Secondo le stime, quasi il 20 % della popolazione dell’UE è esposta a livelli di inquinamento acustico considerati inaccettabili.
Molti hanno visto nelle auto elettriche l’opportunità di contrastare l’inquinamento acustico, oltre a migliorare la qualità dell’aria. Soprattutto in contesti urbani, dove i rumori prodotti dal traffico sono più intensi e dannosi.
Ma le cose non stanno esattamente così.
QUANTO RUMORE FANNO LE AUTO
La normativa europea sancisce che, a partire dal 2025, il rumore delle automobili debba diminuire. Il limite massimo consentito, per proteggere la salute pubblica, è di 68 decibel per le auto (mentre è prevista una deroga per i veicoli più pesanti, oltre le 12 tonnellate, a 81 db).
La riduzione, dunque, è notevole considerando che il limite precedente era di 75 dB.
Anche il Codice della Strada dedica un articolo specificamente ai rumori emessi dalle vetture. “Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa”.
Nello stesso articolo 155 CdS sono anche fissate le sanzioni: “Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a euro 173“.
LE AUTO ELETTRICHE SONO DAVVERO SILENZIOSE?
Per loro natura, le auto elettriche sono assolutamente più silenziose di quelle con motore a combustione. Una caratteristica positiva per quanto riguarda l’inquinamento acustico, ma negativa dal punto di vista della sicurezza.
Dispositivi sonori obbligatori
Infatti, i pedoni e gli altri utenti della strada potrebbero non accorgersi del sopraggiungere di un’auto elettrica. Per questo le auto elettriche devono essere dotate di Avas, Acoustic Vehicles Alert System, un dispositivo sonoro obbligatorio dal 2021 per tutte le auto elettriche, come previsto dal regolamento ECE n.138 in riferimento al Regolamento UE n. 1576/2017.

Il sistema acustico deve entrare in funzione a velocità inferiori a 20 Km/h, sia in senso di marcia avanti, sia in senso di marcia indietro. Ovvero un passo di marcia tipico in città, soprattutto in zone affollate con molto traffico.
Sopra i 20Km/h è ritenuto sufficiente il rumore degli penumatici sull’asfalto per allertare dell’arrivo del veicolo chi si trova nelle vicinanze.
Il suono deve essere compreso tra i 56 e i 75 decibel, così da avvisare della sua presenza i pedoni. Di solito si tratta di un suono piuttosto standard, identificabile con un rombo tecnologico o una sorta di fischio, ma non mancano le eccezioni più “musicali”.
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L’intensità del rumore di un’elettrica è, quindi del tutto paragonabile a quello di un’auto termica.
Diventa chiaro, quindi, che le auto elettriche dotate dei nuovi segnalatori acustici non saranno risolutive in termini di inquinamento acustico.
Ovviamente il rinnovo del parco auto (sia esso elettrico o termico) ha l’indubbio vantaggio di minore rumore di rotolamento degli pneumatici, sistemi audio meno invasivi (e dannosi) per i passeggeri, meglio ancora se accompagnato da asfalto a bassa rumorosità.
COME CONTRASTARE L’INQUINAMENTO ACUSTICO
Sono diversi i Paesi e le città che hanno messo in atto una serie di buone pratiche per contrastare questo tipo di emissioni nocive.
Alcune aree cittadine sono state riconvertite a “zone silenziose“, ovvero località urbane si può evadere dal rumore cittadino, ma per lo più si tratta di spazi verdi, parchi o riserve naturali.

Sempre più spesso, quindi, si sceglie asfalto a bassa rumorosità per le strade e per i mezzi pubblici si prediligono pneumatici più silenziosi. Nonostante i punti di ricarica (almeno in Italia) non siano all’altezza delle aspettative, come diffusione e capillarità, le auto elettriche sembrano essere la risposta più efficace.
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