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Mi conviene di più l’auto in benefit o l’aumento di stipendio?

Mi conviene di più l’auto in benefit o l’aumento di stipendio?
La scelta è molto personale, legata soprattutto all'uso che si fa del bene-auto e alle prospettive di medio-lungo periodo: ecco a chi conviene l'auto in benefit e chi dovrebbe puntare sull'aumento di RAL.

IN QUESTO ARTICOLO

La scelta tra un’auto aziendale a uso promiscuo e un corrispondente aumento di RAL resta uno dei dilemmi più discussi da chi lavora in azienda. La scelta non è sempre libera (molto dipende dalla linea dettata dall’azienda, ma anche dal ruolo che si riveste, che influisce sulla convenienza o meno di una opzione sull’altra), ma quando lo è i fattori da tenere in conto sono diversi: RAL, contributi, liquidità, spese di acquisto, manutenzione e rifornimento, future contrattazioni. Insomma, ci sono tantissimi aspetti da prendere in considerazione.

Abbiamo cercato di metterli tutti in fila, soppesando pro e contro di scegliere un’auto benefit o un aumento di stipendio.

Auto benefit o aumento? La guida alla scelta

Un aumento di stipendio lordo passa per intero attraverso il cuneo fiscale e contributivo: contributi INPS, IRPEF a scaglioni e addizionali locali erodono parte dell’importo concordato, lasciando in busta paga solo una frazione della cifra lorda.

Il fringe benefit dell’auto aziendale segue invece una logica diversa: non si tassa il valore reale del veicolo, ma un imponibile convenzionale calcolato sulle tabelle ACI, riferite a una percorrenza standard di 15.000 km l’anno.

Prima di capire dov’è la convenienza tra aumento e auto benefit però è bene sottolineare la (oseremmo dire indiscussa) convenienza dell’auto aziendale su quella privata, per fugare l’iniziale dubbio nel caso si sia già in possesso di una vettura privata e si voglia prendere il considerazione la proposta dell’azienda di averne una in uso promiscuo.

Voce di Costo Segmento C diesel in proprietà Segmento C diesel aziendale
Ammortamento/ Svalutazione 5.000 € 0 €
Assicurazione (RC + Kasko) 950 € 0 €
Manutenzione e Gomme 700 € 0 €
Bollo 220 € 0 €
Carburante (15.000 km) 1.500 € 0 € (con carta carburante)
Tasse in busta paga (Irpef) 0 € 1.575 € (aliquota 35%)
TOTALE ANNUO 8.370 € (6.870 € senza carburante) 1.575 €

Supponiamo una segmento C diesel: applichiamo il costo chilometrico ACI stimato di 0,60 €/km da moltiplicare per i 15.000 km standard (= 9.000 €) e calcoliamo il Fringe Benefit al 50% (4.500 € l’anno). Con un’aliquota Irpef del 35% le tasse annue da pagare sono 1.575 € (35% di 4.500 €). Il risparmio rispetto all’auto privata è di 5.295 euro senza contare il carburante, 6.795 conteggiando anche la carta carburante.

Tassazione: auto vs. aumento

È bene ricordare che dal 2025 il criterio di calcolo è cambiato radicalmente: non conta più la fascia di emissioni dichiarata dalla casa automobilistica, ma il tipo di alimentazione del veicolo. Le aliquote applicate al costo chilometrico ACI sono il 10% per le auto elettriche, il 20% per le ibride plug-in e il 50% per tutte le motorizzazioni tradizionali, comprese le full hybrid. Una differenza che può quintuplicare l’imponibile a parità di modello, semplicemente cambiando l’alimentazione.

A completare il quadro c’è la soglia di esenzione IRPEF sui fringe benefit, fissata per il triennio 2025-2027 a 1.000 euro l’anno per i lavoratori senza figli a carico e a 2.000 euro per chi ne ha. Sotto tale soglia il benefit non genera tassazione aggiuntiva; sopra, l’intero valore concorre a formare il reddito imponibile. È qui che la differenza tra elettrico e termico diventa decisiva: un’elettrica resta spesso sotto soglia, un’auto diesel quasi mai.

Comodità o liquidità?

Al netto dei calcoli fiscali, la decisione ha anche una componente pratica che va oltre la busta paga.

Avere un’auto aziendale significa non doversi occupare di assicurazione, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, cambio gomme stagionale, e in molti casi anche del rischio furto: voci di spesa che, sommate, possono valere diverse migliaia di euro l’anno se sostenute privatamente. È il motivo per cui il benefit auto risulta quasi sempre più conveniente nel breve periodo rispetto a un corrispettivo aumento in busta paga.

Il punto critico riguarda però l’orizzonte temporale e la mobilità professionale.

Un aumento di RAL entra stabilmente nella retribuzione, fa base per il TFR, per i contributi previdenziali e per la capacità di credito valutata dalle banche in sede di mutuo; l’auto aziendale resta invece uno strumento di lavoro che si restituisce quando cambia il contratto.

Quanto tempo voglio restare in azienda?

Bisogna anche prendere in considerazione il tempo che si passerà in azienda: in caso di restituzione dell’auto assegnata prima della naturale scadenza del noleggio, alcuni accordi contrattuali possono far scattare penali (per le quali l’azienda potrebbe chiedere una rivalsa al dipendente dimissionario). È un elemento da considerare per chi prevede di cambiare lavoro nel breve periodo o teme di dover interrompere anticipatamente l’uso del veicolo.

RAL o auto in Fringe Benefit: un confronto concreto

Aumento RAL (4.000 € lordi) Auto mild hybrid benzina, aliquota 50% Auto elettrica, aliquota 10%
Costo chilometrico ACI (15.000 km/anno) 0,5020 €/km 0,4334 €/km
Valore fringe benefit tassabile annuo 3.765,00 € 650,00 €
Soglia di esenzione 1.000 € (senza figli a carico),
2000€ (con figli a carico)
1.000 € (senza figli a carico),
2000€ (con figli a carico)
Imposte e contributi stimati sul valore (IRPEF + contributi) circa 1.630 € circa 1.530 € (sull’intero importo, perché sopra soglia) 0 € (sotto soglia, benefit esente)
Netto/vantaggio economico stimato nell’anno circa 2.370 € circa 6.000 € (costo pieno evitato
meno le imposte pagate)
circa 6.500 € (costo pieno evitato,
nessuna imposta)
Effetto su RAL, TFR, contributi pensionistici, mutuo Sì, l’importo entra stabilmente in busta paga No, il benefit non è retribuzione
e si restituisce con l’auto
No, il benefit non è retribuzione e si restituisce con l’auto

*Per la tassazione dell’aumento di RAL abbiamo applicato l’aliquota marginale complessiva del 41% circa, comprensiva di IRPEF al 33% (secondo scaglione 2026, da 28.000 a 50.000 euro), contributi INPS al 9,19% e addizionali regionali/comunali medie.

Non esiste quindi una risposta univoca. Chi percorre molti chilometri per lavoro, chi non possiede già un’auto o chi preferisce azzerare i pensieri legati alla gestione del mezzo trova nell’auto in benefit un vantaggio concreto e immediato.

Chi invece guarda alla crescita di lungo periodo, valuta un cambio di lavoro nel breve periodo (in un’azienda che applicherebbe una rivalsa sulle penali in caso di conclusione anticipata del noleggio), o preferisce vedere il proprio potere contrattuale riflesso interamente nella RAL, potrebbe privilegiare l’aumento in busta paga, accettando una tassazione più pesante ma un beneficio che resta acquisito nel tempo.

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Fringe Benefit
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