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Fleet Motor Day 2026: il ruolo degli allestimenti business nella strategia delle Case

Durante la dodicesima edizione di Fleet Motor Day abbiamo intervistato i responsabili flotte delle Case auto per capire qual è la strategia adottata dai brand riguardo gli allestimenti: puntano alla semplificazione, rinunciando alle versioni business, o continueranno a proporre pacchetti per i driver corporate? Ecco cosa ci hanno raccontato.

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Dal confronto che abbiamo avuto con il mercato, in occasione di Fleet Motor Day 2026, emerge una direzione (quasi) comune: alleggerire le gamme senza impoverire il contenuto, eliminando o ripensando il ruolo degli allestimenti business.

Il quadro che emerge è quello di una semplificazione “intelligente”, condivisa trasversalmente dal mercato: meno varianti, maggiore contenuto di base e un riposizionamento del concetto di allestimento business. Sempre meno versione separata e sempre più parte integrante di un’offerta pensata, fin dall’origine, anche per le flotte. Per i fleet manager, questo si traduce in processi decisionali più rapidi, maggiore prevedibilità dei costi e, non ultimo, una migliore tenuta del valore nel tempo, ma anche in una consegna più rapida delle vetture.

La voce delle Case auto al Fleet Motor Day 2026

Per Ineos, KGM e Xpeng, rappresentate da Massimiliano Palestra, Sales Director & Network Development di ATFLOW, la scelta è netta: “la nostra proposta è assolutamente allineata a quella del mercato retail”. Le configurazioni, già complete e competitive, rendono superflua una declinazione specifica per il B2B: “non abbiamo la necessità di creare un allestimento business dedicato”, con l’obiettivo di risultare pienamente adeguati anche per le flotte.

Un approccio più strutturato è quello di Vincenzo Vavalà, Direttore Vendite di Audi Italia, che sottolinea come la semplificazione passi dalla razionalizzazione: “abbiamo cercato di razionalizzare molto la gamma”, mantenendo però la capacità di coprire esigenze diverse con allestimenti ad hoc. A questo si affianca una forte flessibilità tecnologica tra motorizzazioni tradizionali, ibride plug-in ed elettriche, elemento oggi centrale nelle scelte dei fleet manager.

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BYD punta invece su un’offerta “all-inclusive”: niente versioni depotenziate per il business, ma vetture complete fin dall’ingresso gamma. La semplificazione si traduce in trasparenza del TCO e maggiore tenuta del valore residuo, grazie a contenuti elevati e coerenti nel tempo.

Filippo Semeraro, Responsabile Flotte di Cupra Italia, evidenzia una strategia duale: elettrificazione diffusa – con plug-in su tutta la gamma – e introduzione mirata di versioni business su modelli chiave come Formentor, Terramar e Leon Sportstourer. Versioni pensate per il noleggio a lungo termine e il B2B, “molto facili da proporre” e da configurare, a beneficio sia del cliente sia degli operatori.

Per Ford Italia, con Massimiliano Napoli, Direttore Fleet & Remarketing, il focus è sull’ottimizzazione più che sulla riduzione: configurazioni coerenti con normative fiscali e bisogni B2B, senza rinunciare alla personalizzazione, soprattutto nei veicoli commerciali, dove gli allestimenti restano fortemente dedicati e costruiti in sinergia con allestitori specializzati.

Marco Santucci, Managing Director di Geely Italia e Jameel Motors Italia, ribadisce che la semplificazione “non avviene spogliando il prodotto”, ma includendo gli elementi chiave per valore residuo e comfort. In questo quadro si inserisce anche lo sviluppo di proposte business equilibrate, attrattive sia per l’azienda sia per il driver.

Hyundai Italia, con Roberto Pazzini, Head of Fleet & Remarketing, mette al centro l’ampiezza dell’offerta: dalla full hybrid all’elettrico puro, con declinazioni anche operative come le versioni N1 di Inster. Più che sugli allestimenti business, il focus è sulla capacità di coprire esigenze diverse di mobilità corporate.

Lynk & Co, come ci spiega Patric Holm, Vice President of Market Area Nordics & South del brand, adotta una logica di estrema semplificazione: poche configurazioni, alta dotazione di serie e possibilità di personalizzare solo elementi chiave. Un modello pensato per ridurre complessità e tempi di consegna, aumentando l’efficienza complessiva.

Leonida Leone, Direct Sales & Used Car Manager di Nissan Italia, evidenzia il superamento delle versioni business “impoverite”: oggi il cliente corporate ha aspettative simili al privato, con attenzione a tecnologia, design e sicurezza. La semplificazione diventa leva anche per migliorare i tempi di consegna.

Nicola Marsala, Business Director di Omoda & Jaecoo Italia, descrive una gamma a due livelli, Pure e Premium: già la base è “completa di tutti gli standard di sicurezza e infotainment”, quindi perfettamente adatta all’uso business, mentre la versione superiore intercetta esigenze più evolute.

Silvia Ronchetti, Fleet & Business Sales Manager di Polestar Italia, conferma l’assenza di versioni business dedicate: allestimenti già ricchi e una struttura che facilita configurazione e produzione, con benefici diretti sui tempi di consegna.

Virginie Vernay, Direttrice Vendite Flotte di Renault Group Italia, sintetizza una posizione chiara per i brand Renualt, Dacia e Alpine: “non abbiamo una linea business perché le nostre vetture sono già allestite per un uso corporate”, allineate alle esigenze delle flotte.

Leggi Anche: Le aziende del noleggio protagoniste di Fleet Motor Day 2026.

Škoda Italia, con Alberto Cestaro, Head of Fleet & Used Cars Business, mantiene invece una tradizione consolidata: le versioni Executive, “dedicate al cliente flotte”, offrono dotazioni complete e funzionali. Tuttavia, accanto alla standardizzazione resta spazio per la personalizzazione, soprattutto nei segmenti più alti.

In Stellantis, come spiega Fabio Mazzeo, Fleet & Business Manager, la strategia varia per brand: le versioni business vengono introdotte “quando necessario”, integrandosi con un’offerta già spesso adeguata al B2B. Centrale è il dialogo continuo con i clienti per adattare nel tempo prodotti e gamme.

Per Volkswagen, Alessandro Costantino, Responsabile Flotte e Usato, la logica è evolutiva: la tradizionale “Business” lascia spazio a versioni come Life e R-Line Plus, che con un sovrapprezzo contenuto concentrano i contenuti chiave, semplificando le scelte e sostenendo il valore residuo.

Infine, Volvo Italia, con Federico Cottafava, Corporate Business Manager, non propone allestimenti business dedicati, ma versioni entry level già in grado di coprire “l’80% o più” delle esigenze delle flotte, con sicurezza e sistemi ADAS inclusi di serie.

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