Ombra nera sul mercato auto, in un contesto che non promette miglioramenti. Gli ecobonus sono terminati nella fascia da 61 a 135 g/km, restano a disposizione quelli per le ibride plug-in (21-60 g/km), praticamente inutilizzati e infatti ad ottobre predono il -26,5%. Si aggiunge una Manovra Finanziaria per il 2025, in fase di definizione, che dovrebbe intaccare pesantemente il Fondo Automotive. E così pesano ancora di più i risultati negativi del mese di ottobre 2024, che vede una flessione sia del comparto Passenger Cars sia quello dei Light Commercial Vehicles, rispettivamente del 9% e del 16%.
Per le PC il passivo mensile sfiora le 13.000 unità e con appena 12.000 nuove targhe in più rispetto ai primi 10 mesi del 2023 la crescita è inferiore all’1%. Secondo i dati Dataforce, tutti i canali di distribuzione a ottobre sono in calo.
“Ha fatto scalpore la notizia del taglio dei fondi all’automotive, con tutti i principali attori della filiera stupiti per la, cito testualmente la voce dei sindacati metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm, ‘…fin qui ottima collaborazione tra la filiera e il governo.’”, commenta Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia. “Stiamo parlando dell’80% in meno, da 4,55 mld. a 1,2 mld., ricollocando risorse soprattutto nell’area della difesa. È vero che l’automotive ha un disperato bisogno di aiuto, quello che non condivido è che l’aiuto viene chiesto sotto forma di sussidi per ‘affrontare la sfida della transizione’ (cit. Ministro Adolfo Urso), senza mai mettere in discussione la madre del disastro che stiamo affrontando: la stessa transizione ecologica così come impostata dalle regole UE. Sono quindi contento di questo segnale forte, bene ha fatto il Governo a spostare risorse dove c’è mercato (chiediamoci perché oggi è la difesa), togliendole dove il mercato non risponde (facciamoci la stessa domanda sul bisogno assoluto dell’auto elettrica), dopo aver buttato altre centinaia di milioni di euro in incentivi senza realizzare alcuna crescita, anzi, col rischio di chiudere l’anno con un segno meno. Sono l’impianto normativo e le relative multe a dover essere cancellati, al più presto. Non mi spiego come mai, ancora, persone di livello, esperienza e competenze si comportino come mendicanti alla corte dei miracoli. Sono scossoni come questo utili a dare una svegliata a tutti quanti, in modo che si capisca che il mondo non sta andando nella direzione dei virtuosissimi ecologici europei ma in quello di guerre economiche e territoriali che rischiano di distruggere i valori che ci hanno portato a creare un benessere invidiato dal resto del mondo”.
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Mercato auto, ad ottobre 2024 solo 126.806 nuove auto
A ottobre sono state targate 126.806 automobili nuove (12.892 in meno rispetto allo stesso mese del 2023), con un saldo negativo del 9,23%. Nonostante la presenza degli incentivi all’acquisto, i Privati, seppur di poco, sono sotto la soglia di galleggiamento a -0,8%, con una market share in crescita che sfiora il 65% nel mese di ottobre, a fronte di una media annua del 58,2%.
Ancora peggio hanno performato il canale delle vendite dirette alle aziende (-11,01%) e delle auto-immatricolazioni (-22,42% e market share appena al di sotto del 10%).
Il canale che a ottobre (così come nel resto dell’anno) appare in maggiore difficoltà è però quello del noleggio a lungo termine con una flessione del 23,84%. Anche il breve termine è a -21,32%.
Nel cumulato, da gennaio a ottobre sono state targate 1.332.807 Passenger Cars, appena 11.992 in più rispetto ai primi 10 mesi del 2023, per una crescita dello 0,91%. Complessivamente i privati conquistano il 58,17% del mercato (2,3 punti in più), le aziende in acquisto diretto il 5,1%, i noleggi a lungo termine sono al 19,85% (ma a ottobre sono al 18,29%), i rent-a-car scendono a quota 5,48%, mentre le auto-immatricolazioni rimangono sopra l’11% (esattamente da gennaio a ottobre raggiungono una market share dell’11,4%).

L’unica certezza è il full hybrid
Le auto a benzina hanno fatto segnare una flessione vicina alla media: -8% e rimangono di poco al di sopra del 50% di quota (50,4%). Le diesel hanno registrato un calo del 13,1% (con le mild hybrid in leggera crescita).
L’unica alimentazione in costante espansione è quella full hybrid che a ottobre ha incrementato le immatricolazioni del 6,7%. Male, invece, le plug-in hybrid, nonostante la disponibilità ancora abbondante dei generosi ecobonus per le ibride alla spina: -26,5%. Anche questo mese l’impennata delle elettriche, che anzi perdono il 13,3%. Caduta libera delle auto a metano (appena 4 targhe nel mese), le gpl sono scese del 16,6%.
120 g CO2/km, malissimo
Le emissioni medie di CO2 delle auto immatricolate ad ottobre sono state di 120,5 g/km, in risalita rispetto a settembre anche a causa della performance negativa delle elttriche. La media del 2024 è appena più alta: 120,7 g/km, in un anno in cui l’obiettivo fissato dalla UE è di 116 g/km e nel 2025 calerà addirittura a 93,6 g/km.
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