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Pink Mobility Day 2026: oltre ogni stereotipo, anche quelli dell’Intelligenza Artificiale

Da cinque anni Il Pink Mobility Day racconta come avvicinarsi a una reale parità di genere, in un settore ancora a larga parta maschile. Il tema scelto per il 2026 si è rivelato di estrema attualità: l’intelligenza artificiale.

IN QUESTO ARTICOLO

Quest’anno, il Pink Mobility Day ha affrontato un tema di stretta attualità: l’Intelligenza Artificiale. Un argomento che a prima vista potrebbe sembrare distante dalle tematiche consuete dell’evento – la partecipazione delle donne al mondo dell’automotive e della mobilità – ma non è così, perché l’AI non è neutra.

L’Intelligenza Artificiale generativa impara dai dati e, se i dati contengono squilibri e bias (legati al genere, ma non solo), rischia di replicarli e amplificarli, con conseguenze concrete su comunicazione, opportunità, carriere, selezione del personale, scelte organizzative.

L’evento si è svolto a Milano, giovedì 5 marzo al Talent Garden Calabiana, con il patrocinio del Comune di Milano, ANIASA, GBTA Italia, UNRAE, Valore D  e con il supporto di Car Clinic, Athlon, Fratelli Giacomel, Gattinoni, LKQ Rhiag, Stellantis Fleet & Business Solutions, Wayla, WPlanet e Xpeng.

L’importanza di esserci: Aniasa

Aniasa – associazione che rappresenta in Confidustria autonoleggio, sharing mobility e digital automotive – è sempre stata presente “dietro le quinte” anche nelle scorse edizioni del Pink Mobility Day. Per la prima volta, però, è stato possibile avere sul palco una vice presidente donna: Raffaella Tavazza.

Con un’esperienza ventennale nel noleggio (ora è Ceo del Gruppo Locauto), Tavazza ha ricordato quanto è importante che le donne siano presenti non solo ai vertici delle aziende, ma anche nelle associazioni di settore.

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La vice presidente Aniasa ha evidenziato come:

L’adozione sempre più diffusa dell’AI sta indubbiamente ridefinendo i processi decisionali nelle aziende, ma porta con sé un rischio concreto: quello di incorporare e amplificare bias già presenti nei dati e nelle organizzazioni. Per questo è fondamentale sviluppare modelli trasparenti, basati su informazioni consapevoli, guidati da leadership che sappiano orientare la tecnologia verso equità e inclusione. In un settore come l’automotive, storicamente sbilanciato nella rappresentanza, questo tema è ancora più urgente. Negli ultimi anni abbiamo però visto segnali positivi: la presenza femminile nei ruoli apicali sta crescendo e la mia nomina come Vice Presidente ANIASA, prima donna nel Consiglio Generale, va proprio in questa direzione”.

Intelligenza Artificiale, la parola alle esperte

Nataliia Roskladka, Ricercatrice Senior dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano ha raccontato l’evoluzione dell’AI, dal machine learning all’Agentic AI, condividendo una definizione di Intelligenza Artificiale:

“L’Intelligenza Artificiale è il ramo della computer science che studia lo sviluppo di sistemi hardware e software dotati di capacità tipiche dell’essere umano ed in grado di perseguire autonomamente una finalità definita prendendo delle decisioni che, fino a quel momento, erano solitamente affidate agli esseri umani”

Si tratta di strumenti che non lavorano più “per noi”, ma lavorano “insieme a noi”. Secondo i dati presentati dall’Osservatorio AI del Politecnico di Milano, il 71% delle grandi imprese in Italia ha avviato almeno una sperimentazione in AI. Per quanto riguarda invece l’adozione degli strumenti di genAI, il 53% delle grandi e grandissime aziende ha acquistato licenze di questi strumenti per la produttività personale, dato che posiziona il Bel Paese su percentuali di adozione superiori a Francia (42%), Germania (43%) e Regno Unito (45%).

Laura Venturini e Nataliia Roskladka

Laura Venturini, Search Strategy & Digital Reputation Director di BIP Red ha affrontato il tema “Bias algoritmico e diversità nell’AI – Come nascono i pregiudizi nei modelli di intelligenza artificiale e perché”:

“Un bias algoritmico non è un difetto di programmazione. È il riflesso di un mondo imperfetto che viene codificato in modelli matematici. Dati che riflettono secoli di disuguaglianze storiche, razziali, di genere e socioeconomiche producono modelli distorti, che generano nuovi dati, altrettanto distorti. I modelli non apprendono ciò che è «giusto». Apprendono ciò che è frequente. La differenza è enorme.  Un algoritmo non distingue tra correlazione statistica e verità morale. Se un pattern si ripete abbastanza, diventa la risposta «corretta»”.

