Alea iacta est, il dado è tratto: questo il titolo del workshop del Fleet Motor Day 2026. Perché i cambiamenti non sono più in atto, ma ormai avvenuti. Si è rinnovata – volenti o nolenti – la fiscalità dell’auto aziendale in Italia e si sono rinnovati i mezzi, spinti dalla transizione energetica imposta anche dalle istituzioni europee. Di tutto questo si è parlato nel corso del primo tavolo del Fleet Motor Day, che ha accolto sul palco Giuseppe Benincasa, Direttore Generale Aniasa, Andrea Cardinali, Direttore Generale Unrae, e Federico Antonio Di Paola, Presidente Best Mobility.
Leggi Anche: Fleet Motor Day 2026, com’è andata la due giorni dedicata a flotte e noleggio
La fiscalità resta il tema cruciale
Ad oggi, e tutti gli ospiti sono stati concordi, è la fiscalità la questione principale, quella che paralizza associazioni e fleet manager tra incertezze e forzature. Lo afferma chiaramente Giuseppe Benincasa: “Il tema fiscale è centrale per noi associazioni”. Lo è, perché quella italiana appare come “una tassazione pensata per chi deve incassare e non per chi deve pagare”. Il risultato è una situazione di stallo, tanto i costruttori quanto gli utilizzatori non sanno bene come muoversi, “l’incertezza attanaglia l’intera Europa”. Ciò che auspicano le associazioni di categoria, afferma il portavoce Aniasa “è che si possa riprendere a ragionare in maniera più completa”.

Ancor più dure sono le parole di Andrea Cardinali: “Il fisco è il peggior nemico, non c’è un elemento che non ne sottolinei l’atteggiamento punitivo. Il mantra dell’Agenzia delle Entrate è ‘è giusto essere ingiusti’”. Il Direttore Generale Unrae sottolinea in particolare l’anacronismo del sistema fiscale italiano, “la deducibilità odierna è basata su limiti impostati nel 1997, che non tiene in considerazione l’avvento dell’euro né il crescere dell’indice Istat”. Insomma, “la tecnologia va avanti e il fisco va indietro”, mentre le associazioni propongono “la rimodulazione delle aliquote sul precedente sistema basato sulle emissioni. Quello attuale ignora la neutralità tecnologica e si basa sulle motorizzazioni”.
Leggi Anche: L’impatto della nuova fiscalità sull’auto aziendale
L’appello delle aziende italiane
Di fronte a cambiamenti del genere, le aziende restano inermi. “Siamo la categoria che subisce le decisioni del Governo. – dichiara Federico Antonio Di Paola – E che, nonostante tutto, deve continuare a fornire il servizio di mobilità ai dipendenti”. Perché, spiega il Presidente di Best Mobility, “in Italia c’è la concezione che l’auto aziendale sia un benefit, invece è uno strumento di mobilità, che contribuisce anche a rendere più green la mobilità del Paese”.
I Fleet e Mobility Manager di Best Mobility auspicano “un sistema che includa diverse motorizzazioni in base alle esigenze” ma, più di tutto, chiede di avere un posto al tavolo decisionale. “Ci siamo anche noi, ascoltate anche il nostro parere” è l’appello che Di Paolo lancia alle istituzioni.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.