Aniasa si è naturalmente spesa in prima persona con i rappresentanti del Governo per fargli capire la miopia della scelta di cambiare le aliquote dei fringe benefit delle auto aziendali, senza neppure attivare delle clausole di salvaguardia e dare il tempo alle aziende, e ai loro driver, di adeguarsi alla nuova disciplina fiscale.
Gli alti dirigenti che guideranno auto con emissioni di CO2 di oltre 190 gr/km (supercar e big suv insomma…) avrebbero un risparmio di 700 euro per sé e altri 400 di contributi Inps per l’azienda, coloro che guideranno auto con emissioni tra 160 e 190 gr/km pagherebbero poco di più rispetto a prima mentre la così detta classe media invece un aggravio di oltre mille euro per il driver e di 600 euro per l’azienda.
Con aumenti medi stimati per dipendente di 1600 euro. E tutto ciò, stima sempre Aniasa, comporterà 80mila auto immatricolate in meno nel 2025, pari al 5% del mercato auto totale. Per un minor incasso per l’Agenzia delle entrate di circa 120/130 milioni di euro. Stima sempre Aniasa. Una situazione preoccupante per il comparto, di cui abbiamo chiesto conto proprio al presidente dell’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, della Sharing mobility e dell’Automotive digital Alberto Viano.
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FM: Una scelta miope, che penalizzerà il mercato. E le aziende della filiera.
AV: Le aspettative sono certamente di un grosso rallentamento che andrà a colpire tutti i segmenti del noleggio. Dopo tre anni di ottimi risultati le Case avranno un surplus di produzione, con prezzi che verranno necessariamente compressi (a noi alcuni fleet manager ci hanno detto che sono tornate ottime offerte per il mondo btob sulle motorizzazioni elettrificate, ndr). A cui si aggiunge un rallentamento economico generale. Sono quindi i Costruttori quelli che soffriranno di più anche per queste decisioni. Oltre i dipendenti che avranno un aggravio in busta paga. Il contrario di quanto annunciato dal Governo soprattutto per il segmento medio e per i ‘grandi viaggiatori’ che continueranno a guidare termico. Molto meno le società di noleggio che, anche con i contratti allungati, continueranno a offrire i propri servizi. Anche se questa “solita” incertezza dovuta non solo al cambio di normativa ma a un dibattito troppo lungo per le clausole di salvaguardia sta generando una ulteriore attesa. E l’effetto sule immatricolazioni lo vedremo da aprile. Mese in cui incorporerà definitivamente la nuova normativa del fringe benefit.
FM: Ma questa scelta è proprio tutto negativa?
AV: Certamente no. Ma lo è perché si va verso a una tecnologia non matura. Il Plug in ha un costo superiore. Anche nell’utilizzo. Le aziende non lo faranno, sono troppo costosi. La scelta di favorire l’elettrico, e qui siamo tutti d’accordo, e il Plug-in invece, ad esempio, del full hybrid è perché probabilmente si vuole che si vada a emissioni 0 nei centri urbani. Ma solo qui parlando dei plug-in… Una scelta che dovrebbe incrementare un po’ il full electric ma attenzione al costo dell’energia, che sta subendo un boom alle colonnine. E che quindi vengono sempre meno utilizzate dai driver elettrici, rallentando gli investimenti sulla infrastruttura. E’ un cane che si morde la coda…
FM: E quindi si va a una deblacle del Fisco. Il contrario di quanto voluto
AV: I Tecnici hanno fatto i calcoli sulle immatricolazioni 2024, ma non sarà così. Nel mix delle immatricolazioni ovviamente ma, anche, come detto nei volumi. Vi saranno minori entrate su tutta la parte derivante da Iva e Ipt. Abbiamo stimato almeno 120 milioni di euro. Ma è una cifra che potrà essere ancora più alta.
FM: Fisco che aggredisce anche il tema Nota Spese. Un altro tema per le aziende.
AV: Altro tema interessante. E’ chiaro che è una scelta per andare a scovare spazi ei evasione o di elusione. Che, devo dire, vengono utilizzati anche dalla PMI per arrotondare un po’ le buste paghe dei dipendenti. E’ una scelta corretta per la Ue, ma in altri paesi del mondo è un po’ più difficile far accettare alcuni tipi di pagamento. Inoltre vorrei sottolineare: ma se c’è la fattura anche se pagata in contati, che problema c’è?
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