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In Senato si parla di intelligenza artificiale e auto: ecco quanto varrà la guida autonoma

In Senato si parla di intelligenza artificiale e auto: ecco quanto varrà la guida autonoma
A Roma il confronto tra istituzioni, esperti e imprese sul futuro della mobilità: sicurezza, sostenibilità e nuove sfide per il lavoro al centro del dibattito. I dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility.

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Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale nel settore automotive potrebbe portare fino a 6,1 miliardi di euro di potenziali benefici complessivi in Italia entro il 2050, soprattutto grazie all’implementazione dei sistemi di guida autonoma. Non solo, perché l’utilizzo dell’AI è destinato semplificare e rendere più efficiente la gestione delle flotte aziendali.

Sono stati questi i principali trend emersi nel corso dell’evento ospitato dal Senato AI: innovazione al servizio della sicurezza e mobilità accessibile, promosso dall’Associazione di fleet e mobility manager Best Mobility. Nel corso dell’incontro, che ha visto la partecipazione di alcuni esponenti parlamentari, esperti e rappresentanti di aziende e Associazioni della filiera della mobilità, è stato delineato l’impatto dell’intelligenza artificiale sugli scenari futuri dell’intera industry della mobilità aziendale, tenendo in considerazione aspetti etici e di regolamentazione, di sicurezza e ambientali, ma anche le trasformazioni del lavoro.

L’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore fondamentale per la mobilità delle imprese, sempre più spesso utilizzato. Le flotte diventano così sempre più ‘intelligenti’, con benefici concreti in termini di efficienza, sostenibilità e sicurezza – ha spiegato Federico Antonio Di Paola, Presidente di Best Mobility, nel corso della giornata – Per le imprese significa poter prendere decisioni basate sui dati, ottimizzare i costi e migliorare l’esperienza dei dipendenti”.

Il futuro dell’auto con l’AI

Ad aprire i lavori sono stati i dati illustrati da Giulio Salvadori, Direttore Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, che ha evidenziato come l’automotive sia oggi il secondo settore, dopo il “tech”, ma prima di “aereospace&difence” e di “life sciences”, per livello di maturità raggiunto dall’applicazione dell’intelligenza artificiale lungo l’intera catena del valore: dalla ricerca e sviluppo alla fase di fabbricazione dei veicoli, passando per la vendita, l’utilizzo da parte dei consumatori, fino al post vendita.

Il settore della mobilità sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da sfide complesse, ma anche da grandi opportunità – ha affermato Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility – In questo contesto, la guida autonoma rappresenta una delle evoluzioni più significative per il futuro della mobilità, con un impatto diretto sulla sicurezza stradale. Riducendo o eliminando il fattore umano, i sistemi autonomi possono contribuire in modo decisivo a diminuire il numero di feriti per chilometro, le emissioni inquinanti e i costi sociali”.

Secondo i dati dell’Osservatorio (in collaborazione con Ipsos Doxa) oggi il 52% dei consumatori ha una percezione positiva dell’AI applicata ai veicoli. I principali vantaggi percepiti riguardano: maggiore sicurezza grazie alla prevenzione degli incidenti (indicata dal 38% del campione), ottimizzazione dei consumi (34%), manutenzione predittiva (33%).

Restano però alcune criticità: il rischio di malfunzionamenti dei software (temuto dal 35% dei rispondenti), la perdita di controllo del veicolo (33%) e la vulnerabilità ai cyberattacchi (30%).

Guida autonoma: il futuro è già tracciato

I dati illustrati da Salvadori hanno poi fotografato l’avanzata della guida autonoma, altro megatrend della mobilità: oggi il 54% degli italiani si dichiara pronto a utilizzare veicoli a guida autonoma, soprattutto per tragitti ripetitivi come casa-lavoro o spostamenti urbani in condizioni di traffico intenso. Secondo lo studio, nei prossimi anni lo sviluppo di robotaxi e servizi di mobilità condivisa autonoma potrebbe generare impatti significativi: -90% di feriti sulle strade, fino a 900.000 auto in meno nelle città e la riduzione di 41.000 tonnellate di emissioni inquinanti annue.

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Nel suo intervento Roberto Pietrantonio, Presidente UNRAE si è soffermato sugli aspetti normativi, evidenziando come: “L’AI Act rappresenta un passaggio importante, perché introduce regole necessarie su sicurezza, trasparenza e responsabilità. È fondamentale però che sia accompagnato da politiche industriali e strumenti di domanda che rendano queste innovazioni accessibili e sostenibili. Come UNRAE riteniamo che l’AI sia prima di tutto un’opportunità: per ridurre gli incidenti, migliorare l’efficienza e rendere la mobilità più sostenibile. Allo stesso tempo, dobbiamo evitare che un eccesso di complessità regolatoria rallenti l’innovazione o sposti altrove lo sviluppo tecnologico. La sfida è trovare un equilibrio: proteggere i cittadini senza indebolire la competitività europea. Perché il rischio non è avere regole, ma avere le regole migliori applicate a tecnologie sviluppate fuori dall’Europa.”

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