Non ci saranno più incentivi all’acquisto dell’auto nel 2025 e neppure (probabilmente) fino al 2030, a meno che il fondo automotive venga rifinanziato.
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I soldi degli incentivi, infatti, vengono da Fondo Automotive, tagliato dal Governo. I fondi all’automotive sono stati spostati sull’industria della difesa.
Cos’è il fondo automotive
Il Fondo Automotive, disciplinato dal Dcpm del 4 agosto 2022, è nato per sostenere la transizione energetica della filiera automotive. L’allora governo Draghi stanziò 8,7 miliardi di euro fino al 2030. Finora ne sono stati spesi 2,9.
L’attuale governo ha tagliato ben 4,6 miliardi. Restano quindi solo 1,2 miliardi da spendere fino al 2030. Si tratta della cifra di 200 milioni l’anno. Questo taglio dell’80% attende di essere confermato dalla legge di bilancio, che deve essere approvata entro il 31 dicembre.
Gli incentivi
Dal Fondo Automotive derivano anche gli incentivi per l’Ecobonus. Questo cambio di rotta mostra come il governo non sia intenzionato a sostenere investimenti per favorire l’acquisto di nuove auto.
Le risorse rimanenti non andranno a incentivare la domanda di auto, ma alla produzione.
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha detto che “Tutte le risorse andranno sul fronte degli investimenti produttivi con particolare attenzione alla componentistica che è la vera forza del Made in Italy”.
Questo non ha rassicurato i componentisti, rappresentati dall’Anfia, che sono in allarme e temono un impatto anche sul supporto pubblico alla filiera.
Tutto questo avviene in un contesto dove la domanda di auto continua a scendere. Nel frattempo gli ecobonus 2024 sono terminati nella fascia da 61 a 135 g/km, restano a disposizione quelli per le ibride plug-in (21-60 g/km), praticamente inutilizzati.
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