La denuncia viene da Legambiente: nella legge di Bilancio 2024, per la prima volta dal 2017, non sono previsti fondi né per il trasporto rapido di massa, il cui fondo è stato definanziato, né per la ciclabilità e la mobilità dolce, né per il rifinanziamento del fondo destinato alla copertura del caro materiali per i progetti finanziati.
I FINANZIAMENTI TAGLIATI
La stessa legge riduce di 35 milioni lo stanziamento (nominale) previsto dalla legge di Bilancio 2023 per il Fondo per le infrastrutture ad alto rendimento (FIAR) e alloca per interventi di sicurezza stradale appena 29,3 milioni per il 2024, 30,3 per il 2025 e 26,3 per il 2026.
GLI 11,7 MILIARDI PER IL PONTE SULLO STRETTO
Dove sono finiti tutti questi finanziamenti? C’è un’infrastruttura che è stata finanziata per 11,7 miliardi di euro complessivi, con uno stanziamento di 780,1 milioni per il 2024, 1,035 miliardi per il 2025 e 1,3 miliardi per il 2026: il Ponte di Messina.
Leggi Anche: Ponte sullo Stretto, si riparte dal progetto approvato 11 anni fa
Questa dotazione sembra coincidere con la dotazione precedentemente programmata per il finanziamento annuale del Fondo nazionale per il Trasporto Rapido di Massa.
LE OPERE CHE MANCANO
Il Ponte sullo Stretto accentra da decenni attenzioni e fondi mentre rimangono incompiuti tantissimi interventi e opere pubbliche da realizzare nel settore dei trasporti, a partire dai territori direttamente interessati.
L’aspetto ancor più allarmante, denuncia Legambiente, è che l’87% degli stanziamenti infrastrutturali fino al 2038 riguarderanno il Ponte sullo Stretto, che toglierà quindi fondi e attenzioni alle vere opere fondamentali per il Paese, a partire da quelle in ambito urbano, impedendo in molti casi di essere realizzate.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
