Tra i maggiori punti di forza dei costruttori cinesi c’è la velocità. Grazie a tecnologie disponibili in loco – in Cina si producono dalle batterie ai software – e a sostanziosi sostegni governativi, i brand asiatici sono in grado di immettere sul mercato nuovi modelli in un tempo quasi dimezzato rispetto a quello impiegato dai competitor europei. Per stare al passo, c’è chi ha già messo in atto una strategia che potrebbe permettere di sviluppare una nuova automobile nel giro di meno di due anni (prima ne servivano almeno 4).
Quanto tempo ci vuole per sviluppare un’auto
In Europa
Tradizionalmente, per sviluppare un nuovo modello di automobile, un costruttore europeo impiega dai 3 ai 5 anni. Così suddivisi:
6/12 mesi x concept e design
- Ideazione
- Schizzi e modelli
1/2 anni x progettazione ingegneristica
- Motore e sistema elettrico
- Telaio e sospensioni
- Elettronica e software
1/2 anni prototipi e test
- Crash test
- Test su strada
- Test in climi estremi
6/12 mesi x industrializzazione
- Preparazione fabbriche
- Produzione linee
- Omologazioni legali
I tempi si accorciano in caso di restyling che, di solito, riguardando esclusivamente cambiamenti estetici e tecnologici a una piattaforma già esistente, richiede massimo 1 o 2 anni. Mentre un’auto elettrica, che possiede meno componenti meccaniche, necessita dai 2 ai 4 anni.
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In Cina
I produttori cinesi impiegano tra 1 e 3 anni per introdurre un nuovo modello sul mercato. Appena 1 anno e mezzo in caso di modello costruito su una piattaforma già esistente. Perché? In primis grazie a una produzione autoctona di componenti come batterie, software e hardware. Alcune aziende, come ad esempio BYD, producono dalle batterie ai semiconduttori; le altre hanno accesso alle componenti prodotte da aziende locali e vicine, scampando dunque la lunga catena logistica cui sono sottoposte le industrie europee.
Le aziende asiatiche tendono inoltre ad essere caratterizzate da catene decisionali più corte e iter di approvazione più snelli. Infine, è abitudine dei costruttori asiatici lanciare sul mercato un modello non ancora perfetto, che sarà migliorato a lancio già avvenuto tramite aggiornamenti OTA.
La corsa contro il tempo di Renault e Volkswagen
“La Megane del 2021 è stata realizzata in 4 anni. Poi, è arrivata la R5 che siamo riusciti a progettare e costruire in 3 anni e nel 2026 la nuova Twingo sarà la prima auto europea ad arrivare sul mercato in 2 anni. Il colpo di scena arriverà con la prossima compatta Dacia elettrica che prenderà vita in appena sedici mesi” è la dichiarazione di Laurens van den Acker, capo design del Gruppo Renault.
Come ha fatto la casa francese ad acquistare tale velocità? Grazie all’Intelligenza Artificiale. “Negli ultimi tre anni abbiamo insegnato all’AI le caratteristiche dei nostri veicoli nel dettaglio per ciascun mercato. Parlo di regole di sicurezza, normative anti-inquinamento, materiali, tecnologie e costi. – spiega Van den Acker – Così ora partiamo da un disegno e le chiediamo di creare un modello nuovo che abbia un determinato stile e una certa dotazione tecnica. Questo ci consente di saltare tantissimi passaggi. Noi lo chiamiamo ‘Futurama’: un nuovo modo di fare automobili”.
Dietro Renault corre Volkswagen, che sta trasformando i propri processi industriali puntando a ridurre i cicli produttivi da 50 a 36 mesi. Il primo modello della nuova era dovrebbe essere la piccola elettrica ID.1, in arrivo nel 2027.
I vantaggi di una produzione fast
Di solito, sviluppare una nuova automobile costa ad ogni azienda fino a 3 miliardi di euro. Ridurre i tempi, secondo le stime Renault, abbatte del 53% i costi di validazione, del 41% quelli di sviluppo e del 26% quelli di industrializzazione. Prima il modello viene immesso sul mercato – e dunque messo in vendita – e prima la Casa inizia a guadagnare, rientrando dell’investimento iniziale.
Auto più veloci significa anche auto in grado di stare al passo con i tempi, intercettare e rispondere prontamente ai trend del settore e alle richieste dei clienti e equipaggiarsi delle tecnologie di ultima generazione.
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