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Incidente con il monopattino? Se non si trova il responsabile paga la società di sharing

Incidente con il monopattino? Se non si trova il responsabile paga la società di sharing
La nuova legge in Germania: le vittime di manovre o parcheggi errati non dovranno più identificare il responsabile per ottenere un risarcimento dagli operatori.

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In Germania è entrata in vigore una legge che introduce la responsabilità oggettiva (Gefährdungshaftung) per le società di sharing. Se il conducente non viene identificato, i gestori delle flotte, come Lime o Bolt, sono tenuti a risarcire i danni causati dai loro monopattini.

Le società di sharing sono considerate responsabili in quanto proprietarie del mezzo. Questo tutela i pedoni e le vittime di incidenti quando il responsabile del sinistro si dà alla fuga o non può essere rintracciato.

Il noleggiatore è responsabile dei danni causati dai propri veicoli

Le vittime investite da monopattini elettrici a noleggio sulle strade tedesche avranno più facilità a ottenere un risarcimento dagli operatori. La riforma elimina il bisogno di identificare sempre chi guida o chi parcheggia scorrettamente, rafforzando la protezione dei pedoni e degli altri utenti della strada.

A ridosso della sessione parlamentare serale in cui il Bundestag ha approvato in via definitiva la riforma della responsabilità civile per la micromobilità elettrica, la Ministra federale della Giustizia e della Tutela dei consumatori della Germania Stefanie Hubig ha dichiarato:

“Chiunque guadagni denaro noleggiando monopattini elettrici deve anche assumersi la responsabilità dei danni causati dai propri veicoli, pertanto, il Bundestag introduce la responsabilità oggettiva per il proprietario del veicolo.  Ciò significa che il gestore di una flotta di monopattini elettrici deve coprire i costi degli incidenti qualora non sia possibile individuare il responsabile effettivo”

Secondo il governo tedesco, gli incidenti con i monopattini elettrici sono cresciuti vertiginosamente: da circa 4.000 nel 2021 a quasi 8.000 nel 2024.

E in Italia?

Anche in Italia le società di sharing pagano inizialmente i danni a terzi tramite l’assicurazione, ma l’impianto legale si basa sulla responsabilità civile classica (Art. 2054 del Codice Civile).

In Italia la vera rivoluzione, dal 16 luglio 2026, è l’obbligo di assicurazione anche per tutti i monopattini di proprietà privata, che dovranno essere muniti di targhino identificativo e casco obbligatorio per gli adulti, allineando i privati a quanto le società di noleggio facevano già da anni.

Leggi Anche: Monopattini elettrici: targhino, casco ed assicurazione obbligatori dal 16 maggio

In Italia, l‘obbligo di assicurazione RC (Responsabilità Civile) per le flotte di monopattini a noleggio è sempre esistito sin dall’esordio del servizio nelle città.

Nell’uso del monopattino in sharing la polizza assicurativa per danni a terzi è già inclusa nella tariffa al minuto. La differenza è che, mentre la nuova legge tedesca si concentra sulla “responsabilità oggettiva” del gestore anche quando l’utente scappa o il mezzo è abbandonato, in Italia il meccanismo si basa sulle regole classiche del codice civile:

  • Se il conducente è identificato l’assicurazione dello sharing risarcisce la vittima e successivamente, se il conducente ha violato i termini del servizio (ad esempio guidava in due, era ubriaco o andava contromano) applica il diritto di rivalsa e può chiedere il rimborso dei danni direttamente al cliente.
  • Se il conducente scappa (Pirateria stradale) in Italia, per i veicoli tradizionali interviene il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Tuttavia, la giurisprudenza italiana sta ancora monitorando l’estensione di tale fondo ai monopattini.

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