Le auto a noleggio possono essere coinvolte in diversi contesti criminali: dalla logistica per furti, rapine, contrabbando alle truffe ai danni delle società di noleggio, al terrorismo.
Per questo le società di noleggio e le associazioni di categoria applicano protocolli rigidi di verifica dell’identità (è il motivo per cui non si può ancora prendere a noleggio un’auto con la carta d’identità digitale), scambio di informazioni con le autorità, tracciamento dei mezzi.
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TRUFFE CON NOLEGGIO DI AUTO DI LUSSO
Un caso particolare è rappresentato dal segmento delle auto di grande pregio.
Il settore del noleggio di auto di lusso e supercar rappresenta un terreno estremamente redditizio per le organizzazioni criminali. Le truffe possono colpire diverse categorie di soggetti:
- società di noleggio (vittime di furto e appropriazione indebita)
- clienti finali (che pagano per servizi inesistenti)
- ignari investitori attirati da business truffaldini
“L’auto di lusso è attrattiva perché bella e difficilmente disponibile. Ogni volta che qualcuno propone possibilità di vetture a un certo tipo a prezzi particolari ci può essere in agguato una truffa. L’unico modo per difendersi chiedere alle associazioni dei consumatore o di categoria”, sintetizza il direttore generale di ANIASA Giuseppe Benincasa, che mette in guardia contro i pericoli della digitalizzazione e della contraffazione dei documenti.
Documenti falsi per ottenere contratti di noleggio di veicoli di alta gamma
Una recente inchiesta della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Bolzano e condotta dalla Squadra Mobile di Siena insieme alle Polizie Stradali di Siena e La Spezia, si è chiusa con 41 persone indagate per associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato.
I contratti di noleggio di veicoli di alta gamma erano ottenuti falsificando la documentazione reddituale e bancaria. I mezzi venivano poi sottratti al circuito legale attraverso la presentazione di denunce di smarrimento delle chiavi o di finto furto.
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Le vetture venivano quindi trasferite rapidamente attraverso una serie di passaggi di proprietà, fino alla rivendita a soggetti ignari della provenienza.
“Spesso le frodi vedono il cliente finale innocente, al massimo ingenuo, ma comunque non a conoscenza dell’architettura della frode”, spiega Benincasa. In totale il giro d’affari era di un milione e mezzo di euro.
Schema Ponzi
Una truffa di diverso tipo, basata sul classico “schema Ponzi”, è quella messa in luce a giugno 2026 dall’indagine coordinata dalla procura di Bergamo, conclusasi con il sequestro preventivo di beni per oltre 1,6 milioni di euro.
Il meccanismo criminale ruotava attorno a un’ingannevole formula finanziaria: agli investitori veniva proposto di investire nel business di una società di noleggio auto di lusso. Il denaro incassato spariva su conti di società create ad hoc e intestate a prestanome.
Quando il meccanismo ha iniziato ad incrinarsi e le vittime hanno cominciato a chiedere indietro il proprio denaro si sono verificati gravi episodi estorsivi connotati da minacce di morte e violenza fisica.
Finti autonoleggi e siti clone
Questa truffa colpisce direttamente gli utenti che desiderano noleggiare una supercar per un evento, un matrimonio o un fine settimana.
“I truffatori sono in grado di marcare i motori di ricerca, per cui mandano offerte vantaggiose a chi già sta cercando un’auto di pregio da noleggiare”, mette in guardia Benincasa.
I criminali creano siti web specchio, profili social accattivanti o annunci falsi copiando loghi e immagini di operatori legittimi. Propongono tariffe vantaggiose o formule di noleggio senza carta di credito o senza anticipo per attirare rapidamente le vittime.
Per bloccare la vettura viene richiesto un bonifico urgente o una ricarica di carte prepagate a titolo di caparra o pagamento anticipato. Una volta incassato il denaro, i truffatori tagliano i contatti e l’auto non viene mai consegnata.
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Aniasa ricorda che le prenotazioni dei noleggiatori vengono sempre formalizzate tramite email ufficiali e mai tramite WhatsApp, telefonate o altri canali informali.
Bisogna diffidare di tariffe inferiori del 40-50% rispetto ai prezzi medi di mercato e rifiutare categoricamente pagamenti tramite carte ricaricabili, servizi di money transfer o bonifici verso conti esteri intestati a persone fisiche.
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