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Che fine fanno i dati generati dalle auto connesse delle flotte?

Che fine fanno i dati generati dalle auto connesse delle flotte?
L'Aftermarket Report di SICURAUTO.it ha analizzato il settore del post-vendita, con un focus sulle novità introdotte da Data Act e AI Act e il loro impatto (anche) sulle flotte.

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Chi può leggere e usare i dati generati dalle auto connesse? Il Data Act ha cambiato davvero qualcosa per gli operatori? Domande centrali nel sesto Aftermarket Report di SICURAUTO.it: AI Act, Euro 7 e Battery Passport sono solo alcune delle novità normative che stanno ridisegnando il lavoro di officine e ricambisti e il servizio che i Fleet Manager ricevono per i propri veicoli, anche per quello che riguarda il trattamento dei dati.

Veicoli connessi e auto a fine vite: cosa succede ai dati della flotta?

Un aspetto che riguarda in modo specifico le flotte riguarda cosa succede ai dati quando l’auto esce dal ciclo di vita. Nel panel sull’ELV (End-of-Life Vehicles), tenuto durante la presentazione del report presso il Factory Autocenter Arese lo scorso 1 ottobre, Andrea Carluccio di Haiki Cobat, Ferruccio Miotto di Ecoeuro e Andrea Amico di Privacy4Cars hanno messo in evidenza come digitalizzazione e tracciabilità possano cambiare processi e responsabilità nella gestione dei veicoli a fine vita e dei dati che restano nelle auto connesse in mano alle flotte, aprendo anche nuove specializzazioni lungo la filiera.

Di chi ha accesso ai dati prodotti dai parchi auto telematizzati, le aziende e gli OEM, è fondamentale, anche perché il Data Act potrebbe generare un valore economico per un settore che, entro il 2028, dovrebbe sfiorare i 270 miliardi di euro in Ue, mentre l’Internet of things dovrebbe raggiungere tra i 5 e gli 11 trilioni di euro entro la fine del decennio.

Il filone interessante per chi acquista servizi di manutenzione è però quello che ha messo al centro Gianluca Di Loreto di AlixPartners e Francesco Campagna di Roland Berger, che hanno analizzato le dinamiche che influenzano le scelte di flotte e consumatori, mentre Rosaria Amodio di GiPA Italia ha raccontato, dati di mercato alla mano, come cambia il rapporto tra automobilista e aftermarket tra percorrenze in aumento, maggiore disponibilità di dati e nuovi servizi.

Un focus a parte è stato dedicato alla fidelizzazione dei clienti aftersales e ai processi riparativi, con Simone Guidi di CSM 360, Efrem Bresolin di Arval Service Lease Italia e Davide Bonavida di Autoflows, piattaforma di intelligenza artificiale predittiva per il post-vendita nata nel 2022, che ha posto al centro dati, digitalizzazione e qualità dei processi come leve per migliorare la relazione con il cliente e costruire nuovi modelli di servizio, un tema che interessa direttamente i fleet manager, perché da officine più organizzate e capaci di prevenire i problemi dipendono tempi di fermo e costi di gestione dei veicoli.

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