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Filosa a tutto campo, alla politica chiede interventi su energia e lavoro

Filosa a tutto campo, alla politica chiede interventi su energia e lavoro
Dall'impegno su Cassino alla possibilità di una terza E-Car a Pomigliano, passando per Termoli: l'a.d. Stellantis ha presentato alle Commissioni parlamentari la visione del Gruppo sull'Italia, segnalando limiti noti

IN QUESTO ARTICOLO

Alle Commissioni parlamentari Attività produttive della Camera e Industria del Senato, Antonio Filosa ha presentato di fatto il piano industriale Fastlane 2030, visto da una prospettiva strettamente italiana. Ovvero, gli impegni sui siti produttivi, gli investimenti – da ultimo quello da 5 miliardi in ricerca e sviluppo tra 2026 e 2030 -, le discussioni in atto su Cassino dove verrà individuato un partner con il quale lavorare su tecnologia e riempimento della capacità produttiva, senza attuare sovrapposizioni. 

PRODUZIONE INDUSTRIALE IN ITALIA: IL CARO ENERGIA

Ha parlato di quel che farà Stellantis in Italia, con i dossier caldi di fabbriche come Mirafiori e Termoli, oltre a Cassino. Ha anche sottolineato i punti critici, sui quali la politica deve intervenire e che non possono diventare “un’abitudine” per il sistema industriale del Paese. Il costo dell’energia e il costo del lavoro sono temi non nuovi e l’a.d. del Gruppo ha presentato i numeri ai parlamentari delle due Commissioni. Nel 2025 Stellantis, per la produzione italiana, ha pagato l’energia a 205 euro per megawatt/ora, contro un costo di 100 euro in Francia e di 90 euro in Spagna. Differenze insostenibili e con un percorso che Stellantis ha già avviato per vedere riconosciuto lo status di industria energivora e i relativi vantaggi.

L’energia incide direttamente per il 6% nella produzione di un’auto, il 75% sono componenti, il 10% è lavoro tutto il resto sono costi logistici e altri dettagli. Nella produzione dei componenti l’energia può valere il 6% o molto di più. Pensate all’alluminio, in tutte le operazioni necessarie alla lavorazione comporta un dispendio enorme di energia e l’alluminio è un materiale più richiesto e più caro.

Se riusciremo ad agire sul valore dell’energia agiremo su quel 75% di costi. Agire sull’energia, direttamente sul 6%, diventa un’efficienza immediata. Diventa fondamentale riuscire a replicare quello che vediamo in Spagna”, le parole di Filosa nell’indicare la direzione per ridurre i costi della produzione.

MISURE SUL CUNEO FISCALE

Sul tema costo del lavoro, invece, la richiesta è di un intervento sul cuneo fiscale: “Non chiediamo di pagare meno i lavoratori o avere salari minori, vediamo altri Paesi che riescono ad avere livelli di flessibilità sul costo del lavoro maggiori. Con il decreto legge Primo maggio, con il cuneo fiscale, qualcosa di è mosso. L’appello è di essere creativi, con soluzioni che non impattino su quello che ricevono i nostri operai, ma sul costo della produzione e del lavoro”.

PRODUZIONE: TRE E-CAR A POMIGLIANO

Fin qui i desiderata per supportare l’impegno del Gruppo in Italia, con Filosa – accolto in audizione con tutt’altra predisposizione da parte dei parlamentari rispetto all’audizione nel 2024 di Carlos Tavares – che ha aggiunto contenuti e dettagli a quanto già noto dal piano Fastlane 2030. Ad esempio, a Pomigliano d’Arco potrebbe arrivare un terzo modello E-Car, oltre ai due già annunciati e attesi con elevati volumi produttivi. L’auto elettrica europea, con prezzi da 15.000 euro e dimensioni da citycar è vista come un’occasione per la produzione italiana e per il mercato, considerata la domanda storica di vetture piccole nel nostro Paese. Filosa ha sollecitato l’Europa perché adotti al più presto la normativa che porti all’entrata in vigore delle regole sulle auto M1E, oltre a quella relativa al Made in Europe.

