La Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo si è imposta come obiettivo urgente la riduzione della burocrazia e, in quest’ottica, è al vaglio una strategia di revisione delle norme relative ai documenti di immatricolazione dei veicoli. Si punta a un certificato digitale e alla condivisione obbligatoria tra Stati membri di dati quali chilometraggio dei veicoli e revisioni.
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Verso il certificato di immatricolazione digitale
Il testo di riforma che mira a rendere i certificati di immatricolazione digitale per i veicoli “il formato principale di questo documento entro 3 anni dall’entrata in vigore delle nuove norme” ha incassato 39 voti a favore, un contrario e un’astensione al Parlamento Europeo ed è in attesa del sì definitivo dalla plenaria di Strasburgo, in programma a fine aprile 2026. Il testo lascia comunque la possibilità di utilizzo di una versione cartacea “per venire incontro alle esigenze dei cittadini con accesso o competenze digitali limitati”.
In pratica si parla dell’utilizzo di un codice QR che consenta un accesso immediato e verificabile alle informazioni essenziali del veicolo. Basterebbe dunque una registrazione elettronica per avere un quadro accessibile e consultabile di marca, modello e peso del mezzo, dati personali del proprietario, esiti delle revisioni periodiche ed eventuale cancellazione dell’immatricolazione. Il fine è quello di “contrastare le frodi, le pratiche dubbie nel commercio di auto usate e il traffico illegale di veicoli rubati”.
Obbligatoria anche la condivisione di dati
Oltre allo scambio di informazioni relative all’immatricolazione dei veicoli, al chilometraggio e ai risultati delle ispezioni periodiche e dei controlli su strada, l’Eurocamera aggiunge “l’obbligo di condividere i dati di telerilevamento e quelli relativi ai veicoli pesanti che sono stati manomessi“. Il tutto per garantire una tutela maggiore contro frodi e traffici illeciti. Con la condivisione obbligatoria tra Stati membri diverranno sempre più difficili pratiche illecite come manipolazioni del chilometraggio, truffe nel mercato dell’usato e traffico di veicoli rubati.
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