, per forza di cose, sempre un maggiorenne. O forse l’AI riconoscerà un passeggero minorenne? Chissà): e allora Grok può parlarci con tono Scatenato o Motivazionale, anche Polemico, Romantico e addirittura Sexy.
Però c’è par condicio (più o meno) la voce sexy non è necessariamente quella femminile: oltre ad Ava ed Eve si possono selezionare anche Leo, Rex e Sal.
SU QUALI TESLA È DISPONIBILE GROK
La distribuzione di Grok avverrà sui veicoli Model S, Model 3, Model X e Model Y idonei. Per abilitare e utilizzare Grok, è necessario anche disporre di un abbonamento a Premium Connectivity o una connessione Wi-Fi stabile. Le conversazioni, segnala Tesla, sono anonime per la Casa e non associate al veicolo, per garantire la privacy del proprietario.
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