CASSINO NON SI VENDE, TANTOMENO MASERATI

A Melfi verrà prodotta l’Alfa Romeo di segmento C, Melfi che sarà uno dei poli della fascia di media-alta gamma insieme a Cassino e Modena. Su Cassino, le sorti dell’impianto e di Maserati sono legate a doppio filo. Il restyling del Grecale verrà assemblato dal 2027, attualmente si lavora a versioni speciali di Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre a dicembre con la presentazione del piano industriale su Maserati avremo i dettagli sui modelli ammiraglia: suv e berlina. “Nel 2027 introdurremo la nuova Maserati Grecale, è un passo in avanti verso l’aumento della produzione. Nei prossimi mesi inizieremo a lavorare su serie speciali Alfa Romeo e su importanti aggiornamenti di prodotto della Giulia e della Stelvio. Introdurremo due ammiraglie e citerò dei nomi che evocano nomi bellissimi. Quelli che chiamavamo Biturbo, Quattroporte e, recentemente, Levante. 

Non abbiamo ancora comunicato il piano industriale perché stiamo negoziando con due partner che possono portarci tecnologie, sviluppo e una serie di importanti idee sulle quali puntare nel futuro. Maserati non è in vendita, Cassino non è in vendita: possono arrivare partnership produttive e di sviluppo”, ha chiarito Filosa. Ergo, dovrà attuarsi una collaborazione in stile Dongfeng in Francia o Leapmotor in Spagna: joint venture con Stellantis al 51%, partner industriale al 49%.

NUOVA 500 NEL 2030

Quanto a Mirafiori, la domanda sulla Fiat 500 ibrida non è ancora all’altezza delle prospettive, che indicavano 100 mila vetture all’anno. Nel 2030-2031 arriverà la nuova generazione, che Filosa ha confermato sarà ancora multienergia – elettrica e benzina – e con più varianti di carrozzeria. Oggi è berlina tre porte, berlina 3+1 e cabriolet.

TERMOLI, CAMBI E MOTORI GSE AL POSTO DELLA GIGAFACTORY

Il capitolo motori vede per l’impianto di Termoli, dopo la cancellazione di fatto dei piani sulla gigafactory, l’assegnazione dal prossimo settembre della produzione dei cambi eDCT, necessari alle vetture mild e plug-in hybrid del Gruppo. Insieme a Metz e Mirafiori sarà uno dei tre impianti produttivi, per volumi complessivi nell’ordine del milione e mezzo di trasmissioni dai tre siti. Inoltre, Termoli continuerà a fare i motori GSE, i piccoli Firefly 1.0 mild hybrid attualmente montati su Pandina e 500 Hybrid.

AVANTI TUTTA SULL’AUTO MADE IN EUROPE FATTA COSÌ

Infine, un passaggio importante è giunto sul tema delle auto Made in Europe, normativa in discussione presso il Parlamento europeo, all’interno dell’Industrial Accelerator Act, e con diversi punti ancora da mettere a fuoco. Stellantis, con Volkswagen e Renault ha rivolto una richiesta che, pur confermando il 70% di contenuto minimo di componenti prodotti in Europa, lo bilanci con una presenza sul mercato europeo del 70%. Ovvero, il 70% di modelli venduti sui 27 Stati membri deve avere componenti per il 70% prodotti nel medesimo perimetro geopolitico.

Auto Made in Europe alle quali la normativa concederà l’accesso prioritario alle campagne di incentivi all’acquisto previste dagli Stati membri e sarà uno status che vincolerà la partecipazione alle commesse di fornitura degli appalti pubblici, oltre a rilevare per il mondo flotte. 

Sul made in Europe, è un’opportunità che non possiamo perdere. È un primo importante strumento per una politica industriale europea che rafforzi l’industria e per proteggere i milioni di posti di lavoro”, ha commentato Filosa. “La sua attuazione deve essere basata sul concetto di premialità (segnatamente i Gruppi auto chiedono incentivi all’Europa per localizzare la produzione, più cara, nei 27 Stati membri; ndr) e va rivista la tempistica prevista per installare batterie prodotte in Europa.

Prevedere la produzione di celle in Europa dopo il 2030 ci sembra realistico e fattibile. Il Made in Europe ci auspichiamo possa essere attuato il prima possibile. Dobbiamo impegnarci con un’unica voce italiana e con altri Stati membri, una normativa europea che supporti le piccole auto e i veicoli commerciali leggeri”.

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