Dove se non a Torino Automotive News Europe poteva scegliere di organizzare il suo congresso continentale – “la terza volta nel capoluogo sabaudo” sottolinea l’Associate Publisher & Editor di Automotive News Europe Luca Ciferri, che ha aperto la giornata di lavori – per parlare del futuro dell’auto. A Torino, certo, ma più precisamente al Mauto, al Museo dell’Automobile Torino: “un luogo che mi riporta alla mente tanti ricordi” il commento di John Elkann Chiarman ed executive director Stellantis premiato con il Centennial award dal publisher della rinomata testata
KC Crain. “Continua la legacy della famiglia, ma senza alcuna nostalgia del passato, guardiamo al futuro” ha proseguito Elkann.
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Elkann e le kei car a buon mercato
John Elkann, evidenziando il fatto che “tanti dei nostri ingegneri lavorano nella complaince, con 120 nuove regole a livello europeo da qui al 2030. Ma abbiamo bisogno di smart regulations per poter tornare a produrre auto a buon mercato. Nel 2019 c’erano 49 modelli che si vendevano sotto i 15 mila euro. Ora ce n’è solo una…” spiega Elkann, perciò sul palco dell’Automotive News Europe Congress chiede all’Ue di “approvare norme che consentano alle case automobilistiche di tornare a costruire piccole auto economiche e redditizie, simili alle kei car giapponesi, che là valgono quasi il 40% del mercato. Appena l’Europa darà il semaforo verde e saremo i primi a farla. Per noi è una grande opportunità“.
Elkann ha poi parole dolci per il neo Ceo del Gruppo Antonio Filosa, “Siamo molto forti negli Stati Uniti e in Europa, anche grazie a PSA. Ma il vero successo lo abbiamo avuto in Sud America. Anche grazie an Antonio (Filosa, ndr), il quale ha una gande empatia con le persone e avere un leader che capisce le persone con diverse culture è essenziale per una società multi-region come la nostra. E in più ha passione e conoscenza del settore...” dice il chairman della galassia Stellantis.
Infine Elkann afferma come il gruppo sia pronto per il futuro, con ben 40 nuovi modelli in pipeline, di cui 14 full electric, con una gigafactory per le batterie ma aggiunge anche che “oggi per l’ambiente sarebbe meglio cambiare i vecchi euro 1,2,3 e 4 che ancora girano in massa in Europa con euro 7 che passare da euro 5 o 6 a full electric“.
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La visione di Andrea Carlucci, Toyota Motor Europe
Dopo l’apertura con Luca Ciferri assieme a Phillipe Houchois, Managing Director di Jefferies International, Andrea Carlucci Vice President Product and Marketing Management di Toyota Motor Europe (foto sotto) ha voluto sottolineare come il mercato auto non deve essere “bianco o nero. E’ certamente un momento schizofrenico, ma già ci sono le tecnologie che abbassano le emissioni. E noi ne stiamo esplorando diverse, forse l’unica che le sta sviluppando tutte: dall’idrogeno, che testiamo anche a Le Mans, all’ibrido oltre all’elettrico. Ma dobbiamo seguire i nostri clienti in ogni mercato dove siamo e dove dobbiamo offrire una carline per ogni diversa esigenza dei vari paesi. Io ad esempio vivo in Belgio dove è stata spinta l’elettrificazione, soprattutto nelle flotte che contano per il 60% dell’immatricolato. Ma ora è tornato indietro. Quindi semplicemente noi dobbiamo avere la giusta flessibilità per le varie regole che ci sono nei diversi paesi”. Interessante poi quello che ha detto della sua stessa azienda, forse la prima a globalizzare le piattaforme per tutti i mercati, ma “con un design invece, come succede con il nostro Centro Design Europeo, capace di fare modelli che piacciono ai vari mercati“.

Hyundai e l’auto in Europa
Xavier Martinet, Presidente & Ceo di Hyundai Europe (foto sotto), a noi di Fleet Magazine ha sottolineato come Hyundai stia lavorando su tutte le motorizzazioni, “dove vorremmo avere più o meno lo stesso market mix” e su tutti i canali, anche quello corporate, con l’obiettivo di entrare “nella top tre in Europa, visto che lo siamo già globalmente”. Martinet ha poi aggiunto che il 70% delle Hyundai vendute in Europa sono prodotte proprio qui, e anche per questo piacciono a un cliente europeo, a cui ci vogliamo rivolgere “con le giuste motorizzazioni e i giusti segmenti. Vogliamo migliorare la nostra brand perception su tutti i canali, continuando a investire, perché l’innovazione paga”. E Martinet ha citato gli investimenti in Robotica e nell’Urban Air Mobility, oltre che nella intelligenza artificiale, “perché l’innovazione dà valor ai clienti“. E rispondendo a una nostra domanda sui cugini Kia ha detto: “siamo concorrenti, ma siamo dello stesso gruppo e usiamo le stesse tecnologie. Quindi se non comprate un Hyundai…comprate una Kia“.

A proposito di Kia…
Della “cugina” ha parlato Carlos Lahoz, Vice President Sales and Ownership Experience di Kia Europe (foto sotto) che ha commentato come questo sia un “pretty complex moment“, un momento molto difficile per il settore che ha visto due milioni di auto nuove “perse” dal Covid, per colpa soprattutto dell’aumento dei costi, per colpa del dell’aumento delle materie prime ma anche dei nuovi regolamenti e delle nuove tecnologie, che ha portato “gli stabilimenti europei a produrre al 70% delle loro capacità . Noi invece siamo al 100%, grazie anche al successo della EV3, di cui ne abbiamo già consegnate oltre 30 mila. Una killer application che ci ha permesso di crescere del 60% nelle vendite di auto elettriche. Sempre con un occhio alla profittabilità. E ora arriva la c-suv EV4 anch’essa prodotta in Slovacchia, e l’Lcv PV5, con un ottimo TCO, proposto in diversi allestimenti“. Grazie a tutto ciò, Kia è già nella Top ten dei costruttori in Europa.

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