Hanno chiuso la prima serata di Fleet Motor Day 2026, dopo un’introduzione a cura di Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company Italy – Responsabile Automotive, i vertici delle principali Case automobilistiche per un confronto diretto: il talk show “Tanto Rumore per Nulla?” ha messo a fuoco una trasformazione strutturale del settore automotive, dove la “geopolitica dell’auto”, i mercati, la gara alle tecnologie più innovative e l’importanza delle partnership internazionali hanno ridefinito strategie e modelli di business, con ricadute dirette, ovviamente, anche sul mondo noleggio.
Tanto rumore per nulla? Rispondono le Case
Ad aprire il quadro è stato appunto Gianluca Di Loreto, che ha fotografato un settore entrato in una fase di stagnazione dopo oltre quindici anni di crescita. “Il mercato dell’auto non crescerà più come in passato, è un fattore con cui bisogna imparare a convivere“, ha spiegato.
Il rallentamento globale, con Cina prossima allo zero e Europa e Nord America in contrazione, cambia radicalmente gli equilibri. In parallelo, l’ascesa dei costruttori cinesi introduce modelli industriali più efficienti: meno varianti, costi inferiori fino al 40% e cicli di sviluppo più rapidi. Un vantaggio competitivo che si riflette su prezzi e time-to-market, mentre fusioni e acquisizioni accelerano come risposta alla pressione.

Nel confronto tra i costruttori emerge una visione condivisa sulla complessità dello scenario. “Il mercato non è più prevedibile“, osserva Christoph Aringer, Amministratore Delegato Volkswagen Group Italia. Tensioni geopolitiche, inflazione e transizione normativa verso il net zero al 2035 impattano l’intera filiera. In questo contesto, cambia anche la domanda: cresce il peso del noleggio e delle formule d’uso rispetto alla proprietà, trainate anche dalla fiscalità. “Per noi il noleggio è centrale, soprattutto per il mondo business, con offerte dedicate e una gamma coerente con il mercato italiano”, aggiunge.
La trasformazione è anche culturale. Marco Buraglio, Amministratore Delegato Ford Italia, ha sottolineato come tecnologia e regolazione abbiano generato “un cliente confuso“, che fatica a orientarsi tra motorizzazioni e nuovi brand. La risposta passa da alleanze industriali e piattaforme condivise per ridurre i costi, senza perdere identità: “Dobbiamo restare competitivi, ma continuare a costruire auto che emozionino“. Un equilibrio delicato, mentre l’aumento dei player riduce ulteriormente i margini.
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Dal lato dei nuovi entranti, Kevin Cheng, Ceo di Omoda & Jaecoo Italia, ha evidenziato come l’Europa sia diventata un mercato chiave per i costruttori cinesi, spinti dalla saturazione interna e da barriere in altre aree. “Il noleggio è uno dei canali principali di ingresso: ci permette di costruire volumi e visibilità“. Un approccio che punta su elettrificazione e servizi verticali.
Sulla stessa linea, Marco Santucci, Managing Director Jameel Motors Italia, distributore di Geely e Zeekr, individua nella semplificazione un vantaggio competitivo: meno complessità industriale e commerciale, maggiore efficienza lungo tutta la catena del valore. “Semplificare significa ridurre costi e migliorare l’esperienza, per clienti e rete”. Un modello accompagnato da una crescente “europeizzazione” dei brand asiatici, tra centri stile e sviluppo locali.
Roberto Pietrantonio, Amministratore Delegato Mazda Italia, ha concluso richiamando invece l’importanza dell’identità di marca in un mercato affollato: “Quando la torta non cresce, le fette si riducono“. La risposta è una strategia selettiva, che combina alleanze globali e coerenza con il proprio DNA, mantenendo centrale il valore dell’esperienza di guida.
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