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La tassa sulle auto aziendali è un autogol? Ecco perché potrebbe costare caro a tutti

La tassa sulle auto aziendali è un autogol? Ecco perché potrebbe costare caro a tutti
Un provvedimento che solleva preoccupazioni per i possibili effetti su lavoratori, imprese e transizione ecologica, con implicazioni economiche rilevanti

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La nuova tassa sulle auto aziendali potrebbe frenare la transizione ecologica e colpire un milione di italiani. Il provvedimento prevede un aumento della tassazione sui fringe benefit delle auto aziendali, con un incremento medio del 67% del valore imponibile per le vetture tradizionali. «Un autogol che graverà sui redditi medio-bassi e sulle imprese, rallentando il ricambio del parco circolante e colpendo un settore già in difficoltà,» avverte Alberto Viano, Presidente di ANIASA.

Le agevolazioni per vetture elettriche e ibride plug-in sono positive, ma il provvedimento penalizza comunque l’85% delle auto aziendali in uso, fondamentali per la mobilità dei lavoratori.

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Mercato e transizione ecologica in stallo

Le aziende, già sotto pressione per l’aumento dei costi, potrebbero scegliere di prorogare i contratti di noleggio esistenti o mantenere le vetture attualmente assegnate, rinviando così l’acquisto di modelli più sostenibili. «Il rischio è evidente: un calo drastico delle immatricolazioni, con 60.000 auto in meno per il noleggio a lungo termine e 15.000 per gli acquisti aziendali,» sottolinea ANIASA.

Questo freno non compromette solo la sostenibilità ambientale, ma anche un settore cruciale per l’economia, in cui le flotte aziendali rappresentano il 40% delle nuove immatricolazioni.

Un buco da 125 milioni per l’Erario

Il mancato rinnovo delle auto aziendali non si limita a rallentare il mercato e la transizione ecologica: i numeri indicano una perdita di 125 milioni di euro per lo Stato nel 2025. «È urgente rivedere il provvedimento, prevedendo un aumento graduale che non penalizzi il parco circolante attuale,» conclude Viano. «Le auto aziendali sono strategiche per il rinnovo del parco auto, per l’economia e per il raggiungimento degli obiettivi ambientali.» L’appello di ANIASA è chiaro: intervenire subito per evitare un danno a lavoratori, imprese e finanze pubbliche.

Leggi Anche: Tassazione auto aziendali: quanto è penalizzata l’Italia rispetto agli altri Paesi europei?

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