Trovare il proprio posto nel mondo

L’Intelligenza Artificiale non è solo questione di come le donne vengono rappresentate, ma entra concretamente nel recruiting e nella formazione.

Proprio di formazione ha parlato Chiara Petrini, Expert Sales Account – Division Fintech – ICT – Logistic – Customer Care di Tack TMI che ha denunciato: “L’AI è un cambiamento in atto e le donne non lo adottano”.

La normativa EU sull’AI (AI Act)  introduce concetti come: la valutazione di impatto sui diritti fondamentali, l’obbligo di mitigare i bias nei sistemi ad alto rischio, la trasparenza sugli algoritmi: “Le aziende dovranno formare le persone di diverse funzioni: HR, compliance, vendite, ICT. Un corso AI – DEI oggi è preparazione strategica, non teoria“.

Nel settore Mobility, l’AI non è solo un acceleratore di efficienza: è ciò che può trasformare modelli di business, esperienze del cliente e competenze interne, in un settore che vive tre transizioni contemporanee: digitale, elettrica e sostenibile.

ANCHE IN CARROZZERIA…

Simone Brown, HR & Organization Director di Car Clinic, ha spiegato: “L’Intelligenza Artificiale ci aiuta a rendere attrattiva la professione del carrozziere per le donne. Abbiamo creato la Pink academy perché ci siamo accorti che stavamo dialogando solo con il 49% della popolazione. Abbiamo avuto risposte molto positive da parte di ragazze appassionate di motori e in cerca di una riqualificazione professionale”.

A questo proposito Anastasia Nardoni, carrozziere CarClinic ha raccontato la sua esperienza alla Pink Academy, dove ha trovato la sua strada professionale.

… E NELL’AFTERMARKET

Viviana Mozzi, European HR Business Partner LKQ Europe e Cristina Marchesi, HR Business Partner LKQ RHIAG hanno parlato di come l’intelligenza artificiale è entrata nel mondo HR“La formazione dell’Hiring Manager deve essere orientata all’inclusività nel processo di recruiting, dallo screening del CV al colloquio”.

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Il mondo aftermarket è ancora molto a prevalenza maschile, ma LKQ RHIAG ha ottenuto la certificazione per la parità di genere. Fra le aree di intervento ci sono proprio l’accesso a formazione e sviluppo professionale nonché politiche che favoriscano l’inclusività nei processi di selezione, nelle assunzioni, nelle promozioni.

AI: un(a) collega di lavoro

Ivano Montrone, Community Manager Valore D, ha raccontato come l’AI possa essere un driver di equità e inclusione attraverso una progettazione Data driven anche DEI con supervisione umana.

Roberta Billè, Presidente GBTA Italia ed Elena Carlino, Corporate Travel Director di Gattinoni Business Travel, hanno raccontato di come utilizzano concretamente l’Intelligenza Artificiale nel loro lavoro, anche nella gestione delle emergenze, come il blocco delle tratte aree dovuto alla guerra Usa e Israele contro l’Iran.

Alessandro Villa, Chief Operating Officer Wayla, ha raccontato di come l’algoritmo dedicato e l’AI per l’allocazione delle corse in tempo reale e il riposizionamento dinamico dei mezzi sia fondamentale per garantire il servizio di van sharing Wayla,

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La startup è una sorta di noleggio minibus con conducente: i mezzi non hanno linee o orari prestabiliti, ma percorsi dinamici in base alle richieste ricevute. “Un servizio rivolto a tutti, ma particolarmente apprezzato dalle donne, che sono il 75% dei nostri utenti.

Le conclusioni con Arianna Censi, Assessora alla mobilità di Milano

I lavori della giornata sono stati conclusi da Arianna Censi, Assessora alla mobilità Comune di Milano, che si è riagganciata al tema delle gender mobility spiegando come le donne usino meno la macchina e più i mezzi pubblici, in numero minore scelgono i mezzi in sharing e fanno tragitti più lunghi a piedi.

L’Assessora ha dichiarato superata la prova della mobilità milanese durante le Olimpiadi di Milano-Cortina: “Se una cosa funziona, la usi”, sottolineando come il punto su cui intervenire siano i collegamenti al di là degli spazi cittadini, dove i trasporti non sono sempre efficienti.

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L’Assessora si è detta fan dell’Intelligenza Artificiale, perché sono i numeri e i dati che aiutano a programmare con efficienza la rete di trasporto pubblico, che deve essere inclusivo e coprire le esigenze di mobilità di tutti.

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