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Fleet Motor Day 2026: la telematica è un alleato di cui fidarsi

Le aziende di telematica presenti al Fleet Motor Day 2026 sfatano i falsi mitici su privacy e sicurezza, svelando le nuove potenzialità dell’IA.

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Tra gli attori dell’automotive presenti al Fleet Motor Day 2026 c’erano anche le aziende di telematica, il cui ruolo assume contorni sempre più ampi all’interno del mondo della mobilità aziendale. Seppur siano ancora molti i Fleet Manager che nutrono dubbi, in particolare per quanto riguardo privacy e cybersecurity. Tali dubbi sono stati prontamente sfatati dai portavoce del settore che hanno risposto alle nostre domande su sicurezza e IA.

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L’IA entra nel mondo della telematica

Seppur appaia ai più come una tecnologia a dir poco recente, il mondo della telematica conosce e sfrutta già da parecchi anni le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. “È qualcosa che utilizziamo in tutte le nostre soluzioni da parecchi anni, ed è parte integrante della nostra infrastruttura tecnologica” racconta Michele Cipullo, Go to Market Manager di Targa Telematics, che ci svela anche una nuova evoluzione dell’IA, quella genetica “che non si limita ad analizzare i dati ma mette in relazioni il risultato dell’analisi con il contesto e offre al Fleet Manager azioni e soluzioni concrete. Da telematica che descrive il passato a telematica che è attore importante per definire le azioni da compiere in flotta”.

Per Simone Costantini, Ceo di Fleet Support, l’Intelligenza Artificiale “trova una sua connotazione molto più permeante all’interno di quello che è il mondo dei servizi resi alle aziende in termini di analisi, pulizia e gestione del dato”. E “fondamentale” il suo utilizzo è considerato anche da Giampiero Eugeni, Business Development Manager di LoJack Italia. In IA Geotab, svela il Sales Manager Fabio Maio, “investe ogni anno più di 200 milioni di dollari” e i risultati sono evidenti, specie in termini di sicurezza: “Chi adatta soluzioni IA ha ridotto le collisioni di oltre il 28%”.

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La privacy non è un problema

Tra i Fleet Manager intervistati dalla nostra redazione, la gran parte di chi non adatta soluzioni di telematica lo fa per questioni di privacy. Un pregiudizio che i fornitori sono pronti a sfatare dati alla mano. “Tutti i veicoli che montano dispositivi telematici, – assicura Simone Costantini – possono escludere in maniera certa e certificata l’utilizzo di quei dati che in qualche modo potrebbero andare a ledere la privacy degli utilizzatori”.

Neppure in caso di furto e conseguente ricerca della vettura trapela alcun dato sensibile, così come spiegato da Giampiero Eugeni: “I nostri dispositivi sono dormienti, non danno preoccupazioni a livello di privacy. Continuano a non trasmettere la posizione pur dando al personale la possibilità di ricercare la vettura”.

Secondo Michele Cipullo è una questione di prospettiva: “Adottando un approccio differente e più coinvolgente nella fase di definizione del progetto le cose cambiano, è importante coinvolgere le rappresentanze sindacali fin dal principio e chiarire quali dati saranno raccolti, cosa si farà e cosa non si potrò fare con essi e, ancora, raccontare a dipendenti e sindacati i benefici che la telematica potrà apportare al lavoratore in termini di efficienza e sicurezza”. A tal proposito, è proprio un dialogo con istituzioni, costruttori, noleggiatori e non ultime associazioni sindacali quello auspicato da Fabio Maio.

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