Davanti a più di trecento tra addetti stampa ed investitori, il management Ferrari ha parlato della strategia aziendale della Casa di Maranello e dei prossimi obbiettivi di mercato. Parola d’ordine solidità e ampliamento di gamma ed investimenti, ma forse nessuno è ancora pronto per vedere su strada Ferrari ricaricabile.
Serviva una Ferrari elettrica?
Anche se bisognerà aspettare i primi mesi del prossimo anno, la prima Ferrari alimentata da una batteria ha iniziato a farsi conoscere tra gli addetti ai lavori. Sarà una quattro porte, con quattro posti, quattro motori elettrici, una mega batteria dalla potenza ancora sconosciuta ed un’autonomia promessa di oltre 530 chilometri. Velocità massima? 310 chilometri orari, d’altronde nessuna Ferrari può viaggiare sotto i 300 km/h anche se priva di cilindri e pistoni. Non avrà il sound di una V12 naturalmente, ma gli ingegneri del Cavallino Rampante stanno lavorando anche per far cantare anche un auto elettrica. Nonostante sarà una delle elettriche più divertenti da guidare, se non la più divertente grazie ad una meccanica avveniristica, parlare di autonomia e di ricarica di una Ferrari non è facile da digerire per appassionati e non.
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Crollo in Borsa (quasi) immediato
A poche ore dalla presentazione del nuovo piano industriale e dell’elettrica, il titolo Ferrari è precipitato del 15,4% in Borsa, perdendo istantaneamente circa 12 miliardi di euro di capitalizzazione. Una caduta che ha interessato anche Exor, azionista di riferimento con il 21,2%, in calo del 9% per oltre 2,5 miliardi bruciati. L’amministratore delegato Benedetto Vigna ha parlato della solida strategia di crescita, strategia che però non sembra essere stata apprezzata degli investitori, soprattutto per le stime basse al 2030 visti i “soli” 9 miliardi di euro di ricavi previsti. A tutto questo si è aggiunta la prima Ferrari elettrica che è riuscita a scaldare i cuori agli appassionati ed è così che la dura legge del mercato ha colpito l’azienda italiana.
Le dichiarazioni
“L’elettrica sarà un’aggiunta all’offerta dei modelli di gamma. Un’opportunità per allargare la nostra base clienti. Nel 2030 l’offerta di prodotti sarà per il 40% con motore tradizionale, 40% ibrida e 20% elettrica”, spiega Benedetto Vigna che prevede in futuro anche un secondo modello. “La nuova Ferrari elettrica testimonia ancora una volta la nostra volontà di progredire coniugando rigore tecnologico, creatività del design e maestria artigianale” sottolinea il Presidente John Elkann che conferma “un impegno totale dell’azionista di riferimento verso il gruppo e verso l’Italia”. “Che sia ben chiaro: questa per me è una questione personale. Mi impegno in qualità di presidente, di azionista di maggioranza, e soprattutto nel nome di una passione che per me dura da tutta una vita: quella per Ferrari”.
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